"L'Avana è una città sbiadita, cariata e prodigiosa, che non appartiene più a nessuna epoca.
E' ormai un luogo immaginario, abbandonato a un inguaribile rimpianto, a un'orgogliosa sventura.
Ha bisogno di ancorarsi con tiranti e rinforzi per non estinguersi, per non salpare verso l'infinito. "
Mi è piaciuta molto questa definizione che ha dato de L'Avana Danilo Manera ( link ) in una sua recensione, estratta per 5av.it . Ho pensato di postarla per fare il paio con la poesia Il rudere, di Eliseo Diego. Entrambi descrivono aspetti di una stessa esistenza e di stessi luoghi, usando toni simili e con simili stati d'animo: un misto di malinconia, rassegnazione e poesia.









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