Cuba, tra città coloniali e spiagge da sogno

Cuba, tra città coloniali e spiagge da sogno
15 Mag 2016

Un viaggio on the road tra città e mare, storia e tradizioni. Prima che la svolta epocale con gli States porti grandi trasformazioni all’Isla Grande, ecco cosa vedere

di Francesca Pace da Viaggi24.IlSole24Ore.com

E’ sempre stata una delle mete esotiche più ricercate. Per i suoi paesaggi caraibici da cartolina, per le sue affascinanti città, per i suoi abitanti, solari e accoglienti, per la sua storia. Dopo la distensione dei rapporti con gli States, Cuba è entrata in una nuova epoca e può essere un buon momento per vistarla, prima che gli effetti cambino, come è presumibile, il volto della Isla Grande. Ecco alcune indicazioni per un viaggio on the road, alla scoperta di città, spiagge, storia e folklore dell’isola.

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Il punto di partenza è L’Avana. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità nel 1982, la capitale di Cuba ha potuto, negli anni, restaurare e conservare lo splendore dei suoi palazzi coloniali che si possono ammirare nel suo centro storico, Havana Vieja, stretta intorno al canale e alla baia del porto. Il suo cuore è Plaza de la Catedral, con la sua bella facciata barocca e, da qui, basta camminare tra le sue vie per trovare altri palazzi antichi con verande di legno intagliato o in ferro battuto, patii andalusi e giardini nascosti. Tra i luoghi da visitare non possono mancare i locali resi celebri da Ernest Hemingway: la famosa Bodeguita del Medio, in Calle Empedrado, per gustare un mojito e il Floridita, dove sorseggiare un daiquiri, inventato dallo scrittore.
Proseguendo in direzione del mare, si trova il Vedado, il nuovo centro della città. Cresciuto rapidamente negli Anni ’50 come quartiere di uffici, negozi, caffè alla moda, locali notturni e grandi alberghi, si estende tra il lungomare e la collina da cui si ammira tutta la baia. Per cogliere l’anima dell’Avana odierna bisogna andare sul lungo mare, il Malecòn, dove lo skyline della città è disegnato da antichi edifici e alti palazzi moderni e, alla sera, si respira tutto il calore dell’isola caraibica e dei suoi abitanti. Qui, infatti, si trovano i locali più famosi per assistere ai famosi Cabaret, performance di ballo e musica di altissimo livello. Tra i migliori, il Parisien, nello storico Hotel Nacional, il Copa Room, noto come Palacio de la Salsa, all’interno dell’Hotel Riviera, e il Salon Rojo, dell’Hotel Capri.

La scoperta dell’Isla Grande prosegue tra cittadine e le moltissime spiagge dove fermarsi per rilassarsi e godersi i suoi paesaggi spettacolari. Tra le località che meritano una visita, c’è sicuramente Pinar del Rio, a sudovest di L’Avana, una zone più selvagge di Cuba e sfruttata per la coltivazione del tabacco. Il luogo più noto è la valle di Viñales, famosa per il suo paesaggio caratterizzato da numerose alture chiamate mogotes, considerate una delle meraviglie dell’isola.
A sud est della capitale, invece, si procede lungo la strada attraversa diverse cittadine, ciascuna con la propria identità e bellezza. Santa Clara è il luogo dove i guerriglieri del Che posero fine al regime di Batista; l’attività industriale odierna non ha offuscato il mito del Che, e in Piazza della Rivoluzione si trova il Mausoleo Comandante Ernesto Che Guevara, inaugurato nel ventesimo anniversario della sua morte, dove sono conservati i suoi resti.
Cienfuegos, una delle più antiche colonizzazioni spagnole e oggi importante centro industriale per la raffinazione della canna da zucchero; si affaccia su una baia, un tempo rifugio preferito per pirati e corsari, a breve distanza da incantevoli spiagge dove fare una sosta al sole. C’è poi Trinidad, una delle città coloniali meglio conservate al mondo e Patrimonio dell’Umanità dal 1988. In un’atmosfera quasi irreale si passeggia tra case dai colori accesi, strade e piazze rimaste intatte nei secoli. I palazzi coloniali più belli si affacciano su Piazza Mayor che raccontano di nobili famiglie ma anche di schiavi provenienti dall’Africa che hanno segnato la storia e la cultura cubane. Soprattutto nella musica, che si può ascoltare alla Casa del la Trova colma di ritmi e danze afro.

Proseguendo ancora verso est si incontrano Camaguey, dove lo stile coloniale si mescola con edifici in stile neoclassico, art déco e art nouveau, e Holguin, famosa per la bella chiesa di San Isidro, del 1720, con il soffitto della cappella in legno di cedro lavorato a mano ma soprattutto per il suo mare dagli splendidi fondali e le sue spiagge, come Playa Guardalavaca, dove sabbia bianca si allunga tra l’azzurro del mare e la vegetazione rigogliosa alle sue spalle. Infine, si raggiunge Santiago de Cuba, la seconda città più grande dell’isola. Immersa in un’atmosfera coloniale praticamente intatta, è la culla del son, un mix di ritmi europei e africani che ha dato origine alle tipiche musiche caraibiche e proposte tutto il giorno nella Casa de la Trova. E non sarà difficile sentirle mentre si passeggia lungo El Bulevar, dove si aprono le tre piazze principali: Parque Ajedrez, Parque Cespedes, e Plaza Dolores. Qui si concentrano i musei, monumenti e ristoranti della città tra cui la Casa di Diego Velasquez, del 1522, l’edificio più vecchio esistente a Cuba, a fianco della Cattedrale. Santiago è anche la patria del rum: è qui la famosa fabbrica Bacardi fondata nel 1938 e che produce.

Cuba, naturalmente, è famosa anche per le sue splendide spiagge. Con 5700 km di litorale, l’isola offre 300 spiagge e circa 4000 cayos, bagnate dall’Oceano Atlantico, a nord, e dal Mar dei Caraibi a Sud. C’è, dunque, solo l’imbarazzo della scelta per passare un po’ di tempo in totale relax. Varadero è la spiaggia più famosa di Cuba: 20 chilometri di sabbia bianca e incontaminata, affacciata sul mare calmo e cristallino. Oltre a questa molte si incontrano viaggiando lungo la strada tra una cittadina e l’altra. Oltre a quelle già citate, segnaliamo Playa Ancón, a sud di Trinidad, considerata da molti la più bella di tutta la costa meridionale, con sabbia bianchissima e l’acqua cristallina perfetta per lo snorkeling. Playa Duaba, vicino a Baracoa, una spiaggia isolata dalla caratteristica sabbia nera. O, ancora, Playa Pilar, situata sull’isolotto di Cayo Guillermo, nel magnifico Arcipelago di Jardines del Rey, circondata da alte dune che incantarono Hemingway.

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