Democrazia in vendita negli USA


03 Mar 2016

Di/Por David BrooksLa Jornada –  trad. Tio Gigi

dinero-en-usa

icona_Italia – Questa è la miglior democrazia che il denaro può comprare . Quando uno dei principali candidati è un miliardario, e quando tutti gli altri in entrambi i partiti – ad eccezione di uno – sono sponsorizzati da miliardari, è difficile parlare di una democrazia del popolo, dal popolo e per il popolo.

Come a confermarlo, vi è ora un potenziale candidato indipendente, Michael Bloomberg , che minaccia di entrare in questa , l’elezione più costosa nella storia del mondo, e che dice che è disposto a investire miliardi di dollari della sua fortuna per accaparrarsi la presidenza.

Dovrebbero già mettere un cartello con scritto VENDESI nel giardino di fronte alla Casa Bianca.

Nel 2010, la Corte Suprema, in un caso noto come Citizen United , emise una sentenza affermando che le donazioni della campagna elettorale , sia quelle eseguite da semplici cittadini che quelle da aziende sono essenzialmente una libera espressione, e quindi non possono essere limitate . Ciò ha portato alla creazione dei Comitati di Azione Politica avanzati , o super PAC, che sono organizzazioni dedicate a promuovere i loro interessi in una elezione e, anche se non possono per legge essere coordinate ad un candidato o un partito, sono in grado di acquistare pubblicità in televisione, generare campagne di propaganda e più, a favore di un partito o di un candidato. Inoltre, questi non devono rivelare da dove pervengano i loro contributi e gli importi donati.

L’ex presidente Jimmy Carter definì questa sentenza come la legalizzazione della corruzione nelle elezioni. Aggiunse anche, in una recente intervista con Radio 4 della BBC: che la decisione errata della Corte Suprema, ora che milionari e miliardari sono in grado di fornire quantità illimitate di denaro, permette alla corruzione legale di prevalere, perché tutti i candidati, onesti o meno, democratici o repubblicani, dipendono da questi massicci introiti di denaro provenienti da gente ricca , per avere i soldi per le loro campagne elettorali.

Ha rivelato che , una volta eletti , i candidati fanno ciò che i ricchi vogliono. E questo è permettere che i ricchi diventino sempre più ricchi, lasciando fuori la classe media. Tutte le statistiche , ha aggiunto , dimostrano che la classe media è stagnante o che , addirittura , è in discesa nei redditi da lavoro.

Miliardi saranno investiti in questa corsa presidenziale che riflette presumibilmente la volontà del popolo. Ma pochi ricchi determinano in gran parte chi saranno i candidati per cui le persone potranno scegliere. Ma questa volta c’è una differenza.

Questa volta ci sono due candidati, per ora, non finanziati da miliardari o che non hanno un super PAC: il repubblicano , per ora , Donald Trump, che può permetterselo perché è miliardario di suo, ed il candidato democratico e proclamato candidato socialista democratico Bernie Sanders, che risalta per aver rifiutato di accettare finanziamenti da qualsiasi azienda o miliardario e che , per finanziare la sua campagna elettorale , si è affidato quasi esclusivamente a piccole donazioni (in media $ 27) effettuate da più di un milione di cittadini, un nuovo record.

La giornalista finanziaria Nomi Prins ha fornito dati sui ricchi mecenati di alcuni tra i principali candidati in un’intervista per TomDispatch, in cui viene riportato che : il cristiano estremista di destra Ted Cruz ha tre milionari – tutti proclamatisi cristiani – che hanno finanziato la sua super Pac con più 35 milioni, oltre ai 65 milioni che ha incassato finora per la sua campagna.

Marco Rubio ha raccolto più di 33 milioni di contributi da individui e da PAC, tra questi la Goldman Sachs. Si sa che ha tra i suoi tre sponsor principali il capo del fondo buitre ( avvoltoio ) Paul Singer, famoso per la sua controversia con il precedente governo dell’Argentina; un altro noto è l’amministratore delegato di Oracle, Larry Ellison, che è il terzo nella lista degli uomini più ricchi del paese, secondo Forbes.

Jeb Bush, che lo scorso fine settimana ha sospeso la sua campagna, aveva accumulato più fondi rispetto a qualsiasi altro candidato – più di 128 milioni fino alla fine dello scorso anno – con otto dei suoi primi dieci donatori facenti parte del settore finanziario, inclusa la Goldman Sachs, che sicuramente oggi sono molto delusi dal fallimento dei loro investimenti nei suoi confronti.

Hillary Clinton, candidata democratica, e suo marito Bill, l’ex presidente, hanno guadagnato 139 milioni tra il 2007 e il 2014, quasi tutti per i discorsi ad imprese di Wall Street e ad aziende internazionali, e grazie ai loro libri. La Clinton ha fatto 12 conferenze alle aziende del settore finanziario tra il 2013 e il 2015 , guadagnando 2 milioni e 935 mila grazie alle sue parole.

Per la sua campagna la Clinton ha raccolto più di 100 milioni. Solo il 17 per cento del suo fondo proviene da piccole donazioni individuali mentre l’ 81 per cento dei contributi è di donatori di grandi dimensioni. Quattro delle sei maggiori banche di Wall Street figurano tra i 10 contribuenti più generosi della sua corsa politica, malgrado ora siano diventate più esitanti. Inoltre, ci sono diversi miliardari, tra cui Haim Saban e George Soros.

Questo costoso spettacolo fa nascere ora alcune domande: vinceranno i candidati milionari e / o quelli sponsorizzati da miliardari, o l’unico che si basa soprattutto sul sostegno finanziario dei comuni cittadini? Oppure, invece, si vedrà una grande lotta tra due gladiatori miliardari: Trump contro Bloomberg? O tutto finirà come al solito con diversi miliardari che punteranno sui propri galli da combattimento per vedere chi è il miglior attore in questo spettacolo chiamato democrazia ? .

Non c’è da stupirsi che tre su quattro statunitensi credono che la corruzione è generalmente diffusa nel governo, secondo un sondaggio Gallup del 2015, e che l’84 per cento crede che il denaro ha troppo peso nel sistema politico, secondo un sondaggio di CBS News.

Per ora, la democrazia è un lusso in questo paese.

———————-

icona_Cuba Democracia a la venta en USA

Esta es la mejor democracia que el dinero puede comprar. Cuando uno de los principales precandidatos es un multimillonario, y cuando todos los demás de ambos partidos –con excepción de uno– son patrocinados por multimillonarios, es difícil hablar de una democracia del pueblo, por el pueblo y para el pueblo.

Como para confirmarlo, ahora hay un potencial candidato independiente, Michael Bloomberg, que amenaza con ingresar a esta, la elección más cara de la historia mundial, y que dice estar dispuesto a invertir mil millones de dólares de su propia fortuna para buscar la presidencia.

Ya deberían poner un anuncio de Se vende en el jardín frente a la Casa Blanca.

En 2010, la Suprema Corte, en un caso conocido como Citizens United, emitió un fallo que declara que las donaciones de campaña tanto de individuos como de empresas son, en esencia, libre expresión, y por lo tanto no pueden ser limitadas.Esto llevó a la creación de Comités de Acción Política ampliados, o súper PAC, que son entidades dedicadas a promover sus intereses en una elección y, aunque no pueden por ley coordinarse con un candidato o partido, pueden comprar publicidad en televisión, generar campañas de propaganda y más, a favor de un partido o candidato. Más aún, no tienen que divulgar de dónde reciben sus contribuciones ni los montos donados.

El ex presidente Jimmy Carter calificó este fallo de legalización del soborno en las elecciones. Abundó, en una entrevista reciente con la Radio 4 de la BBC: el fallo erróneo de la Suprema Corte, donde ahora millonarios y multimillonarios pueden entregar montos ilimitados de dinero, permiten que el soborno legal pueda prevalecer, porque todos los candidatos, sean honestos o no, o sean demócratas o republicanos, dependen de estas infusiones masivas de efectivo de gente muy rica para poder contar con el dinero para hacer sus campañas.

Explicó que cuando los candidatos son electos hacen lo que los ricos desean. Y eso es dejar que la gente rica se haga más y más rica, y dejar de lado a la clase media. Todas las estadísticas demuestran que la clase media está estancada o va hacia abajo en el ingreso por el trabajo que realizan, indicó.

Miles de millones se invertirán en esta contienda presidencial que supuestamente refleja la voluntad del pueblo. Pero unos cuantos ricos determinan en gran medida quiénes serán los candidatos entre los cuales el pueblo podrá escoger. Pero esta vez hay una diferencia.

Esta vez hay dos precandidatos, por ahora, que no reciben fondos de multimillonarios ni tienen un súper PAC: el por ahora republicano Donald Trump, que lo puede hacer porque es multimillonario, y el precandidato demócrata y proclamado socialista democrático Bernie Sanders, quien se destaca por rehusar aceptar fondos de cualquier interés empresarial o multimillonario y por financiar su campaña casi exclusivamente con donaciones pequeñas (en promedio de 27 dólares) de más de un millón de ciudadanos, un nuevo récord.

La periodista financiera Nomi Prins ofreció datos sobre los patrocinadores ricos de algunos de los principales precandidatos en un reportaje para TomDispatch, entre lo que informa:el ultraderechista cristiano Ted Cruz cuenta con tres millonarios –todos proclamados cristianos– que han financiado su súper Pac con más de 35 millones, además de los 65 millones que ha recaudado hasta ahora para su campaña.

Marco Rubio ha recaudado más de 33 millones de contribuciones de individuos y PAC, entre ellos Goldman Sachs. Se destaca por tener entre sus tres principales patrocinadores al jefe del fondo buitrePaul Singer, famoso por su disputa contra el anterior gobierno de Argentina; otro conocido es el ejecutivo en jefe de Oracle, Larry Ellison, quien es el tercero en la lista de los hombres más ricos del país, según Forbes.

Jeb Bush, quien el pasado fin de semana suspendió su campaña, había acumulado más fondos que cualquiera de los precandidatos –más de 128 millones hasta finales del año pasado– con ocho de sus 10 principales donantes del sector financiero, incluido Goldman Sachs, todos los cuales seguramente hoy están muy decepcionados con el fracaso de sus inversiones en él.

Hillary Clinton, precandidata demócrata, y su marido Bill, el ex presidente del país, ganaron 139 millones entre 2007 y 2014, casi todo por ofrecer discursos a empresas de Wall Street y compañías internacionales, y por sus libros. Clinton ofreció 12 discursos a empresas del sector financiero entre 2013 y 2015 ganando 2 millones 935 mil por sus palabras.

Para su campaña Clinton ha recaudado más de 100 millones. Sólo 17 por ciento de sus fondos provienen de pequeñas donaciones individuales y 81 por ciento de grandes contribuciones de donantes. Cuatro de los seis principales bancos de Wall Street figuran entre los 10 contribuyentes más generosos a su carrera política, aunque ahora han sido más titubeantes. Más aún, cuenta con varios multimillonarios, entre ellos Haim Saban y George Soros.

Este costoso espectáculo ahora arroja varias interrogantes: ¿ganarán los candidatos millonarios y/o los patrocinados por multimillonarios, o el único que depende en gran medida sólo del apoyo financiero de los ciudadanos comunes? O, por otro lado, ¿se verá un gran combate entre dos gladiadores multimillonarios: Trump contra Bloomberg? ¿O todo acabará como siempre, con varios multimillonarios patrocinando a sus gallos para ver quién es el mejor actor en este espectáculo llamado democracia?

No sorprende que tres de cada cuatro estadunidenses opinan que la corrupción es generalizada en el gobierno, según una encuesta Gallup en 2015, y que 84 por ciento opinan que el dinero tiene demasiado poder en este sistema político, según una encuesta de CBS News.

Por ahora, la democracia es un lujo en este país.

Share

Tio Gigi
Tio Gigi