“Il nostro futuro sarà multietnico , allora meglio cominciare a conoscerci”

“Il nostro futuro sarà multietnico , allora meglio cominciare a conoscerci”
12 Set 2014

Dal/del  webTrad. Tio Gigi

Il nostro futuro sarà multietnico , allora meglio cominciare a conoscerci”

“Nuestro futuro será multiultiétnico, mejor que empezamos a conocernos”

titolo

 

Che ci piaccia o no, il nostro futuro sarà multietnico. Allora sarà meglio cominciare a conoscersi”. Così Fiorella Mannoia nel suo spettacolo di Palermo spiega l’integrazione, l’immigrazione, le guerre e il suo lavoro, fortemente dominato dalla bravura, dalla buona musica, da un canto che sprigiona energia ed evapora nella coscienza di ognuno. (CONTINUA/SIGUE…)


 


Ora Fiorella Mannoia scrive pagine di
Sud e canta il Sud del mondo in tutte le sue latitudini, in tutti i suoi dolori, in tutti i suoi guerreschi o colorati colori. Sud è un album un po’ d’altri tempi, ispirato in buona parte al romanzo Terroni, di Pino Aprile, come lei stessa racconta sul palcoscenico del teatro di Verdura di Palermo; album vestito di testi amorosi e taglienti, doloranti come lame nel fianco del mondo e della terra, dove le guerre sono la voce sgrammaticata e orrenda dei venditori d’armi, e il business ne alimenta una al giorno. Ogni giorno una nuova guerra, perché gli affari non abbiano a risentirne, perchè dietro le guerre ci sono gli affari. Così Fiorella Mannoia nel suo spettacolo di Palermo (30 agosto) spiega le guerre e il suo lavoro, fortemente dominato dalla bravura, dalla buona musica, da un canto che sprigiona energia ed evapora nella coscienza di ognuno. Un viaggio musicale, il suo, che parte da lontano ed esplora i sentimenti, i continenti, gli accadimenti, gli uomini, le loro colpe e le loro eventuali salvezze. L’incontro con musicisti provenienti da terre vicine, viaggiati da terre lontane quanto basta a rimanerci per sempre in quel mare agognato eppure perfido, perché sul biglietto di trasbordo, dalla dannazione alla nuova america italiana, malgrado tutto l’angelo (non) vola. L’incontro con musicisti “dagli strani strumenti musicali”, come lei stessa racconta nel suo delizioso concerto, le ha permesso di sapere e di capire (come vivono, da dove fuggono e cosa sperano), di farsi carico dei dolori delle madri nel vederli partire: “Mi sono chiesta cosa provano le loro madri nel vederli andare via. Perché sebbene io non sia madre sono donna. Ed ogni donna è madre”.


Fiorella Mannoia canta e parla. Parla di mondi a noi vicini eppure così maledettamente lontani. Mondi verso i quali abbiamo debiti e colpe forse incolmabili. Abbiamo fatto finta di non vedere, abbiamo chiuso gli occhi su stragi, guerre e genocidi. E questo la Mannoia lo canta, sciogliendo al microfono interpretazioni superlative e molto amore. Fiorella Mannoia va incontro alla gente, scende tra il pubblico e lo ‘percorre’. Lo coinvolge in qualcosa che è molto più che un semplice concerto di musica leggera: è un percorso di vita e conoscenza, una serata trascorsa assieme, un saluto a casa ad amici e parenti, un attimo di poesia.

“Nos guste o no, nuestro futuro será multiétnico. A continuación, mejor que empezamos a conocernos “. Así Fiorella Mannoia en su show de Palermo explica la integración, la inmigración, las guerras y su trabajo, fuertemente dominado por su habilidad, por la buena música, por un canto que emite energía y se evapora en la conciencia de cada uno.

Ahora Fiorella Mannoia escribe páginas de Sur y canta el Sur del mundo, en todas sus latitudes, con todo sus dolores, en todos sus bélicos o colorados colores. Sur es un álbum un poco del pasado, inspirado en gran parte a la novela Terroni, de Pino Aprile, como ella misma cuenta en el escenario del teatro di Verdura en Palermo; álbum vestido palabras de amor y afiladas, que duelen como cuchillos en el lado del mundo y dela tierra , donde las guerras son la voz horrible y sin gramatica de los vendedores de armas, y el negocio alimenta una cada día. Cada día una nueva guerra, porque el negocio no tiene que sufrir, porque detrás de las guerras hay negocio. Así Fiorella Mannoia en su show de Palermo explica la integración, la inmigración, las guerras y su trabajo, fuertemente dominado por su habilidad, por la buena música, por un canto que emite energía y se evapora en la conciencia de cada uno. Un viaje musical, el suyo, que se inició hace mucho tiempo y explora los sentimientos, los continentes, los acontecimientos, los hombres, sus fallos y sus posibles salvaciones. El encuentro con músicos de tierras vecinas, viajados desde tierras lejanas lo suficiente para quedarse allí para siempre en ese mar codiciado aún malo, porque en el billete de transbordo, de la condenación a la nueva america italiana, a pesar de todo el ángel (no) vuela. El encuentro con músicos “con extraños instrumentos musicales , como dice en su delicioso concierto, le ha permitido conocer y comprender (cómo viven, dónde se escapan de y lo que esperan) y soportar el dolor de las madres cuando salen : “Me preguntaba cómo se sienten acerca de sus madres para verlos desaparecer. Porque aunque yo no soy madre soy una mujer. Y todas las mujeres son madres”

Fiorella Mannoia canta y habla. Habla acerca de mundos cercanos y sin embargo tan condenadamente lejos de nosotros . Mundos para los cuales tenemos deudas y pecados quizás insalvables salvable.Hemos cerrado los ojos ante masacres, guerras y genocidios. Y eso la Mannoia canta , disolviendo con el micrófono actuaciones superlativas y mucho amor. Fiorella Mannoia se reune con la gente , se encuentra entre el público y lo “corre”. Se trata de algo que es mucho más que un concierto de música ligera: es una forma de vida y conocimiento, una noche juntos, un saludo a familiares y amigos, un momento de poesía.

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Redazione
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