Intervista a Fiorella

Intervista a Fiorella
09 Giu 2014

di/por Marcos Dias – A tarde ( quotidiano di Salvador de Bahia )

Traduzione dal portoghese all’italiano / traductora del portugués al italiano Fiorella Mannoia

Traduzione in spagnolo / traductor en español Tio Gigi

Intervista a Fiorella

Entrevista a Fiorella

titolo

Qual’è il concetto dell’album “Sud” (2012) e come furono pensati i concerti? Che cosa sarà rappresentato a San Paolo e a Salvador?
L‘idea di scrivere un disco dedicato al Sud è partita dalla lettura di un libro di Pino Aprile intitolato “Terroni” che è il modo dispregiativo con cui dal Nord d”Italia vengono chiamati gli Italiani del Sud.
Ho scoperto che la storia dell’Unità d’Italia che avevamo letto nei banchi di scuola era una menzogna, che di fatto il nostro Sud nell’era Borbonica non era povero in attesa di essere liberato, ma era ricchissimo e moderno e di fatto è stato saccheggiato, derubato e abbandonato a se stesso. Ho pensato a quale triste destino sono legati tutti i Sud Del mondo, L’Africa soprattutto.
Noi abbiamo un problema grande di immigrazione, soprattutto dall’Africa e di conseguenza una reazione di intolleranza e a volte di razzismo, e la maggior parte del disco affronta questi temi,la compassione, fratellanza, rispetto, comprensione dell’altro. (CONTINUA/SIGUE)

Gli artisti del Progetto Axè hanno partecipato nella tournee “Sud” in Italia. Come è stata questa esperienza e quale è il suo vincolo con l’Axè ?
Conosco Cesare De Florio La Rocca da molti anni e sono testimonial Italiana del progetto Axè
Con l’occasione di questo disco, per le tematiche che tocca, ho potuto finalmente invitarli ad esibirsi con me.
E’ stata una esperienza che ha arricchito tutti noi. I ragazzi erano felici e mi hanno ringraziato molto per questa opportunità, ma in realtà siamo noi a dover ringraziare loro per aver portato così tanta energica allegria, nonostante ognuno di loro avesse una storia difficile alle spalle, ci hanno impartito la più grande delle lezioni : il sorriso e la dignità.

Ci saranno anche canzoni di altri momenti della sua carriera?
Si, certo, ci sono anche alcune delle mie canzoni più conosciute, rivisitate con delle sonorità e arrangiamenti più “etnici” per uniformarsi con quelle del disco.

Il suo album più recente, “A te” e dedicato a Lucio Dalla. Che tipo di affinità sente in relazione a lui?
Lucio Dalla è stato uno degli artisti che ho amato di più, un amico. Dedicargli un disco è stato per me un atto d’amore e di riconoscenza per tutto quello che ci ha lasciato e che mi ha insegnato.

Che cosa è cambiato nella sua musica dal suo primo lavoro al più recente?
Sono passati 40 anni, è cambiata di pari passo alla mia crescita, risentendo del cambiamento della tecnologia e del cambiamento sociale. L’arte rispecchia sempre la realtà che ci circonda.

Sente che c’è una dimensione di “sud” che dice di più rispetto all’anima piuttosto che alla geografia?
Penso che la nostra formazione, il nostro carattere, siano legati al posto dove siamo nati. L’America latina tutta, per esempio, ha alle spalle una grande sofferenza, dettata dalle colonizzazioni e dallo sfruttamento, e i popoli reagiscono alla sofferenza con le armi che conoscono, dove l’influenza africana è più forte, con la musica, la danza, la religione, e con quella disperata allegria che nei secoli gli ha permesso di sopravvivere.
“sud” è una condizione dell’anima.

Il concerto è un’iniziativa dell’Ambasciata d’Italia a causa della Coppa del Mondo. Qual’è la sua relazione con il calcio?
Ad essere sincera…nessuna, ma non lo dica all’ambasciatore!!!!! A parte gli scherzi, sono molto grata alll’Ambasciata Italiana per avermi dato la possibilità di portare il mio show a San Paolo e a Salvador, la “mia città”. Ma in verità seguo poco il calcio.

In Brasile, da giugno dell’anno passato ci sono state molte manifestazioni e proteste che si mischiano con la realizzazione della Coppa e le esigenze della Fifa. Che cosa pensa che debbano essere le priorità per un Paese?
Seguo con apprensione dall’Italia le notizie che arrivano dal Brasile, ho visto le grandi manifestazioni di protesta. le posso dire che per mia attitudine, per gli ideali in cui ho sempre creduto, per mia natura…quando un popolo grida, quando un popolo manifesta, quando un popolo chiede aiuto, io sono sempre al suo fianco, in qualsiasi latitudine si trovi.
Le priorità di un paese sono sempre, da sempre, le stesse.
Educazione, Salute, Lavoro e questo si traduce in una sola parola: DIGNITA’, a cui ogni essere umano ha diritto.
In Brasile come in Italia e in qualsiasi parte del mondo.

Che cosa considera propriamente politico nella sua musica?
Tutto è politica, politiche sono le sue domande e le mie risposte, politica è come educhi i tuoi figli, come ti relazioni con gli altri, politico è il modo con cui i datori di lavoro di relazionano con i propri dipendenti, politico è l’angolazione da cui guardi il mondo, sono le parole che scrivo, le canzoni che canto. Politica è la ricerca della verità. Politica è partecipazione.

Nel 2006 lei ha lanciato un disco dedicato alla Musica Popolare Brasiliana. Che cosa ha riportato da questo incontro e come questo disco si colloca nella sua vita/carriera?
Chiunque ami la musica ha avuto almeno una volta un contatto con la musica brasiliana. non c’è musicista al mondo, pop, jazz o di qualsivoglia genere che non abbia suonato o cantato musica di questo paese almeno una volta nella vita e io, che l’ho sempre amata. ho avuto la fortuna e il privilegio di racchiudere in un solo disco i più grandi rappresentanti della MPB, è stata un’esperienza che non dimenticherò, che conservo come un momento importantissimo della mia carriera. Quando siamo partiti con questo progetto non davo per scontato che tutti avrebbero accettato di cantare con me, credo che la maggior parte di loro, a parte Caetano, Gil e Chico Buarque, non sapevano chi fossi, invece abbiamo avuto le adesioni di tutti, e ancora oggi mi sento di ringraziare per quell’attestato di stima e di affetto che mi hanno dimostrato, spero di poter ripetere questa esperienza in un futuro non lontano.

Lei ha una casa a Salvador e conosce a realtà del paese. Che cosa l’affascina di Bahia e che cosa pensa che meriterebbe più attenzione da parte dei governi?
Amo questa città “pazza”, me ne sono innamorata la prima volta che l’ho vista, ed è un amore profondo, che, come l’amore, non si può spiegare. Forse è vero che i luoghi e le persone sono lì che ci stanno aspettando, deve essere successo anche a me riguardo a questa città e per alcune persone che amo come se le conoscessi da tutta la vita. Quando vengo mi sento a casa.
Venendo alla sua domanda, dal punto di vista estetico, quando vedo quartieri meravigliosi, che potrebbero essere recuperati, come il Pelourinho o come a Cidade Baixa o la Ribeira con quei bellissimi palazzi antichi che sono la memoria storica della città cadere a pezzi, mi sanguina il cuore e mi chiedo come sia possibile che nessuno pensi di ristrutturarli. Quando saranno crollati che cosa rimarrà della memoria di questa città?
Inoltre mi sembra ci sia un eccesso di cementificazione selvaggia, che lascia pochi spazi verdi, ed è un peccato perché con questa natura rigogliosa si potrebbero creare giardini da far invidia a Versaille.
Ma sono domande che mi faccio anche in Italia, visto che anche molto del nostro patrimonio artistico e storico sta crollando, e hanno costruito distruggendo parte delle nostre coste più belle. Le domande sono sempre le stesse….e anche le risposte: interessi corruzione e.. politica inesistente.
E poi c’e’ il problema della violenza, ma ho già risposto prima a questa domanda, quando lei mi ha chiesto quali sono le priorità per un paese.
Cè solo un modo per arginare la violenza, non con la repressione ma con l’educazione, la scuola, i diritti.
in tutto il mondo, dove c’è ingiustizia sociale c’è violenza, se non si ripristina l’equilibrio tra chi ha tutto e chi non ha niente, questo problema non si risolverà mai.
Si rischia di creare due mondi paralleli , il mondo dei “Noi” e il mondo dei “Loro”, e questo è molto pericoloso.
Ci vuole la volontà politica per ricostruire, ma è più facile reprimere che risolvere.

grato,
grazie a lei.
Marcos Dias per “A Tarde”

 

¿Cuál es el concepto del álbum “Sur” (2012) y como fueron pensados los conciertos? ¿Qué va a ser representado en Sao Paulo y Salvador?

La idea de escribir un álbum dedicado al Sur comenzó leyendo un libro de Pino Aprile llamado “Terroni”, que es una manera despectiva con la que en el Norte de Italia se llaman los italianos del Sur.

He descubrido que la historia de la unificación de Italia que había leído a la escuela era una mentira que , de hecho nuestro Sur en la época Borbónica no era pobre y en la espera de ser puesto en libertad, pero era muy rico y moderno y, de hecho , fue saqueado, robado y abandonado a sí mismo.

Pensé a que triste destino se atan todos los Sures del mundo, especialmente en África. Tenemos un gran problema con la inmigración, sobre todo de África y, por tanto, una reacción de intolerancia y a veces racista, y la mayor parte del disco se ocupa de estas cuestiones, la compasión, la fraternidad, el respeto y la comprensión de los demás.

 

foto 1

Los artistas del Proyecto Axé parteciparon a la gira ” Sur ” en Italia. ¿Cómo fue esa experiencia y cuál es su vínculo con el AXE ?

Conozco Cesare De Florio La Rocca durante muchos años y son testimonio italiano del proyecto Axé.

Con motivo de este disco, para los temas que toca, por fin pude invitarlos a realizar conmigo.

Fue una experiencia que nos ha enriquecido a todos. Los muchachos estaban felices y me agradeciaron mucho por esta oportunidad, pero en realidad tenemos que darles nosotros las gracias por haber traido tanta enérgica alegría , aunque cada uno de ellos tenía una historia difícil detrás , nos dieron las más grandes de las lecciones: la sonrisa y la dignidad.

 

¿También cantara’ canciones de otros momentos de su carrera?

Si, por supuesto, hay algunas de mis canciones más conocidas, revisitadas con los sonidos y arreglos más “étnicos” para cumplir con las del disco.

 

Su álbum más reciente, “A te ” está dedicado a Lucio Dalla. ¿Qué tipo de afinidad siente en relación con él?

Lucio Dalla era uno de los artistas que más me gustaba, un amigo. Dedicar a él un disco ha sido para mí un acto de amor y gratitud por todo lo que nos ha dejado y que él me enseñó.

 

¿Qué ha cambiado en su música desde su primer trabajo a el más reciente?

Han pasado 40 años, cambiò de forma paralela a mi crecimiento, reflejando el cambio en la tecnología y el cambio social. El arte siempre refleja la realidad que nos rodea.

 

¿Ella siente que hay una dimensión del “sur” que dice más que el alma en lugar de la geografía?

Creo que nuestra formación, nuestro carácter, están relacionados con el lugar donde nacimos. El conjunto de América Latina, por ejemplo, ha experimentado un gran sufrimiento, dictado por la colonización y la explotación, y la gente reacciona ante las tribulaciones con las armas que conocen, donde la influencia africana es más fuerte, con música, danza, religión, y con esa alegría desesperada que a lo largo de los siglos le ha permitido sobrevivir.

“Sur” es una condición del alma.

 

El concierto es una iniciativa de la Embajada de Italia, debido a la Copa del Mundo. ¿Cuál es tu relación con el fútbol?

Para ser honesta … ninguna, pero no se lo digas al embajador! Bromas aparte, estoy muy agradecida con la Embajada Italiana por darme la oportunidad de llevar mi show en São Paulo y Salvador, “mi ciudad”. Pero la verdad es que sigo poco el fútbol.

 

En Brasil, a partir de junio del año pasado ha habido muchas manifestaciones y protestas que se mezclan con la realización de la Copa y los requisitos de la FIFA. ¿Qué crees que deberían ser las prioridades de un país?

Sigo con aprensión las noticias en Italia que vienen de Brasil, vi las protestas a gran escala. Puedo decirle que , por mi actitud, por los ideales en los que siempre he creído, por mi naturaleza … cuando una nación crida, cuando un pueblo manifiesta , cuando la gente pide ayuda, yo estoy siempre a su lado, en cualquier latitud sea.

Las prioridades de un país son siempre, siempre las mismas.

Educación, Salud, Trabajo, y esto se traduce en una palabra: DIGNIDAD, a la que todo ser humano tiene derecho.

En Brasil, como en Italia y en cualquier parte del mundo.

 

¿Qué considera usted verdaderamente político en su música?

Todo es política, políticas son sus preguntas y mis respuestas, política es la forma de educar a sus hijos, cómo te relacionas con los demás, política es la forma en que los empleadores se relacionan con sus empleados, político es el ángulo desde se mira el mundo, son las palabras que escribo, las canciones que canto. Política es la búsqueda de la verdad. Política es partecipacion.

 

En 2006 lanzó un álbum dedicado a la Música Popular Brasileña. ¿Qué ha llevado de esta reunión y cómo se coloca este disco en su vida / carrera?

Cualquier persona que ama la música ha tenido por lo menos un contacto con la música brasileña. No hay ningún músico en el mundo, pop, jazz o cualquier género que no ha tocado o cantado música de este país al menos una vez en la vida y yo, que siempre la ha querida, tuve la suerte y el privilegio de incluir en un solo disco los mayores representantes de la MPB, fue una experiencia que nunca olvidaré, que guardo como un momento muy importante de mi carrera. Cuando empezamos este proyecto no pensaba que todo el mundo hubiera aceptado cantar conmigo, creo que la mayoría de ellos, además de Caetano, Gil y Chico Buarque, no sabían quién yo era , en cambio, hemos tenido todos los miembros, y todavía me gustaría dar las gracias por el certificado de la estima y el afecto que me han demostrado, espero poder repetir esta experiencia en un futuro cercano.

 

Ella tiene una casa a Salvador y conoce la realidad del país. ¿Qué le fascina de Bahía y ¿qué crees que merece más atención por parte de los gobiernos?

Me encanta esta ciudad “loca”, me enamoré de la primera vez que la vi, y es un amor profundo, que, como el amor, no se puede explicar. Tal vez es cierto que los lugares y las personas están esperando por nosotros, debe haber pasado a mí con esta ciudad, y para algunas personas que amo como si las conocieras de toda mi vida. Cuando vengo me siento a casa.

Llegando a su pregunta, desde el punto de vista estético, cuando veo barrios maravillosos, que pueden ser recuperados, como el Pelourinho, o como Cidade Baixa o la Ribeira con esos hermosos edificios antiguos que son la memoria histórica de la ciudad que se desmoronan, me sangra el corazón y me pregunto cómo es posible que nadie piense a una reestructuración. Cuando se derrumbaran ¿Qué quedará de la memoria de esta ciudad?

También creo que hay un exceso de cimentado selvaje, que deja pocos espacios verdes, y es una lástima, porque esto podría crear jardines para la envidia de Versalles.

Pero son preguntas que me hago también en Italia, porque gran parte de nuestro patrimonio artistico y historico se está derrumbando, y han construido destruyendo algunas de nuestras más hermosas costas. Las preguntas son siempre las mismas …. y asi’ las respuestas: existen .. intereses , corrupción , política que no existe.

Y luego está el problema de la violencia, pero ya he respondido a esta pregunta antes, cuando me preguntastes cuáles son las prioridades de un país.

Sólo hay una manera de detener la violencia, no con la represión, sino con la educación, la escuela, los derechos.

Alrededor del mundo, donde no hay injusticia social hay violencia, si no se restaura el equilibrio entre los que tienen todo y los que nada tienen, este problema no se resolverá nunca.

Es probable que se van a crear dos mundos paralelos, el mundo de “nosotros” y el mundo de “ellos”, y esto es muy peligroso.

Se necesita voluntad política para reconstruir, pero es más fácil reprimir que resolver .

 

estoy agradecido

gracias a usted

Marcos Dias por “ A Tarde “


Share

Redazione
Redazione

Lascia un commento