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Cuba: Amor y Revolución

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Fonte: Bozze del futuro libro turistico ""CUBA"" -- (ed-2010) -- Autore GINESTRI -- Editore MOIZZI

 Ernesto e Aleida

Nella foto: Aleida March e Ernesto CHE Guevara

“AMOR Y REVOLUCION” === A Cuba durante la lotta antibatistiana nacquero anche dei grandi amori.   Eccone alcuni.   La partigiana Norma Turino Guerra di Trinidad si sposò col granmista veneziano Gino Donè Paro: entrambi non sono più vivi.   La partigiana Aleida March de La Torre di Santa Clara si sposò col medico Ernesto Guevara de La Serna: lei è ancora viva e vegeta ma il “Che” purtroppo no.   La partigiana Haydèe Santamaria Cuadraro si sposò col fondatore del Movimento 26 luglio, Armando Hart Davalos, che diventò ministro dell’istruzione e della cultura: lei è deceduta e lui ora dirige l’Istituto Martiano che diffonde gli ideali di Josè Martì.   La partigiana Melba Hernandez Rodriguez del Rey si sposò con l’avvocato Jesus Sergio Montanè Oropesa, ora scomparso, che per tutta la vita fu assistente di Fidel: lei invece ora è una arzilla vecchietta.   La partigiana Vilma Espin Guillois, recentemente deceduta, si sposò con  Raul Modesto Castro Ruz: vice del fratello Fidel e diventato Presidente Cubano da quando egli si ammalò.   La partigiana Celia Sanchez Manduley divenne la fedele segretaria personale del comandante in capo Fidel Alejandro Castro Ruz: lo fu per 20 anni, dal 1960 al 1980, anno in cui lei morì.

 

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COME I MILLE DI GARIBALDI, I MILLE DI CASTRO  ===  In tutto furono un migliaio i giovani che parteciparono alla lotta armata dell’Esercito Rebelde. Il parallelo simbolico con i mille di Giuseppe Garibaldi è quindi inevitabile, anche perché l’eroe dei due mondi e l'eroe Josè Martì sono sempre stati molto amati da Fidel: all'Avana Vecchia, all’inizio di Calle Obispo, c'è una grande targa di marmo dedicata a Garibaldi, con una frase di omaggio di Josè Martì. Le foto e le biografie dei 60 caduti in seguito allo sfortunato attacco alla Caserma Moncada di Santiago de Cuba del 26 luglio 1953 sono state pubblicate sul “Granma Diario” del 16 luglio 1998. Mentre le foto degli 82 del “Desembarco del Granma” del 2 dicembre 1956 sono state pubblicate in un libretto della “Far” dopo la vittoria della Revolucion, e rintracciabile oggi nei mercati di libri usati (tra queste c’è pure la foto del partigiano granmista veneziano Gino Donè Pàro).

 

  

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IL PILOTA MANUEL FANGIO RAPITO DAI BARBUDOS NEL 1958   ===   Il 23 febbraio 1958, per ordine di Fidel, un commandos di partigiani capitanati da  Faustino Perez Hernandez si reca nell’Hotel Lincoln dell’Avana Vecchia e sequestra il famoso campione automobilistico argentino Juan Manuel Fangio, che era all’Avana per correre sul circuito del Malecon con la sua Maserati.  Egli e i suoi rapitori videro tutta la gara seduti davanti a una tv la domenica 26. Ad un tratto la corsa fu sconvolta da uno spaventoso incidente: all’ottavo giro due auto uscirono di pista ammazzando due persone e ferendone quaranta. Fangio, che era molto superstizioso, abbracciò i suoi rapitori che gli avevano impedito di partecipare alla gara dove avrebbe potuto morire nell’incidente. Tutti i giornali parlarono del rapimento, e così il mondo conobbe Fidel ed i suoi guerriglieri, che alla fine della competizione liberarono Fangio. Dopo la liberazione di Cuba il pilota si recò spesso all’Avana per visitare i suoi rapitori.

 

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1959: ARRIVA "CUBA LIBRE "   ===   Sintetizzando... A Capodanno scappa il dittatore Fulgencio Batista Zaldivar. Il 1° gennaio i santiagheri Fidel Castro e Raul Castro liberano Santiago de Cuba e tutta la gran regione orientale cubana. Il 2 gennaio l'argentino “Che” Guevara libera Santa Clara e la regione centrale. Il 3 gennaio l'avanero Camilo Cienfuegos libera L'Avana e la regione occidente e occupa la gigantesca Caserma Columbia di Marianao, a ovest della capitale. Il 4 gennaio “Che” Guevara è all’Avana con i suoi uomini e si accampa nella antica Caserma del Castello del Morro e della CabaNa, sul porto della capitale. Il 5 gennaio i partigiani castristi (detti "barbudos") entrano in possesso di tutte le caserme cubane, con tutti i soldati batistiani in fuga. Il 6 gennaio, giorno dell'Epifania, Fidel raggiunge Camilo e il Che all'Avana. A causa di questa coincidenza gli stregoni della Santeria, che è la religione più diffusa a Cuba, gridano al miracolo santèro, immaginando "Los Tres Barbudos" come "I Tre Re Magi" della tradizione santera: anche perchè essi in quei giorni si riunivano nel Castello del Morro dell'Avana, che ufficialmente si chiama "Castello dei Tre Re Magi". Il 7 gennaio buona parte dell'Esercito Rebelde giunge festante all'Avana. L'8 gennaio il comandante Fidel Castro, dopo oltre 5 anni dal primo attacco alla caserma Moncada, entra trionfante nella capitale, in camionetta, fra ali di folla festante.   Il 9 gennaio nasce così il nuovo governo ribelle di "Cuba Libre": il suo primo atto è quello di offrire la cittadinanza cubana al comandante di origine argentina Ernesto “Che” Guevara de la Serna. 

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