Il Liguus fasciatus achatinus e l’autofertilizzazione (16)

Il Liguus fasciatus achatinus e l’autofertilizzazione (16)
05 Mag 2015

Di/Por  Alexis Rojas Aguilera Trad. Stefano Guastella

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ita A Holguín si è svolto un esperimento sul Liguus fasciatus achatinus 

HOLGUÍN – La natura, oltre che essere generosa, è estremamente saggia e cauta. Se ancora ci fossero dubbi, può valere come prova la soluzione offerta in situazioni estreme di isolamento in individui riproduttivi ermafroditi, come nel caso di un mollusco conosciuto come Liguus fasciatus achatinus (senza nome comune): l’autofertilizzazione.

La variante per conservare questa specie della famiglia Orthalicidae, è stata provata per la prima volta a Cuba, dal malacologo Alejandro Fernández Velázquez, del Centro di Ricerche e Servizi Ambientali e Tecnologici (Cisat), di Holguín

Fino ad allora, pochi anni fa, non esisteva nessuna evidenza fisica di questo processo adattativo, già osservato in altri paesi dell’area dove vive questo mollusco (come Santo Domingo o Stati Uniti, ad esempio).

Certificare questa singolarità e, allo stesso tempo, novità scientifica per l’Isola, ha costretto Fernández ad architettare un curioso e paziente esperimento, partendo dal patio alberato circondato da siepi, della sua abitazione nella località di Velasco, municipio di Gibara, a nord della provincia di Holguín.

In questo luogo ha introdotto nel marzo del 2008, un esemplare raccolto nella zona di El Yayal, vicino alla città di  Holguín, di circa un anno e mezzo di età, che non aveva ancora raggiunto la maturità sessuale e con una conchiglia alta intorno ai 25 mm.

 

Di fatto consideriamo che gli esemplari di questa specie, nei loro habitat della provincia (boschi semidecidui), raggiungono la maturità sessuale quando la loro conchiglia raggiunge un’altezza prossima ai 39,5 millimetri”, ha segnalato lo specialista.

Pertanto, a partire da quel momento, il processo di osservazione è stato mantenuto in maniera sistematica per 4 anni e 7 mesi, fino al 6 ottobre del 2012, quando lo specialista ha verificato l’attività di deposizione di piccole uova, a livello del suolo, vicino a un cedro che cresce sul terreno, in piena stagione delle piogge.

Una volta percepito che la fase cruciale della ricerca in situ era arrivata,  Alejandro ha iniziato a registrare i dati necessari delle variabili, come il tempo impiegato (dall’inizio alla fine), la profondità del nido, la misura dal  fondo fino al bordo e la sua misura in rapporto alle piccole uova, 18 in totale.

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Uova del liguus

Sono state ore di lavoro molto singolari, quelle che vanno dal giorno seguente all’attività di deposizione del nostro unico esemplare, lavoro attento e delicato, che ha permesso di scoperchiare la nidiata, contare le piccole uova e poter apprezzare caratteristiche come colorazione e forma, ancora però senza rilevare le dimensioni lineari di ogni deposizione, con il fine di evitare danni di manipolazione”, racconta lo specialista.

Fernández ha poi ricordato che la nidiata è stata inumidita con un litro d’acqua, in un diametro di 10 cm intorno alla piccola cavità scavata, per evitare la disidratazione delle uova e stimolare il movimento o rianimazione  dell’esemplare, una specie di babbo/mamma “tutto incluso”.

Erano ormai trascorsi 164 giorni di paziente attesa, quando ebbe inizio il momento più atteso, la seconda tappa, che ha dato la possibilità di quantificare il totale delle nascite o reclutamento dei bebè Liguus, e poter così stimare una sopravvivenza del 94,4% della covata.

 

Poi ho continuato con il seguire le forme giovanili, per stimare la mortalità postnatale a 15 giorni dalla nascita, equivalente al 23,5%”, ha precisato lo specialista.

Nel pieno dell’allegria per il successo ottenuto dalla dimostrazione, ha concluso che il mollusco ha raggiunto la maturità sessuale in total isolamento (il che annullava la possibilità di copulazione) e che quindi l’autofertilizzazione è emersa come meccanismo fisiologico di riproduzione.

Altri dati certi sono che la sua età al raggiungimento della suddetta maturità era tra i 5 e i 6 anni e la misura dell’altezza della sua conchiglia corrispondeva a 65 mm, il che certificava il risultato ottenuto da alcuni  ricercatori stranieri.

Oltre a questo, il ricercatore ha anche osservato che l’esemplare p rimasto vivo (di fatto, per otto mesi dopo l’evento riproduttivo), contrariamente a quanto riportato in Florida, Stati Uniti, sulla morte degli esemplari subito dopo l’attività riproduttiva, anche questo, alla stessa maniera, un elemento di novità.

 

Come quasi tutti gli ovipari, la deposizione è una specie di rituale o danza particolare di ogni specie, in questo caso iniziata con movimenti circolari per la rimozione della crosta di terra vegetale.

Dopo un lungo sforzo del Liguus in posizione verticale, con circa il 75% della conchiglia affossato all’interno della cavità o camera, è avvenuta la deposizione”, che è durata circa 7 ore, un atto concluso con la chiusura del nido, “certamente qualcosa di spettacolare”.

Sorridente, il malacologo holguinero, che presta servizio nel campo degli Ecosistemi Terrestri del Cisat, a appuntato dettagliatamente il processo di trascinamento della terra, attraverso movimenti continui del piede muscolare dal bordo al centro e i successivi cambi di posizione intorno al buco scavato, che era profondo 7 cm.

Il processo di  “muso a coda” è durato otto ore, con un enorme spreco di energia, che ha lasciato esausto l’esemplare di Liguus, obbligandolo a rimanere immobile per un’ora intera sul nido appena concluso; però un momento dopo, a energie recuperate, l’animale si è posizionato sul tronco del cedro, a 1 metro e 30 cm di altezza.

 

Riflettendo su altri aspetti, Fernández ha segnala che la misura della nidiata ha avuto, “un valore basso per la media conosciuta a Holguín (da 28,6 fino a 41 piccole uova)”, in corrispondenza con la strategia riproduttiva di questa specie.

Le uova non schiuse dell’esemplare che si è riprodotto per auto-fertilizzazione, segnala Fernández, nel misurarle hanno presentato dimensioni lineari tra i sei e gli otto millimetri quelle di diametro maggiore e dai quattro ai cinque millimetri quelle di diametro minore. La grandezza delle uova del  L. fasciatus achatinus rilevate nei boschi a sud della città di Holguín, non sono molto diverse da queste dimensioni.

Ha aggiunto che il periodo di incubazione, da uno a cinque mesi e mezzo, ha avuto un valore inferiore ai registri della specie, che hanno un valore stimato dai 6 agli 8 mesi a Holguín e di 6 mesi per gli esemplari di L. fasciatus, in Florida.

La schiusa delle uova, indica Alejandro, è coincisa con il periodo che va tra aprile e giugno delle nascite osservate negli habitat originali.

Molti altri affascinanti elementi sono stati apportati dallo specialista con questo esperimento, tra i quali che dei 17 piccoli di Liggus, quattro sono morti nei primi 15 giorni e il resto sono sopravvissuti fino al mese di maggio del 2013, quando lo specialista  ha dichiarato conclusa la fase sperimentale.

Inoltre, conclude, adesso abbiamo una visione più realistica sul possibile ristabilimento delle colonie in quei parchi vegetativi dove si trovino individui isolati.

La natura è saggia e cauta. Qualcuno lo dubita?

Classificazione Scientifica del Liguus fasciatus achatinus

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Regno: Animalia

Phylum: Mollusco

Classe: Gasteropode

Ordine: Stylommatophora

Famiglia: Bulimulidae

Habitat: Holguín, Cuba

 

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¿Autofertilización? Comprobada la del molusco Liguus fasciatus achatinus en Holguín (16)

HOLGUÍN – La naturaleza, además de generosa, es sumamente sabia y precavida. Si alguna duda alguien todavía tuviera, valga la solución que para situaciones extremas de aislamiento espacial de individuos reproductivos hermafroditas, como es el caso, que ofrece a un molusco  conocido por Liguus fasciatus achatinus (sin nombre vulgar): la autofertilización.

Variante para preservar esta especie de la familia Orthalicidae, fue comprobada por primera vez en Cuba, por el malacólogo Alejandro Fernández Velázquez, del Centro de Investigaciones y Servicios Ambientales y Tecnológicos (Cisat), de Holguín

Hasta entonces, hace pocos años, no existía ninguna evidencia física de este proceder adaptativo, ya observado en otros países de la región donde habita (Santo Domingo, Estados Unidos, por ejemplo).

Validar esta singularidad, a la vez que novedad científica para la Isla, implicó diseñar por Fernández, un curioso y paciente experimento, a partir del patio arbolado  y  con cercas vivas de su vivienda en  la localidad de Velasco, municipio de Gibara, al norte de la provincia de Holguín.

En el lugar, introdujo un ejemplar colectado en la zona de El Yayal, cerca de la ciudad de Holguín, de alrededor de año y medio de edad y unos 25 milímetros de altura de la concha,  en marzo de 2008, el cual aún no había alcanzado la madurez sexual.

“De hecho se considera que los ejemplares de esta especie en sus hábitats en la provincia (bosques semideciduos),  logran la madurez sexual con altura de aproximadamente 39,5 milímetros”, señaló el especialista.

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El bosque semideciduo, habitat natural del Liguus

Por tanto, a partir  de ese momento, el proceso de observación se mantuvo de manera sistemática durante cuatro años y siete meses, hasta el seis de octubre de 2012,  cuando detectó la actividad de puesta, a nivel del suelo, junto a un cedro que allí crece,  en plena temporada de lluvias.

Apercibido de que la fase crucial de la investigación in situ había llegado, Alejandro inició  el registro de los datos necesarios de variables como tiempo consumido (de inicio a terminación),  profundidad del nido, medida desde el fondo  hasta el borde,  y  su tamaño en atención a la cantidad de  huevecillos, 18 en total.

“Fueron horas muy singulares de trabajo las del siguiente día al inicio de la actividad de puesta de nuestro único ejemplar, labor cuidadosa y delicada, que permitió destapar la nidada, contar los huevecillos y apreciar  características como coloración y forma, pero aún sin las dimensiones lineales de cada postura,  a fin de evitar daños de manipulación”, contó.

Recordó que la nidada fue humedecida con un litro de agua, en un diámetro de 10 centímetros en derredor de la pequeña cavidad excavada, para evitar la deshidratación de los huevos y estimular el movimiento o reanimación del espécimen, suerte de papá-mamá-“todo incluido”.

Para entonces habían transcurrido 164 días de paciente espera, cuando comenzó el momento más añorado, la segunda etapa, la cual posibilitó cuantificar el total de recién nacidos o reclutamiento de los bebés Liguus y estimar una viabilidad del 94,4 por ciento en la camada.

“Luego avancé en el seguimiento de las formas juveniles, para estimar la mortalidad perinatal a 15 días de nacidos,  equivalente al 23,5 por ciento”, precisó.

En medio del alborozo por la exitosa demostración alcanzada,  concluyó que el molusco arribó a la madurez sexual en total aislamiento (lo que anulaba la posibilidad de cópula), por lo que la autofertilización emergía como mecanismo fisiológico de reproducción.

También  que su edad para entonces era entre cinco y seis años y su tamaño de 65 milímetros de altura de concha, lo que certificaba el resultado conseguido por  investigadores extranjeros.

Más, también observó que se mantenía vivo (de hecho, a ocho meses de acaecido el suceso), contrario a lo reportado en La Florida, Estados Unidos, sobre muerte tras esta actividad  reproductiva y eso es igualmente un elemento novedoso.

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Moluscos recién nacidos

Como casi todos los ovíparos, la puesta es una suerte de ritual o danza  particular de cada especie, en este caso iniciada con movimientos circulares para la remoción de la capa de tierra vegetal.

“Tras largo esfuerzo  del Liguus en posición vertical, con cerca del 75 por ciento de la concha en el interior de la cavidad o cámara, sobrevino la puesta”, extendida unas siete horas, acto concluido con el tapado del nido,  “por cierto algo espectacular”.

Sonriente, el malacólogo holguinero, quien presta servicios en el área de
Ecosistemas Terrestres del Cisat, apuntó con lujo de detalles el proceso de acarreo de tierra mediante movimientos continuos del pie muscular desde el borde al centro y sucesivos cambios de posición alrededor del hueco excavado de siete centímetros de profundidad..

El proceso de “hocico a rabo”  duró ocho  horas, con  un gasto  enorme  energía, que dejó exhausto  al ejemplar de Liguus, cuestión que  lo mantuvo inmóvil una hora completa encima del nido pero,  un rato después, recuperado, el animal se localizó en el tronco del cedro,  a 1,30 metros de altura.

Al reflexionar sobre otros aspectos, Fernández señaló que el tamaño  de la nidada tuvo, “un valor  bajo para los promedios conocidos en
Holguín (de 28,6 y  hasta 41 huevecillos)”, en correspondencia con la estrategia reproductiva de esa especie.

Los huevos no eclosionados del espécimen que se reprodujo por auto-fertilización, señaló Fernández, al medirlos  tuvieron dimensiones
lineales entre seis y ocho milímetros de diámetro mayor y diámetro menor de cuatro a cinco milímetros. El tamaño de los huevos de L. fasciatus achatinus apreciados en bosques al sur de la ciudad de Holguín, no distan mucho de tales dimensiones.

Agregó que el periodo de incubación, de unos cinco y medio meses, tuvo un valor inferior a los registros para la especie, con estimado de incubación de seis y medio a ocho meses en Holguín  y de seis meses para L. fasciatus, en La Florida.

La eclosión de los huevos, indicó, coincidió además con el periodo entre abril y junio de los nacimientos observados en los  hábitats  originales.

Muchos otros fascinantes elementos aportó el especialista sobre el experimento, entre ellos que de los 17 pequeñines de Liggus, cuatro murieron en los primeros 15 días y el resto sobrevivía para  el mes de mayo de 2013, cuando dio por finalizada la fase expriemental.

También, concluyó, que ahora se tiene una visión más realista del posible restablecimiento de colonias donde se encuentren individuos aislados en parches de vegetación.

La naturaleza es sabia y precavida. ¿Alguien lo duda?

Clasificación Científica del Liguus fasciatus achatinus

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Reino:    Animalia
Filo:    Moluscos
Clase:    Gastropoda
Familia: Bulimulidae
Habitat: Holguín, Cuba

 

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Redazione
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