27 gennaio 1986-2016: due date memorabili per Moa


06 Feb 2016
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La fabbrica “Comandante Che Guevara”

di/por Alexis Rojas Aguilera – Trad. Stefano Guastella –

ita 06/02/2016Nelle parole di Alexis Rojas, giornalista di Holguín, il racconto della giornata del 27 gennaio 2016, data del 30° Anniversario della fabbrica di Nichel e Cobalto “Comandante Che Guevara“, situata a Punta Gorda, Moa, Holguín. Il giornalista, che si occupa di vari temi, tra cui quelli scientifici, ambientali, chimici e sulla salute, si riallaccia al 27 gennaio del 1986, data dell’inaugurazione dell’impianto e ricorda i momenti storici, le persone, i successi e le crisi, attraversate da questa fabbrica che rappresenta un orgoglio per il polo industriale di Moa, uno dei più importanti di tutta Cuba. (Stefano Guastella)

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Moa, Holguín – 28 gennaio 2016 – Di nuovo a Moa, come 30 anni fa… In entrambe le occasioni il motivo mi riempie di allegria. I fatti che si allacciano intimamente, per essere due momenti fondamentali nella storia della più giovane industria cubana del nickel, la “Comandante Ernesto Che Guevara”, di Punta Gorda, a sette chilometri a est della più giovane tra le città di Cuba: quelli della nascita e del raggiungimento della maturità. 

E’ mercoledì e il sole riempie il firmamento, lasciando spazio solo a qualche piccola nube. Il colore rossiccio della terra lateritica, come sempre, riempie la retina degli occhi in tutte le direzioni. Da appena alcune ore, nella mattina e al riparo offerto dal monumento che ricorda il Guerrigliero Eroico (Ernesto Che Guevara ndr), imbattuto e immortale, un gruppo di 30 lavoratori ricevono dei francobolli commemorativi, tra questi l’ingegnera e amica Yolanda Martín Enríquez, esempio di donna per tutta la popolazione di Moa, per la sua condizione di fondatrice in attività.

Poco prima, otto pionieri addetti ai complessi lavori di direzione del Progetto 304, che dette il via alla nascita dell’industria, quel 27 gennaio del 1986, con 30mila tonnellate di concentrati del nichel e cobalto come capacità installata, i cui nomi corrispondono a Luis Laurencio, Raúl Poland, Antonio Cutiño, Luis Martín, Orestes Vega, Ever Avella, Dennis Trutié e la stessa Yolanda, si erano guadagnati i diplomi di riconoscimento, mentre venivano ricordati i direttori dell’industria che tracciarono il futuro di questa impresa, tra i quali: José Santos Grau, Guillermo Torres Anzardo e Luis García Hernández.

Mentre trascorreva questo speciale giorno di celebrazione, che sarebbe poi culminato con una serata di Gala e di Cultura in questa stessa sede, i ricordi affioravano alla mente e mi vidi vicino alla bocca del Forno di Calcinazione da dove sarebbero uscite le prime libbre di ossido sinterizzato. Dopo la gioia popolare, vennero successivamente tempi difficili, che necessitò dello sforzo di molte persone, tra le quali quello del Padre della Metallurgia cubana del nichel, Demetrio Presilla López e la sua piccola brigata di “eminenze operaie” di Nicaro che si dedicarono a stabilizzare il flusso produttivo.

Mi sono venuti alla mente anche la prima volta in cui fu raggiunto l’obiettivo delle 30mila tonnellate di ossido e sinter, o quando questa capacità iniziò ad essere superata (1999-2007) o quei momenti, a partire dal 2008, che intralciarono la traiettoria economica e produttiva di questo brillante collettivo: gli effetti dell’uragano Ike associati ai deficit nelle manutenzioni, il ribasso dei prezzi del nichel sul mercato internazionale e il rialzo del prezzo del petrolio.

A questo si sono aggiunti altri problemi, che quasi mai vengono da soli, come l’eccessivo ritardo nell’esecuzione dei progetti volti a migliorare l’efficienza metallurgica ed energetica, la minore richiesta di nichel e l’incremento della distanza del tragitto del minerale fino all’industria, oltre alla minore disponibilità di attrezzature minerarie con l’aggiunta di un insufficiente fornitura di pezzi di ricambio.

Penso che, forse, molti altri collettivi si sarebbero arresi di fronte a ante battaglie, però non certo i lavoratori della “Che Guevara”, che con uno sforzo d’intelligenza, sacrificio e impegno verso la Rivoluzione, sono riusciti a mantenere le operazioni di attività della loro impresa statale socialista.

Oggi il risultato è palpabile, dato che “siamo arrivati a questa data e manteniamo la stessa decisione di andare avanti; abbiamo affrontato di tutto; di fronte a ogni difficoltà è sempre apparso il talento e il desiderio di vincere; è dimostrato che questa frase, ‘Instancabili per natura’, riflette perfettamente lo spirito dei lavoratori”, afferma Luis Rabilero Fernández, direttore dell’industria.

Per questo, continua l’esperto ingegnere, siamo ottimisti e perseveranti, sogniamo con un futuro sempre migliore, continueremo ad andare avanti, lavorando sempre di più, con migliori impianti e con un ritmo “a livelli superiori di produzione ed efficienza”.

Tutte queste cose passano dalla mia mente mentre la giornata scorre e osservo la felicità che assale la mia giovane compagna di avventura 30 anni dopo quell’evento, Ana Álvarez Guerrero, diciannovenne di Moa e studente di giornalismo. E’ il suo battesimo sul terreno professionistico e riesco appena a raccontarle alcuni dettagli di ciò che accadde 11 anni prima che lei nascesse. Ana è figlia di due lavoratori della “Che Guevara” ed è, ai miei occhi, un simbolo del futuro assicurato per Moa. Sono felice di poter essere stato testimone di questi due storici 27 gennaio

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aacuba Dos 27 cenitales en Moa

Moa, Holguín – 28/01/2016 – De nuevo en Moa, como hace 30 años. En ambas ocasiones, el motivo desborda alegría. Los hechos íntimamente entrelazados, por ser dos momentos fundamentales en la historia de la más joven industria niquelera cubana, la Comandante Ernesto Che Guevara, de Punta Gorda, a siete kilómetros al este de la también más joven ciudad de Cuba: el del nacimiento y el de la llegada a la madurez.

Es miércoles y el sol inunda el firmamento, apenas sin nubes. El rojizo de las Lateritas, como siempre, inunda la retina en todas direcciones. Hace apenas unas horas, en la mañana y al amparo del monumento que recuerda al Guerrillero Heroico, invicto e inmortal, un grupo de 30 trabajadores recibieron sellos conmemorativos, incluida la ingeniera y amiga Yolanda Martín Enríquez, ejemplo de la mujer moense, por su condición de fundadores en activo.

Antes, ocho pioneros en las complejas labores de dirección del Proyecto 304 que dio lugar al nacimiento de la industria, el 27 de enero de 1986, con 30 mil toneladas de concentrados de níquel más cobalto de capacidad instalada, como Luis Laurencio, Raúl Poland, Antonio Cutiño, Luis Martín, Orestes Vega, Ever Avella, Dennis Trutié y la propia Yolanda, merecieron diplomas de reconocimiento, en tanto eran recordados directores de la industria que jalonaron su devenir, entre ellos, José Santos Grau, Guillermo Torres Anzardo y Luis García Hernández.

Mientras transcurría este especial día de celebración, que culminaría con una Gala cultural en el mismo sitio en la noche, los recuerdos afloraron en tropel y me vi cerca de la boca del Horno de Calcinación de donde brotarían las primeras libras de óxido sinterizado, luego el júbilo popular, los tiempos difíciles posteriores que convocaron esfuerzos de muchos, incluido los del Padre de la Metalurgia niquelera cubana, Demetrio Presilla López y su brigadita de “eminencias obreras” de Nicaro para estabilizar el flujo productivo.

También el momento de alcanzar por primera vez las 30 mil toneladas de óxido y sinter concebidas, o cuando esa capacidad comenzó a ser reiteradamente superada (1999-2007) o aquellos a partir de 2008 que enturbiaron la ejecutoria económica y productiva de tan brillante colectivo: los efectos del huracán Ike asociados a déficits en los mantenimientos, la baja de los precios del níquel en el mercado internacional y la subida del precio del petróleo.

Además de otros problemas, que casi nunca andan solos, como la excesiva demora en la ejecución de proyectos dirigidos a mejorar la eficiencia metalúrgica y energética, la menor ley de níquel y el incremento de la distancia de tiro del mineral hasta la industria y la disminuida disponibilidad de equipos mineros con la añadidura de insuficiente suministro de piezas de repuesto.

Pienso que, quizás a muchos colectivos tantas pruebas juntas los hubieran llevado a arriar las banderas de combate, pero nunca a los trabajadores de la Comandante Che Guevara que, en derroche de inteligencia, sacrificio y compromiso con la Revolución, lograron mantener las operaciones de su empresa estatal socialista.

Hoy, el resultado se puede palpar, pues “llegamos a esta fecha y mantenemos la misma decisión de salir adelante; hemos afrontado todo; siempre ante cada dificultad apareció el talento y el deseo de triunfar; está demostrado que esa frase, Incansables por naturaleza, refleja palmariamente el espíritu de los trabajadores”, afirmó Luis Rabilero Fernández, director de la industria.

Por eso, dijo el curtido ingeniero, somos optimistas y perseverantes, soñamos con un futuro siempre mejor, seguiremos adelante con más trabajo, con mejores instalaciones y en marcha “a niveles superiores de producción y eficiencia”.

Todas estas cosas pasan por mi mente mientras el día avanza y observo la felicidad que embarga a mi joven compañera de esta aventura 30 años después, Ana Álvarez Guerrero, moense y estudiante de periodismo. Es su bautismo en el terreno profesional y apenas atino a contarle algunos detalles de lo ocurrido once años antes de que ella naciera. La hija de dos trabajadores de la Che Guevara es, a mis ojos, como un símbolo del futuro asegurado de Moa. Me siento feliz de ser testigo de estos dos 27 cenitales.

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Stefano Guastella
Stefano Guastella

Nato a Vinci, nel 1968. Operaio come professione. Da quando ha visitato Cuba per la prima volta, nel 1997, ne è rimasto talmente affascinato che la sua vita è cambiata. Da allora, si è sposato con Yanitza, cubana di Holguín, che gli ha regalato 3 meravigliosi figli, ha scritto un Libro/diario (Con cuba nel Cuore) e ha iniziato a tradurre articoli dallo spagnolo all'italiano, per far conoscere Cuba sotto tutti quegli aspetti ancora oggi poco conosciuti e, per quanto possibile, aiutare a rompere quell'embargo politico, economico e mediatico che tiene sotto isolamento questa splendida Isola dalla vittoria della rivoluzione, nel 1959. - Nacido en Vinci, en el 1968. De profesión obrero. Desde cuando visitó cuba por primera vez, quedó así atrapado, que su vida ha cambiado completamente. Desde entonces, se ha casado con Yanitza, cubana de Holguín, que le ha regalado 3 maravillosos hijos, escribió un libro/diario (Con cuba en el Corazón) y ha empezado a traducir artículos desde español a italiano para que los italiano puedan conocer varios aspectos de Cuba y, por cuanto posible, dar su ayuda en romper aquel bloqueo político, económico y mediático que todavía afecta esta maravillosa Isla, desde cuando la Revolución triunfó en el 1959.

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