Quintavenida

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Luca Tocco, Italo Calvino e le loro città invisibili

E-mail Stampa PDF
Valutazione attuale: / 4
ScarsoOttimo 

Di Alessia e Michela Orlando

Luca Tocco 1
uno scatto di Luca Tocco 

Scrivo come posso, quando posso, dove posso. Scrivo in fretta e furia, come ho sempre vissuto.
Louis-Ferdinand Auguste Destouches,  Céline

LUCA TOCCO, ITALO CALVINO E LE LORO CITTÁ INVISIBILI
Modernizzatori 


Un grande artista della parola e dell’immagine non è mai solo nel suo viaggio e non si limita a vivere quel che il tempo presente gli prospetta.
Ipotesi, questa, che è anche un augurio, volendo leggere le parole in senso stretto. C’è, poi, lo spazio operativo, più ampio delle parole, dove la sua sensibilità si esplica. (...Continua...)

Egli, l’artista, potrà scegliere la solitudine che induce alla creatività oppure mettere nel suo bagaglio altro da sé. Nel primo caso: parte, l’artista è sempre in viaggio, e porta con sé il suo ufficio, da cui non si stacca mai. È la mente, inglobando in questo concetto la sensibilità, l’esperienza, l’intuito … Non serve la scrivania, forse neppure il telefono giacché per creare devi innanzitutto scendere nel tuo profondo, aprire le valvole che inibiscono e indurrebbero a guardare, senza osservare.

 

Nudo oltre la maschera
Nudo oltre la maschera - scatto di Alessia e Michela Orlando
Gli basta, quell’ufficio. Il resto, la macchina fotografica, la telecamera, il registratore, il p.c. o la penna e un foglio, sono solo supporti, strumenti per prendere appunti, per lasciare tracce delle sensazioni. Torneranno utili, forse, se si saprà proseguire nel viaggio interiore e produrre gli esiti di quel viaggio, della ricerca.

 

Nel secondo caso si può, lo si diceva in filigrana, anche scegliere di portare altro nei propri bagagli. D’altronde, il bagaglio sulle scene teatrali è la casa, è il luogo in cui si vive e quindi l’artista sceglierà non la solitudine bensì di portare con sé altro, quel che ritiene utile del suo mondo per creare ancora e che non può essere collocato solo nella parte di mente che si occupa di sé stesso.

 


 

Tutto ciò emerge analizzando il lavoro di Luca Tocco, sia in immagine che in parola. Ci pare di bellezza stratosferica la sua capacità di essere solo e creare e di farlo in compagnia, usando magistralmente l’intuito di altri che hanno lasciato il segno con la loro ricerca.
Un caso concreto: molti suoi scatti si inseriscono in un bacino di sensibilità frequentato da Italo Calvino (Italo Giovanni Calvino, Cuba, Santiago de Las Vegas, 15 ottobre 1923 – Siena, 19 settembre 1985). Chi era Calvino, dal punto di vista che ci occupa? Era un cubano, un italiano, un essere umano nel mondo, ma anche nell’immaginario, nell’invisibile, nel non narrato. E la sua produzione documenta queste qualità che sono rinvenibili nelle sue opere in termini di sensibilità e modalità di espressione.
È chiaro, per noi, un altro nesso tra Luca Tocco e Italo Calvino: Luca conosce bene parte dei luoghi frequentati da Calvino. Le immagini che hanno in parte visto sono le stesse: quelle di Sanremo. Ne sono stati impressionati entrambi.

 

Luca Tocco
altro scatto di Luca Tocco

 

 

Ultimo aggiornamento Sabato 04 Febbraio 2012 19:49  

Login Register





Login
Register


In order to view this object you need Flash Player 9+ support!

Get Adobe Flash player
Joomla! Slideshow

Chi è online

 119 visitatori online

Statistiche

Hits visite contenuti : 1467474