ELAM, Dare to Dream: Come una scuola di medicina può cambiare il mondo


14 Ott 2016

Di/Por Ania TerreroCubadebate.cu – Trad. Stefano Guastella

icona_Italia – L’Avana – Diciotto anni fa, a Cuba fu fondata la Scuola Latinoamericana di Medicina (ELAM) per ricevere gli studenti di tutto il mondo. Fidel (Castro) sognava un centro che formasse dei medici di tutti i luoghi che poi potessero tornare a dare aiuto nelle proprie comunità, ed è riuscito a realizzarlo.  Nonostante l’embargo degli Stati Uniti verso l’Isola, ogni anno si laureano medici provenienti dai quartieri più poveri del mondo, in maggioranza persone dalla pelle nera.

Jennifer Wager, professoressa universitaria negli Stati Uniti e membro dei Pastori per la Pace, già da diversi anni, ha realizzato Dare to Dream (Osare per Sognare), una serie di documentari che cerca di calarsi nei corridoi e nelle aule della scuola per raccontare storie che, come lei stessa dichiara, provano come una scuola di medicina può cambiare il mondo. Con lei abbiamo parlato, via email, per sapere di più su questo progetto.

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Come è nata l’idea di realizzare un documentario sulla ELAM e gli studenti nordamericani?

Nel giugno del 1999, mentre stava iniziando a funzionare, ho visitato la e da quel momento ho pensato quanto fosse meravigliosa come risposta a due dei più grandi uragani del mondo: la povertà e la disuguaglianza. In pratica, offre educazione e salute alle popolazioni più sfortunate nel mondo.

Poi, nel 2000, quando Fidel Castro venne ad Harlem e offrì delle borse di studio agli studenti nordamericani rimasi ancor più meravigliata. Inoltre, in una successiva riunione realizzata nella Chiesa Riverside c’era molta emozione riguardo a quell’offerta, però ci chiedevamo su quanto potesse essere realizzabile: l’embargo contro Cuba si stava inasprendo sempre di più e come avremmo potuto inviare i nostri giovani a studiare medicina a Cuba? Fu il Reverendo Lucius Walker che in maniera risoluta e con impegno dichiarò: “Possiamo farlo. Dobbiamo farlo, per Cuba e anche per i nostri giovani”. Per tutto questo ho voluto realizzare un documentario sull’impatto di questo esperimento rivoluzionario di salute ed educazione.

Qual è il principale obiettivo del documentario?

Sarà una serie composta da episodi dai 25 ai 30 minuti, che esaminano l’impatto dell’esperienza dell’ELAM sulla salute dei paesi che vi hanno partecipato. L’obiettivo principale è far riflettere sui risultati della scuola ed educare sul programma per ispirare più persone a difendere l’educazione superiore e la salute nelle nostre comunità, senza avere molte risorse economiche. I ricchi, che rappresentano l’1% della popolazione mondiale, ci hanno fornito scuse sul perché non meritiamo questo servizio e come loro non possono permettersi questo lusso. La ELAM è il miglior esempio che questa è una menzogna. Abbiamo le risorse per dare ai nostri figli salute ed educazione, dobbiamo solo organizzarle. Cuba ci ha dimostrato che è possibile.

Come è stato filmare il documentario a Cuba?

Il processo di registrazione della pellicola è stato incredibile ed è il risultato della collaborazione del MINSAP (Ministero della Salute cubano), dell’amministrazione dell’ELAM e dell’equipe della IFCO/Pastori per la Pace. Dalla mia prima visita nel 1999 fino ad oggi, ho potuto vedere come la scuola è cresciuta e si è sviluppata.

A livello personale è stato importante anche perché mi ha ricordato molto l’università comunitaria dove io insegno a Newark, New Jersey. Soprattutto in termini di diversità, intelligenza ed energia degli studenti. Oltre a questo ho potuto vedere le forme positive di collaborazione e pace che ci sono nei corridoi della scuola. Non è la tipica scuola competitiva degli USA, dove la matricola, cuote e interessi dei prestiti studenteschi possono arrivare a quasi un milione di dollari.

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Hai lavorato molto con una strategia di reti sociali e fino alla data del trailer questo ha avuto un grande impatto. Come hai usato questi spazi per condividere informazioni sul documentario?  

Abbiamo creato una pagina in Facebook  e un gruppo dove la gente può ottenere informazioni sulla serie di documentari, la ELAM e la salute nelle sue comunità. Fino ad oggi il maggior successo lo abbiamo ottenuto in Facebook: il Trailer è stato visto oltre 36.000 volte.

Stiamo utilizzando Facebook e Instagram anche per informare sull’attacco del governo statunitense contro IFCO/Pastori per la Pace. E’ indegno che il governo degli Stati Uniti continui le sue aggressioni per il nostro lavoro umanitario a Cuba quando il presidente nordamericano si dichiara  contrario all’embargo verso l’Isola. Questo è ridicolo.

Il governo degli Stati Uniti ha perseguito l’IFCO dal 1992, quando abbiamo iniziato le carovane verso Cuba. Ha sorvegliato i nostri membri, accusato il nostro personale e ci ha minacciato con azioni legali svariate volte.  Dov’è l’indignazione? Dov’è la Commissione dei Diritti Umani delle Nazioni Unite? Dov’è Human Rights Watch? Questo è esattamente ciò che il governo degli Stati Uniti ha fatto storicamente contro le persone nere e di colore che si sono organizzate per la liberazione, dal Partito delle Pantere Nere al Movimento Black Lives Matter e l’IFCO. Ha sorvegliato, ostacolato e intimidito qualsiasi movimento progressista che lavori per un cambio reale in un sistema razzista, sessista, omofobo, transfobico e che è impegnato nella distruzione dei poveri e della classe lavoratrice.

E’ un caso simile a quando il presidente Busch riiutò l’offerta di Cuba di inviare circa 600mila medici e personale sanitario dopo l’uragano Katrina. Soprattutto quando sappiamo in che maniera  il governo degli Stati Uniti ha dato aiuto alla gente di New Orleans e della Louisiana dopo questo disastro.

In quel momento ci furono gruppi della base dell’IFCO/Pastori per la Pace che arrivarono a New Orleans con medicine e gli aiuti di qui avevano veramente bisogno; adesso abbiamo diplomati dell’ELAM della Lousiana e di altri stati che lavorano a New Orleans.  IFCO/Pastori per la Pace non smetterà mai di svolgere questo lavoro: è la nostra vocazione e il nostro diritto di offrire aiuto. Come è scritto nella Bibbia, “un bicchiere d’acqua fresca a chi ne ha bisogno”.

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Dove pensi di mostrare il documentario?

Il documentario è stato premiato al Festival Internazionale del Cinema di Newark lo scorso settembre. Sarà disponibile su VIMEO e su altre piattaforme digitali a partire da ottobre. Tutte i fondi che saranno raccolti andranno al finanziamento del programma di Borse di Studio di Medicina dell’IFCO. Poi speriamo poterlo mostrare in vari festival del cinema e realizzare un tour di presentazione nelle scuole secondarie e nelle università per promuovere il programma di borse di studio.

Il Documentario avrà un seguito con altri episodi sull’impatto della scuola in altri paesi. Dove sarà realizzato?

Speriamo di poter filmare in Bolivia, Timor Este, Tanzania e Sudafrica, per dimostrare come i diplomati dell’ELAM stanno avendo un forte impatto in tutto il mondo. Abbiamo filmato in Bolivia nel  2007, quando arrivarono molti medici cubani per montare le cliniche chirurgiche della Missione Milagro che ha ridato la vista a milioni di persone in tutto il mondo, grazie alla cooperazione tra Cuba e Venezuela. Questo è un progetto di vari anni che cerca di mostrare l’impatto dell’ELAM e di rispondere alla domanda: Cosa succede quando osiamo sognare? Può una sucola di medicina cambiare il mondo?

IL TRAILER DI DARE TO DREAM

Dare to Dream Trailer from Jennifer Wager on Vimeo.

icona_Cuba – ELAM, Dare to dream: Cómo una escuela de medicina puede cambiar el mundo

La Habana – Hace dieciocho año se fundó la Escuela Latinoamericana de Medicina (ELAM) en Cuba para recibir a estudiantes de todo el mundo. Fidel soñó con un centro formador de médicos de todas partes que luego regresaran a ayudar en sus comunidades y lo logró. A pesar del bloqueo de los Estados Unidos a la Isla, cada año se gradúan médicos provenientes de los barrios más pobres de ese país, en su mayoría negros.

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Jennifer Wager, profesora universitaria en los Estados Unidos y miembro de Pastores por la Paz desde hace ya varios años, realizó Dare to Dream, una serie documental que intenta colarse por los pasillos y aulas para contar historias que, según ella misma declara, prueban cómo una escuela de medicina puede cambiar el mundo. Con ella conversamos, vía correo, para saber más del proyecto.

¿Cómo surgió la idea de hacer un documental sobre la ELAM y los estudiantes norteamericanos?

En junio de 1999, justo cuando iniciaba, visité la escuela y desde aquel momento pensé lo maravillosa que era como respuesta a dos de los grandes huracanes del mundo: la pobreza y la desigualdad. En definitiva, ofrece educación superior y salud a los pueblos desfavorecidos del mundo.

Después, en el 2000, cuando Fidel vino a Harlem y ofreció becas a estudiantes norteamericanos me quede aun más maravillada. Incluso, en una reunión posterior en la Iglesia Riverside había mucha emoción con aquella oferta pero nos cuestionamos qué tan realista podría ser: el bloqueo contra Cuba solo se había endurecido más asi que, ¿cómo íbamos a mandar jóvenes a estudiar medicina en Cuba? Fue el Rev. Lucius Walker quien firmemente y con compromiso declaró: “Podemos hacer esto. Tenemos que hacer esto por Cuba y también por nuestros jóvenes”. Por todo eso he querido hacer un documental sobre el impacto de este experimento revolucionario de salud y educación.

¿Cuál es el objetivo principal del documental?

Será una serie documental con episodios de entre 25 y 30 minutos examinando el impacto de la experiencia ELAM en la salud de los países que han participado. El objetivo principal es reflejar los resultados de la escuela y educar sobre el programa para inspirar a más personas a defender la educación superior y la salud en nuestras comunidades sin tener muchos recursos económicos. Los ricos, los del 1%, nos han dado excusas sobre por qué no merecemos estos servicios y cómo ellos no pueden permitirse este lujo. La ELAM es el mejor ejemplo de que es una mentira. Tenemos los recursos para dar a nuestros hijos la salud y la educación, sólo tenemos que organizarlos. Cuba nos ha demostrado que es posible.

¿Cómo fue filmar en Cuba?

El proceso de filmación fue increíble y fue resultado de la colaboración del MINSAP, la administración de la ELAM y el equipo de IFCO/Pastores por la Paz. Desde mi primera visita en 1999 hasta hoy he comprobado cómo la escuela ha crecido y se ha desarrollado. A nivel personal fue importante también porque me recordó mucho a la universidad comunitaria donde enseño en Newark, Nueva Jersey. Sobre todo en términos de diversidad, inteligencia y energía de los estudiantes. También pude comprobar las formas positivas de colaboración y paz que hay en los pasillos. No es la típica escuela competitiva de EE.UU., donde la matrícula, cuotas e intereses de los préstamos estudiantiles pueden llegar a casi un millón de dólares.

Has trabajado mucho con una estrategia de redes sociales y hasta la fecha el trailer ha tenido un gran impacto. ¿Cómo has usado estos espacios para compartir información sobre el documental?

Creamos una página en Facebook y un grupo donde la gente puede obtener información sobre la serie documental, la ELAM y la salud en sus comunidades. Hasta ahora el mayor éxito fue en Facebook: allí el trailer fue visto más de 36 mil veces.

También estamos utilizando Facebook e Instagram para informar sobre el ataque del gobierno estadounidense contra IFCO/Pastores por la Paz. Es indignante que el gobierno de Estados Unidos continúe sus agresiones por nuestra labor humanitaria en Cuba cuando supuestamente el presidente norteamericanos está en contra del bloqueo a la Isla. Es ridículo.

El gobierno de Estados Unidos ha perseguido a IFCO desde 1992, cuando comenzamos las caravanas. Ha vigilado a nuestros miembros, acosado a nuestro personal y amenazado con acciones legales una y otra vez. ¿Dónde está la indignación? ¿Dónde está la Comisión de Derechos Humanos de las Naciones Unidas? ¿Dónde está Amnistía Internacional? ¿Dónde está Human Rights Watch? Esto es exactamente lo que el gobierno de Estados Unidos ha hecho históricamente contra las personas negras y de color que se han organizado por la liberación – desde el Partido de las Panteras Negras al Movimiento Black Lives Matter e IFCO. Ha vigilado, hostigado e intimidado a cualquier movimiento progresista que trabaje para un cambio real en un sistema racista, sexista, homofóbico, transfóbico que está empeñado en la destrucción de los pobres y de la clase trabajadora.

Es similar a cuando el presidente Bush se negó a la oferta de Cuba de enviar cerca de mil 600 médicos y personal de salud después del huracán Katrina. Sobre todo cuando sabemos sobre cómo el gobierno de Estados Unidos dio la espalda a la gente de Nueva Orleans y Louisiana después de este desastre.

En aquel momento fueron grupos de base de IFCO/Pastores por la Paz los que llegaron a Nueva Orleans con suministros y la ayuda que tanto necesitaban; ahora tenemos graduados de la ELAM de Louisiana y otros estados que trabajan en Nueva Orleans. IFCO/Pastores por la Paz nunca dejará de llevar a cabo este trabajo: es nuestra vocación y nuestro derecho a ofrecer. Como dice en la Biblia, “una taza de agua fría a nuestro vecino”.

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¿Dónde piensas mostrar el documental?

El documental tuvo su premier en el Festival Internacional de Cine de Newark en Septiembre. Estará disponible en Vimeo y en otras plataformas digitales en Octubre. Todos las entradas irán al financiamiento del programa de Becas de Medicina de IFCO. Después esperamos poder mostrarlo en varios festivales de cine y hacer una gira de presentaciones en escuelas secundarias y universidades para promover el programa de becas.

El documental tendrá próximos episodios sobre el impacto en otros países, ¿dónde continuará?

Esperamos filmar en Bolivia, Timor Leste, Tanzania y Sudáfrica para demostrar cómo los egresados de la ELAM están teniendo un impacto en todo el mundo. Filmamos en Bolivia en el 2007 cuando llegaron muchos médicos cubanos a montar las clínicas quirúrgicas de la Misión Milagro que le ha restaurado la vista a millones en todo el mundo gracias a la cooperación entre Cuba y Venezuela. Este es un proyecto de varios años que busca mostrar el impacto de la ELAM y contestar la pregunta: ¿Qué pasa cuando nos atrevemos a soñar? ¿Puede una escuela de medicina cambiar el mundo?

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Stefano Guastella
Stefano Guastella

Nato a Vinci, nel 1968. Operaio come professione. Da quando ha visitato Cuba per la prima volta, nel 1997, ne è rimasto talmente affascinato che la sua vita è cambiata. Da allora, si è sposato con Yanitza, cubana di Holguín, che gli ha regalato 3 meravigliosi figli, ha scritto un Libro/diario (Con cuba nel Cuore) e ha iniziato a tradurre articoli dallo spagnolo all'italiano, per far conoscere Cuba sotto tutti quegli aspetti ancora oggi poco conosciuti e, per quanto possibile, aiutare a rompere quell'embargo politico, economico e mediatico che tiene sotto isolamento questa splendida Isola dalla vittoria della rivoluzione, nel 1959. - Nacido en Vinci, en el 1968. De profesión obrero. Desde cuando visitó cuba por primera vez, quedó así atrapado, que su vida ha cambiado completamente. Desde entonces, se ha casado con Yanitza, cubana de Holguín, que le ha regalado 3 maravillosos hijos, escribió un libro/diario (Con cuba en el Corazón) y ha empezado a traducir artículos desde español a italiano para que los italiano puedan conocer varios aspectos de Cuba y, por cuanto posible, dar su ayuda en romper aquel bloqueo político, económico y mediático que todavía afecta esta maravillosa Isla, desde cuando la Revolución triunfó en el 1959.