In tutto c’é politica

In tutto c’é politica
22 Gen 2016

di/por Frei Betto – da Cubadebate Trad. Tio Gigi

In tutto c’é politica

En todo hay política

titolo

Un artícolo riferito al suo paese : il Brasile , ma di attualità per tutti .

Siamo nell’ anno elettorale. Nel mese di ottobre sceglieremo sindaci e consiglieri. Anche se alcuni non vogliono sapere nulla di politica va ricordato che in tutto c’é politica . Non tutto è politica, ma la politica è ovunque. Ad esempio una coppia in luna di miele, non è necessariamente una questione politica, ma la qualità dell’hotel durante la vacanza ha a che fare con la politica. Il mio bisnonno di 98 anni può non avere la più pallida idea che la qualità del caffé mattutino che prende abbia a che vedere con la politica, ma ce l’ha.
(CONTINUA/SIGUE)

 

La politica è un machete a doppio taglio, come si dice in Minas Gerais. Serve a opprimere o a liberare . E’ come la religione, che serve anche per opprimere o per liberare. Fu un errore di una certa tradizione marxista affermare che tutte le religioni sono alienazioni, fino a quando improvvisamente si scoprì che la religione era anche uno strumento di liberazione. Non sono io a dirlo ma Federico Engels (compagno di Karl Marx nella composizione de Il Capitale ), in un libretto che il mondo socialista ha appena divulgato, dal titolo Cristianesimo primitivo.

Fidel Castro ha regalato a papa Francesco, nel settembre del 2015, durante la sua visita a Cuba, il libro Fidel e la religione, nel quale un capo di stato di un paese comunista parla positivamente della religione. Quest’anno questa opera sarà ristampata in Brasile.

Tra i molti altri esempi di che tutto questo ha a che fare con la politica, uno dei più curioso è questo : dicembre ricorda il numero 10 , novembre il 9 , ottobre l’ 8 e settembre il 7 . E quanti mesi ci sono in un anno? Dodici. Lì c’è la politica: l’anno era di dieci mesi. L’ imperatore Giulio Cesare chiamò gli astronomi dell’ impero e disse loro : “Inventate un mese in omaggio a me.” Si scervellarono e introdussero nel calendario il mese di luglio. Quando muore Giulio Cesare lo sostituisce l’imperatore Augusto, il quale pure chiamò gli astrologi e disse loro : ” Se Giulio ( Cesare ) ha un mese con il suo nome, me lo merito anch’io “.

E siccome gli ordini imperiali sono ordini imperiali e nessuno vuole finire con la testa mozzata, aggiunsero il mese di agosto. Ma spaventati a morte, presentarono all’imperatore un problema cronologico. C’ é un’alternanza di giorni ogni mese. Gennaio ne ha 31, poi 30, 31, 30, e luglio e agosto sono i soli mesi di 31 giorni. Come è stato possibile questo stratagemma ? Per ordinanze imperiali. ” Aggiustatelo ( il calendario ) “, disse Augusto. E gli astronomi lo aggiustarono rimuovendo un giorno a febbraio.

Possiamo non sapere che la politica è ovunque, ma lo è. Perché l’uomo non ha inventato e non credo mai lo inventerà- un altro modo per organizzare la sua vita sociale se non attraverso la politica.

Oggi molte persone, soprattutto giovani, sono schifate dalla politica, perché vedono le notizie che parlano di corruzione, di palesi ruberie, di nepotismo, fisiologismo, ecc. Ma io dico sempre: chi ha una avversione per la politica finisce per essere governato da coloro i quali non ne hanno. E proprio ciò che i cattivi politici vogliono é mantenere questa avversione perché loro possano rimanere a far la parte del leone.

RicordateVi questo! Se voi o i vostri amici dite : io non ne voglio sapere di politica, non andrò più a votare, annullerò il mio voto … si sta facendo il gioco dei cattivi politici. Chi si tira fuori sta dando un assegno in bianco alla politica che predomina nel paese.

Non esiste la neutralità politica. Vi è una falsa idea di neutralità. Ma in qualche modo ogni persona rimane coinvolta nella politica del paese, nel bene e nel male.

Alla fine nessuno di questi signori o signore che occupano il Congresso Nazionale a Brasilia, sono entrati dalla finestra. Sono entrati tutti attraverso il voto degli elettori. Allora la domanda è anche quella di analizzare perché gli elettori votano sbagliato. A causa della politica. Poiché viviamo in un mondo in cui la politica è controllata da una minoranza. E il Brasile non fa eccezione. Ma questa è un’altra storia e ha un nome: riforma politica.

Leggi anche: IL PAPA FRA CUBA E USA

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Un artículo en referencia a su país: el Brasil, sino actual para todos

Estamos en año electoral. En octubre elegiremos alcaldes y concejales. Aunque algunos no quieran saber de política conviene recordar que en todo hay política. No todo es política, pero la política está en todo. Por ejemplo una pareja en su luna de miel no es necesariamente una  cuestión política, pero la calidad del hotel en que se hospedan tiene que ver con la política. Mi bisabuelo de 98 años puede que no tenga la menor idea de que la calidad del café matinal que toma tenga que ver con la política, pero lo tiene.

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La política es un machete de dos filos, como se dice en Minas Gerais. Sirve para oprimir o para liberar. Es como la religión, que también sirve para oprimir o para liberar.  Fue un error de cierta tradición marxista el afirmar que toda religión es alienación, hasta que de pronto se descubrió que la religión también era un instrumento de liberación. No soy yo quien lo dice sino Federico Engels (compañero de Carlos Marx en la composición de El Capital), en un librito que el mundo socialista apenas ha divulgado, tituladoCristianismo primitivo.

Fidel Castro le regaló al papa Francisco, en setiembre del 2015, cuando éste visitó Cuba, el libro Fidel y la religión, en el que un jefe de estado de un país comunista habla positivamente de la religión. Este año dicha obra será reeditada en el Brasil.

Entre otros muchos ejemplos de que todo tiene que ver con la política, uno de los más curiosos es éste: diciembre recuerda el número 10, noviembre el 9, octubre el 8, y setiembre el 7. ¿Y cuántos meses tiene el año? Doce. Ahí está la política: el año tenía diez meses. El emperador Julio César llamó a los astrónomos del imperio y les dijo: “Inventen un mes en homenaje a mí”. Ellos cavilaron e introdujeron en el calendario el mes de julio. Al morir Julio César le sucedió el emperador Augusto, que también llamó a los astrólogos y les dijo: “Si Julio tiene un mes con su nombre, yo también lo merezco”.

Y como las órdenes imperiales son órdenes imperiales y nadie quiere acabar con la cabeza cortada,  ellos añadieron el mes de agosto. Pero muertos de miedo, le presentaron al emperador un problema cronológico. Existe una alternancia de días en cada mes. Enero tiene 31, después 30, 31, 30, y julio y agosto son los únicos dos meses del año con 31 días seguidos. ¿Cómo fue posible tal artimaña? Por órdenes imperiales. “Arréglenlo”, dijo Augusto. Y los astrónomos lo arreglaron quitando un día de febrero.

Podemos no saber que la política está en todo, pero lo está. Porque el ser humano no ha inventado -y creo que no lo inventará- otra manera de organizar su convivencia social si no es mediante la política.

Hoy día muchas personas, sobre todo jóvenes, están enemistadas con la política, porque miran los noticieros que hablan de corrupción, de robadera descarada, nepotismo, fisiologismo, etc. Pero yo siempre les recuerdo: quien tiene aversión a la política acaba siendo gobernado por quien no la tiene. Y precisamente lo que desean los malos políticos es que se mantenga esa aversión, para que se queden ellos con la mayor tajada.

¡Acuérdense de esto! Cuando usted o sus amigos digan: no quiero saber de política, no iré más a votar, voy a anular mi voto… le estarán haciendo el juego a los malos políticos. Quien se inhibe está dando un cheque en blanco a la política que predomina en el país.

No existe neutralidad política. Existe una falsa idea de neutralidad.  Pero de algún modo cada persona interviene en la política del país, para bien o para mal.

A fin de cuentas ninguno de esos señores o señoras que ocupan el Congreso Nacional, en Brasilia, ha entrado por la ventana. Todos entraron a través del voto de los electores. Entonces la cuestión también consiste en analizar por qué los electores votan mal. A causa de la política. Porque vivimos en un mundo en el que la política está controlada por una minoría. Y el Brasil no es la excepción. Pero ésa es otra historia y tiene nombre: reforma política.

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Redazione
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