Guanahacabibes traccia la rotta dei pirati

Guanahacabibes traccia la rotta dei pirati
14 Giu 2016

Con il proposito d’offrire al turismo altre opzioni che vadano al di là dei suoi valori naturali, gli specialisti del Parco Nazionale di Guanahacabibes  tracciano nuovi sentieri relazionati alla storia dei questo luogo, includendo l’epoca in cui servì da rifugio ai pirati più temibili del Mar dei Caraibi.
Il Master in Scienza Lázaro Márquez, il suo direttore, ha detto che la toponimia della regione è associata a questo passato, nel quale proliferarono qui i corsari e la pirateria.
“E il caso per esempio delle spiagge *El Francés*, *El Holandés* e il *Faraglione degli Ingesi* o le *tombe di Noroña*, tra gli altri.
Molte tra queste persone ebbero contatti con la penisola sino al XIX secolo, per via della sua posizione geografica e l’isolamento: qui non c’erano autorità!”
Di questo singolare passato a Guanahacabibes si  conservano resti Archeologici e un’infinità di leggende che la tradizione orale ha saputo mantenere vive sino ad oggi e senza dubbio  potrebbero sostituire un’importante attrazione turistica.
In questo senso il direttore del Parco ha spiegato che esiste un sentiero approvato nella zona di Maria la Gorda relazionato alla presenza qui di questo personaggio e della leggenda del  tesoro de Cabo Corrientes.
Inoltre si sta preparando un secondo sentiero che si chiamerà *La rotta del pirata*, di circa tra chilometri,  tra il *Faraglione degli inglesi*, la *spiaggia Antonio* e la *Caleta del  Resguardo*, tutti luoghi associati alla presenza di quei temibili ladri del mare.
Inoltre i visitatori avranno la possibilità d’apprendere notizie sulla storia Della pirateria nel luogo esatto dove vari pirati si fermavano e conoscere come facevano a raccogliere la legna, l’acqua  e le altre provviste e a commettere le loro ribalderie.
Márquez ha segnalato che si preperano altri sentieri nei quali appaiono altri elementi della cultura e della tradizione dell’estremo occidentale di Cuba, come nel caso della produzione del miele.
“Questo permetterà di differenziare le opzioni  per i visitatori,  indirizzate sino ad ora soprattutto a mostrare i valori naturali del territorio” ha spiegato ancora. ( Traduzione GM – Granma Int.)

 

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