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Tina: un cuore di donna mai morto

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Di/Por Alessia e Michela Orlando

Introd. y Trad.  Reina Torres Pérez y  Stefano Guastella

  Tina: un cuore di donna mai morto

Tina: Un corazón de mujer que nunca murió

senza posa

 Empoli 28 gennaio 2011 - Il primo articolo di ReinaTorres su Tina Modotti, Julio Antonio e Tina: Uniti per sempre in gennaio, sta suscitando grande interesse. Devo ringraziare Alessia e Michela Orlando, che già in passato hanno inviato alcuni loro lavori a Quintavenida, per avermi inviato un articolo, scritto da loro il 1° di Maggio 2010, in occasione di una canzone dedicata a Tina, scritta dal Cantautore italiano Massimo Bubola. Lo scatto che vedete in alto, è di Michela, (progettato congiuntamente ad Alessia) ed ha partecipato al concorso UNIBO Senzaposa 2009.

La didascalia che hanno  scelto per questo scatto, è una frase della canzone "Tina" scritta appunto da Massimo Bubola: "Dimmi che sogni, sogni tu. Io da un pò lo sai non dormo più, dimmi le foto che farai, che verità e bellezza fermerai "

In pochi minuti, dopo l'invio del loro articolo, è scattata una triangolazione "Campania - Toscana - Cuba", che ha messo in contatto,via e-mail, Alessia e Michela, il sottoscritto e Reina Torres, che mi ha aiutato nella traduzione del loro articolo in lingua spagnola, e così è nata una collaborazione "imprevista", che si va ad aggiungere alla nostra sezione dedicata a Tina Modotti. Tutta l'evoluzione della nascita di questo articolo è stata sottolineata a questo link: Napoli Misteriosa

Non mi resta che lasciarvi all'articolo dii Alessia e Michela e vi suggerisco anche, di lasciarvi trasportare dalle parole del testo della canzone di Massimo Bubola....

Buona Lettura,

Stefano Guastella

Tina Modotti hermana,
 no duermes, no, no duermes.
Tal vez tu corazón oye crecer la rosa
de ayer, la ultima rosa de ayer, la nueva rosa.
Descansa dulcemente, hermana

Puro es tu dulce nombre, pura es tu frágil vida.
De abeja, sombra, fuego, nieve, silencio, espuma,
de acero, línea, polen, se construyó tu férrea
tu delgada estructura

 
(Tina Modotti, sorella, non dormi, no, non dormi. Forse il tuo cuore sente crescere la rosa di ieri,
l’ultima rosa di ieri, la nuova rosa. Riposa dolcemente, sorella.
Puro è il tuo dolce nome, pura è la tua fragile vita. Di ape, ombra, fuoco neve, silenzio, spuma, d’acciaio, linea, polline, fu costruita la tua ferrea e delicata struttura)

Epitaffio di Pablo Neruda.

TINA

Un cuore di donna mai morto
 Di Alessia e Michela Orlando

Quando Massimo Bubola lascia andare la sua voce ed è, ormai, liberata nell’etere, ti accorgi che lo fa solo per dire “TINA”.
Basta.
Ti dimentichi del sottofondo, delle vibrazioni delle corde di chitarra, delle note musicali. È già inevitabile lasciarsi rapire da una irresistibile corrente ascensionale. Da lassù, dal vertice in cui ti trasporta in un attimo, non puoi fare altro che orientare lo sguardo verso il passato. Ti sembra già di “vedere” le miserie che lei vide e fotografò, indignata. Ascolti, poi, le parole successive: “TI SEGUIRÒ” e comprendi che quel verbo, declinato al futuro, adombra vicende non ancora concluse.

Tina Weston 1924
Tina. Nudo sul letto di casa, di Edward Weston, 1924.

Segui il viaggio in cui ti trascina il cantautore Massimo Bubola: è quello in cui è stato coinvolto a sua volta dalla storia di TINA. Nel cervello si fa spazio una idea: la morte non ha estinto il suo entusiasmo. Forse Tina sogna ancora. E allora occorre orientare lo sguardo verso il futuro. È lì, in quello spazio fin qui analizzato, quello che di certo offre solo ciò che è già stato, ma che non ha visto estinguersi le idee di Tina Modotti, spostandoti verso il futuro, che trovi una miniera di suggestioni.
E ti puoi chiedere: Tina non c’è più? Il dubbio è fugato osservando le immagini che conosci: le foto che scattò e quelle in cui ella stessa compare; i fiori; il suo corpo nudo, disteso, languido e materno, intenso così quanto attraente dovette certamente essere; la bandiera che copre quasi integralmente il corpo e sottolinea l’incedere maestoso, la marcia orgogliosa verso una società giusta; le mani di donna che lavano, lavorano, sottolineando il drammatico contrasto del bianconero; penetri con lo sguardo tra le ombre e la brillantezza del bianco di un indumento stropicciato, spinto energicamente contro una pietra, per eliminare lo sporco, detergerlo, ripristinarne la pulizia.

Intanto la voce di Massimo Bubola ti accompagna in un sogno fatto di vino rosso, di domande, di richieste. Ti ricordi di Edward Weston. Ti ricordi di lei operaia, attrice e fotografa. Ti ricordi di lei che ama definirsi solo “fotografa” e non artista. Ti ricordi di lei con Frida Kalho e Diego Rivera. Ti ricordi di lei che ritorna in Europa. Ti ricordi che fugge ancora, ancora e ancora in incognito. Ti ricordi dei volti di bimbi che fotografò, che  impressionarono le pellicole e i cervelli di chi ebbe modo di vederli. E li cerchi; e li cerchi ritrovandoli quei volti sofferenti eppure nobili: figli di lavoratori, forse di emarginati, simboli di storie che le diedero forza e la motivarono. E se è vero che Tina non potremo seguirla, non potremo mai più farlo, si potrà percorrere la strada, anche quella davvero “artistica”, malgrado non amasse definirla tale, che lei indicò con costanza, fino all’ultimo respiro. La strada c’è ancora, è segnata per sempre e ti costringe a notare le ingiustizie e le miserie: ci sono anch’esse.


 TINA
(parole e musica di Massimo Bubola)

Tina, ti seguirò lungo
quelle strade in Messico
Tina, ti scriverò quando
A San Francisco arriverò
Dimmi che luce c'è laggiù
Qui ormai non la ritrovo più
Dimmi che luna guardi tu
Quella che io vedo non lo è più
Tina, con te io ballerò su quelle terrazze in Messico
Tina, la musica e poi, il vino rosso, i baci, il buio e noi
Dimmi che sogni sogni tu, io da un po' lo sai
non dormo più
Dimmi le foto che farai, che verità e bellezza fermerai
Tina, ti fisserò dentro quelle piazze in Messico
Tina, io non lo so se prima di Natale tornerò
Dimmi che non mi aspetterai
Che il tempo è sempre vivo e tu vivrai
Dimmi che non ti sazierai
Del mio cuore che è poco,
poco ormai  
  

 



Bologna, primo maggio 2010

Vai all'elenco degli altri articoli dedicati a TINA MODOTTI (CLICCA QUI)

 

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Empoli 28 de enero de 2011 - El primer artículo de ReinaTorres sobre Tina Modotti, Julio Antonio e Tina: Unidos para siempre en enero, ha llamado la atención de muchos lectores. Quiero agradecer a Alessia y Michela Orlando, que ya enviaron unos trabajos a Quintavenida,, por haberme enviado un artículo, escrito por ellas el 1ro de Mayo de 2010, en la ocasión de una canción dedicada a Tina, escrita por el compositor y cantante italiano Massimo Bubola

Ha nacido así, enseguida, una colaboración entre Italia y Cuba, con un intercambio de correo electrónico entre Stefano Guastella, Alessia y Michela y nuestra colaboradora Reina Torres en Ciego de Ávila, que me ayudo en la traducción en español de este artículo. Así nació una colaboración inesperada, que se añade a nuestra esquina "Gotas de Tina", dedicada a esta grande mujer Internacional. Toda la evolución de como nació esta colaboración, fue publicada en esta Blog:  Napoli Misteriosa

Me aparto y dejo espacio al artículo de Alessia y Michela y sugiero de dejarse librar en el aire, por las palabras de estas dos muchachas y de la linda canción de Massimo Bubbola, traducidas al Español...

Buena lectura,

Stefano Guastella

 

Tina Modotti; ritratta da Edward Weston

 

 Tina Modotti hermana,
 no duermes, no, no duermes.
Tal vez tu corazón oye crecer la rosa
de ayer, la ultima rosa de ayer, la nueva rosa.
Descansa dulcemente, hermana

Puro es tu dulce nombre, pura es tu frágil vida.
De abeja, sombra, fuego, nieve, silencio, espuma,
de acero, línea, polen, se construyó tu férrea
tu delgada estructura

 
(Tina Modotti, sorella, non dormi, no, non dormi. Forse il tuo cuore sente crescere la rosa di ieri,
l’ultima rosa di ieri, la nuova rosa. Riposa dolcemente, sorella.
Puro è il tuo dolce nome, pura è la tua fragile vita. Di ape, ombra, fuoco neve, silenzio, spuma, d’acciaio, linea, polline, fu costruita la tua ferrea e delicata struttura)

epitafio de  Pablo Neruda

 

TINA

Un corazón de mujer que nunca murió
por Alessia y Michela Orlando


Cuando Massimo Bubola deja ir a su voz, librando en el aire, te das cuenta que solo hace para decir "TINA"
¡Y ya!
Te olvidas del fondo musical, de las vibraciones que provienen de las cuerdas de la guitara, de las notas musicales. Es inevitable dejarse transportar por una irresistible corriente ascensional.  Desde lo alto, desde la cumbre donde te lleva en un momento, solo puedes orientar tu mirada hacia el pasado.

Ya te parece "ver" las miserias que ella vio y fotografió, indignada.
Escuchas, después, las siguientes palabras: "Te seguiré" y entiendes que aquel verbo, dirigido al futuro, sombrea hechos todavía no concluidos.
Estás siguiendo el viaje en el que te arrastra el cantante y compositor Massimo Bubola: es aquel viaje que ha involucrado el mismo Massimo, atraído por la historia de Tina.

Tina Modotti, attrice.
 Tina Modotti, attrice.

En tu cerebro crece una idea: la muerte no ha terminado su entusiasmo. Tal vez Tina todavía sueña. Y entonces es necesario orientar la mirada hacia el futuro.
Y es ahí, en aquel espacio analizado hasta aquí, que por supuesto ofrece solo lo que ya fue, que pero no ha visto apagarse las ideas de Tina Modotti,
en aquel espacio que te mueve hacia el futuro, que encuentras una cantidad de emociones.
Y puede ser que tu te preguntes: "¿Tina ya no existe?".
La duda se aleja mirando aquellas imágenes que ya conoces: las fotos que ella tiró y aquellas donde ella misma aparece; las flores, su cuerpo desnudo, distendido, lánguido y materno, intenso, así cuanto atractivo seguramente fue; la bandera que cubre, en manera casi completa a su cuerpo, y destaca a su andadura majestuosa, la marcha orgullosa hacia una justa sociedad; las manos de mujer que lavan, trabajan, resaltando el dramático contraste del blanco y negro; penetras con tu mirada en el brillo de una blanca prenda arrugada, empujada enérgicamente contra una piedra, para eliminar el sucio, limpiarla, para restablecer el blanco original.

Al mismo tiempo, la voz de Massimo Bubola te acompaña en un sueño hecho de vino tinto, de preguntas, de peticiones. Te acuerdas de Edward Weston. Te acuerdas de ella como obrera, actriz y fotógrafa. Te acuerdas de ella, que ama definirse solo "fotógrafa" y no artista. Te acuerdas de ella, junto a Frida Kalho y a Diego Rivera. Te acuerdas de ella que vuelve a Europa. Te acuerdas que huye, todavía y una vez más, de incógnita. Te acuerdas los rostros de los niños que fotografió, que dejaron sus trazas sobre la película y los cerebros de quien pudo verlos. Y estás buscándolos;  y después encuentras aquellos rostros, llenos de sufrimiento y nobles al mismo tiempo: hijos de trabajadores, quizás de marginados, símbolos de historias que dieron fuerza y que motivaron la historia.

Y si es verdad que no podremos seguir a Tina, que nunca podremos hacerlo, podremos al menos, seguir el mismo camino, también aquello "artístico", aunque ella no le gustara llamarlo así, que ella nos indicó, constantemente, hasta el último aliento. Aquel camino siempre está ahí, tiene una traza eterna que te obliga a ver las injusticias y las miserias: que son también parte del mundo

 TINA
(palabras y música de Massimo Bubola)

Tina, yo te seguiré
por aquellas vías en México
Tina, yo te escribiré
cuando A San Francisco llegaré
Dime que hay luz donde tu estás
aquí ahora ya no la encuentro más
Dime cual es la luna que tú miras
La que yo veo no existe más
Tina, contigo bailaré,
en aquellos balcones en México 
Tina, la música y después,
el vino tinto, los besos, la noche, y los dos
Dime que sueñas, que tú sueñas,
ya sabes que yo, no duermo más
Dime las fotos que tú harás
cuál verdad y belleza capturarás
Tina, yo te fijaré adentro aquellas plazas de México
Tina, yo no sé 
si antes de Navidad volveré
Dime que no me esperarás 
Que el tiempo siempre es vivo y tu vivirás 
Dime que no te saciarás 
De mi corazón, que es muy poco ya
    

 



Bologna , primero de Mayo de  2010

Si queres leer otros artículos sobre TINA MODOTTI (HAZ "CLICK" AQUÍ)
 

 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Dicembre 2011 07:29  
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