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Diario di El Paso: Porte battenti (13a parte)

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Dal sito Cubadebate.cu  - di José Pertierra . Traduz. TIO GIGI

  Diario di El Paso: Porte battenti (13a parte)

   Diario de El Paso: Puertas batientes

 

El paso 13

 

 

  31  marzo  2011. El Paso, TX.- (articolo realizzato il 23 marzo) - Delle porte con ante battenti dividono l'aula dall’anticamera dove si accomodano la stampa e gli ospiti. Grazie alla spinta, oscillano dalle quattro alle cinque volte, ogni volta che qualcuno passa. Arturo Hernandez, l’avvocato difensore di Luis Posada Carriles, ha chiuso questo pomeriggio il suo interrogatorio alla giornalista Ann Louise Bardach, e infuriato ha varcato le porte, lasciandole oscillare come le pale di un ventilatore. Hanno oscillato esattamente dodici volte. Le ho contate. Hernandez si è reso conto che nonostante tutti gli sforzi furiosi per screditare la giornalista,  non ci è riuscito.  La Bardach ha chiarito che la registrazione del colloquio, che fece con Posada Carriles nel giugno 1998, è autentica. La Bardach ha anche dichiarato che il fax “Solo” è stato scritto e firmato da lui. Grazie a questa intervista, i giurati hanno ascoltato Posada Carriles dichiarare di aver architettato gli attentati a L'Avana, grazie al fax "Solo" sono stati in grado di seguire le tracce del denaro che, partendo dal New Jersey, è arrivato direttamente nelle mani di Posada Carriles, ovunque lui stava: Guatemala e El Salvador.

L'ULTIMA OPPORTUNITA'

 bardach
 Ann Louise Bardach


Oggi è stata l'ultima occasione, per l’avvocato difensore, di aprire una breccia nella testimonianza della giornalista .Dopo averlo visto in opera due mesi e mezzo, sappiamo come verificare lo stato d’animo dell’avvocato Hernández. Le sue orecchie lo tradiscono. Più si colorano e più si fa cattivo il suo carattere. Questo pomeriggio, sembravano dei pomodori dal tanto rosso che erano. Il controinterrogatorio è iniziato con una dichiarazione e non con una domanda. "Signora Bardach, ogni volta che le chiedo sulla conversazione che ebbe, dopo aver spento il registratore, con il Signor Posada, lei ne approfitta per aggiungere o eliminare quello che le fa comodo" La testimone gli ha risposto con aria di sfida: "Mi sta facendo delle feroci accuse. E 'un peccato che lo faccia".

L’ORGOGLIO DI POSADA

Hernandez si è focalizzato su un articolo che la Bardach scrisse con il suo collega Larry Rohter per la prima pagina del New York Times domenica 12 luglio 1998, nel quale dice: "Il signor Posada orgogliosamente ha ammesso di essere la mente degli attentati con bombe del passato. Li ha descritti come atti di guerra ..."
"Dove nella trascrizione della sua intervista, nel giugno 1998, il signor Posada ha ammesso con orgoglio di aver messo le bombe?" ha chiesto l'avvocato. Bardach: "Io gliel’ho chiesto e lui mi disse di sìì. Ho preso questo come una sua risposta affermativa. Noi (giornalisti) lavoriamo per raccogliere informazioni e voi per cancellarle".

SCEGLIERE LA CILIEGIA

Un modo per alterare il significato delle parole compromettenti di Posada Carriles in Aruba, è cercare di levarle dal contesto. Quello che la Bardach ha chiamato parecchie volte cherry picking (scegliere la ciliegia). E’ come dire: scegliere le parole come si scelgono le ciliegie sull’albero.

Una qui, l’altra là. Questo scambio tra l'avvocato e la testimone è un buon esempio di questo modo di fare. Hernandez scelse questa parte del colloquio e lo lesse ad alta voce, con un tono monotono e beffardo:

Bardach: Okay ... quindi questa cosa della Colombia è ….davvero ... . Lui cospirò per contrabbandare esplosivi plastici dal Guatemala a Cuba l’autunno scorso, nascondendoli in pannolini, bottiglie di shampoo e … guatemaltechi facendosi passare per turisti.

Posada: Più o meno questo….

Bardach: Più o meno questo….

Posada: Non è … Non è…

Bardach: Non del tutto

Facendo riferimento a questa parte della trascrizione, Hernandez ha chiesto alla Bardach: "Il signor Posada nega di aver introdotto esplosivi in Cuba dal Guatemala, ma lei dice 'non del tutto'. Non è forse vero che sta mettendo in bocca delle parole al mio cliente non sue in quella intervista?"

"Sbagliato!" ha risposto secca la Bardach con una voce come il suono di una campana. “E’ vergognoso ciò che sta facendo", h aggiunto, segnalando all'avvocato della difesa che, in quella parte del colloquio, Posada stava smentendo un articolo che aveva pubblicato il Miami Herald il mese prima, non il suo ruolo nella campagna delle bombe a L'Avana. La Bardach si è lamentata del fatto che Hernandez aveva posto le parole fuori contesto.

"Che la giuria legga l'intera intervista, comprese le parti censurate. Anche i tre articoli del New York Times e i miei libri (Cuba Confidential , e Without Fidel) Sarebbe meglio", disse la testimone a Hernandez.

LEI NON VUOLE ASCOLTARE LA VERITA’

Lo scontro tra l’ avvocato di Posada Carriles e la giornalista si è inasprito ulteriormente. Hernandez ha alzato la voce: "Come è possibile, mi sia Iddio testimone, dire che il mio cliente era orgoglioso?"

La Bardach ha chiesto all'avvocato di Miami che non le mancasse di rispetto, di non gridare e di i non continuare su quel tono. "Lei non vuole ascoltare la verità", ha detto infine a Hernandez la Bardach. La giornalista ha poi concluso la sua testimonianza dicendo: "Posada era orgoglioso di quello che aveva fatto. Riuscì a uscire sulla prima pagina dell’edizione domenicale del New York Times. Questo è buono come sembra!"

Lo scopo del controinterrogatorio era quello di suggerire ai giurati che il testimone stava mentendo, ma il pericolo è che la giuria ritenga l'avvocato disonesto, iniquo e che travisa le prove. Se ciò accade, non è il testimone che ha perso, ma l’avvocato che perde ogni credibilità agli occhi della giuria.

Non dimentichiamo che l'imputato a El Paso è Luis Posada Carriles. E non Ann Louise Bardach. L'avvocato della difesa ha cercato di perseguire, piuttosto che interrogare, la giornalista.

L'avvocato ha perso la pazienza. L'ha insultata e ha tentato di ridicolizzarla. La giudice Kathleen Cardone ha chiesto al pubblico ministero e all’avvocato della difesa se avessero altre domande per Ann Louise Bardach. Entrambi hanno detto alla giudice che poteva accomiatarla. La Bardach è scesa così dal banco dei testimoni. E' andata dritta tra le braccia di suo marito, cominciando a piangere.

IL CONIGLIO BIANCO E LA LUCERTOLA INFELICE

Invece di aiutare l’indagine per arrivare alla verità, le domande dell’avvocato difensore sono state incomprensibili come quelle del Coniglio Bianco nel processo di Alice nel Paese delle Meraviglie. Non avevano né capo né coda. Tanto che i giurati non sono riusciti a prenderne nota. Come la lucertola infelice di quella fiaba di Lewis Carroll, si sono resi conto che non c‘erano segni sulla lavagna (non si erano contati punti a favore), e che l'interrogatorio era stato un semplice gioco di parole.

UNA NOTA.

Questo pomeriggio, mentre si svolgeva il caso di Luis Posada Carriles in El Paso, è morto a New York all'età di 78 anni, un gigante della professione forense, Leonard Weinglass. L'avvocato dei Cinque Eroi cubani. L'avvocato della giustizia.
Lenny non era diventato avvocato per far soldi o per diventare senatore. I suoi clienti non erano banchieri o trafficanti di droga. Sapeva come sceglierli. Ha difeso i poveri della terra e quelli che combatterono per un mondo migliore.

La vita di Lenny ci insegna che la giustizia non è uguale alle leggi. Contro di loro (le leggi) si dibatte e il segreto della magistratura non è semplicemente la loro interpretazione. Per fare giustizia, bisogna cambiarle..

 

Leggi la 1a Parte Diario di El Paso: Il medico legale cubano

Leggi la 2a parte: Diario di El Paso: Un testimone incompetente o preparato?

Leggi la 3a parte: Diario di El Paso: Seguendo la pista del denaro

Leggi la 4a parte: Diario di El Paso: La FBI prova le ragioni di Cuba

Leggi la 5aparte: Diario di El Paso: L’amico di Fabio

Leggi la 6aparte: Diario di El Paso: Maria Elvira, la Diva del pomeriggio

Leggi la 7aparte: Diario di El Paso: a Posada Carriles la battaglia del fax

Leggi l'8a parte: Diario di El Paso: le ragioni di Tony Álvarez

Leggi la 9a parte:  Diario di El Paso: La testimonianza di Ann Louise Bardach

Leggi la 10a parte: Diario di El Paso: Bardach contro Hernandez, primo round

Leggi l'11a parte: Diario di El Paso: La Bardach nel paese delle meraviglie

Leggi la 12a parte: Diario di El Paso: Il tango di Posada

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   Por José Pertierra - Marzo 23, de 2011 El Paso, TX.- Unas puertas batientes dividen la sala judicial de la antecámara donde se sientan los de la prensa y los invitados. Con el impulso, ellas oscilan aproximadamente cuatro o cinco veces cada vez que alguien las atraviesa. Arturo Hernández, el abogado defensor de Luis Posada Carriles, terminó esta tarde su contra-interrogatorio de la periodista —Ann Louise Bardach— y enfurecido atravesó las puertas. Las dejó meciéndose como un ventilador. Doce ciclos. Los conté.

Hernández se dio cuenta de que a pesar de todos sus enfurecidos esfuerzos para desacreditar a la periodista, no lo logró. Bardach dejó establecido que la grabación de la entrevista que le realizó a Posada Carriles en junio de 1998 es auténtica. Bardach también declaró que el fax de Solo fue redactado y firmado por él.

Gracias a esa entrevista, los integrantes del jurado escucharon a Posada Carriles declararse autor intelectual de las bombas en La Habana, y gracias al fax de Solo pudieron comprobar que la ruta del dinero originada de New Jersey llegaba directamente a las manos de Posada Carriles, dondequiera que estaba: Guatemala y El Salvador.

LA ULTIMA OPORTUNIDAD

 

 bardach
 Ann Louise Bardach

Hoy era la última oportunidad para el abogado defensor abrirle agujeros al testimonio de la periodista. Después de dos meses y medio observándolo, ya sabemos cómo medir el ánimo del abogado Hernández. Sus orejas lo delatan. Mientras más coloradas se ponen, más agrio está su carácter. Esta tarde, parecían tomates.

Comenzó el contra-interrogatorio con una declaración y no con una pregunta. “Sra. Bardach, cada vez que le pregunto sobre la conversación que usted sostuvo —después de haber apagado la grabadora— con el Señor Posada, usted se aprovecha y añade o elimina cualquier cosa que se le ocurre”.

La testigo le contestó desafiante: “Usted está haciéndome unas acusaciones salvajes. Es lamentable que lo haga”, respondió Bardach.

EL ORGULLO DE POSADA

Hernández se enfocó en un artículo que Bardach escribió con su colega Larry Rohter para la primer página del New York Times el domingo 12 de julio de 1998, en el cual ella dice: “el Señor Posada orgullosamente admitió ser el autor intelectual de los ataques con bombas el pasado. Los describió como actos de guerra …”

“¿Dónde en la transcripción de su entrevista de junio de 1998 le dijo el Señor Posada que él orgullosamente admitió lo de las bombas?”, le preguntó el abogado. “Yo le pregunté y él me dijo que sí”, respondió Bardach. “Tomé eso como una respuesta afirmativa de su parte. Nosotros estamos en el negocio de compilar información y ustedes de borrarla”.

CHERRY PICKING

Una manera de tergiversar el sentido de las palabras comprometedoras de Posada Carriles en Aruba, es tratar de descontextualizarlas. Lo que Bardach llamó varias veces cherry picking. Es decir, seleccionar las palabras como se seleccionan las cerezas en el campo. Una aquí y otra allá. Este intercambio entre el abogado y la testigo ilustra muy bien ese fenómeno. Hernández seleccionó esta parte de la entrevista y la leyó en voz alta, con un tono monótono y burlón:

Bardach: Está bien … entonces, esa cosa de Colombia es … verdad. El conspiró para introducir explosivos plásticos de Guatemala a Cuba el otoño pasado, escondiéndolos en pañales, botellas de champú y … tu sabes, guatemaltecos haciendo pasar por turistas.
Posada: Más o menos verdad …
Bardach. Más o menos verdad.
Posada: No es … No es …
Bardach: No completamente.

Refiriéndose a esa parte de la transcripción, Hernández le preguntó a Bardach: “Mister Posada desmiente ahí haber introducido explosivos en Cuba desde Guatemala, pero usted le dice ‘no completamente’. ¿No es cierto que usted le está añadiendo palabras a mi cliente en esa entrevista?”

“Wrong!”, dijo Bardach con un tono parecido al sonido de una campana. “Es vergonzoso lo que usted está haciendo”. Le señaló al abogado defensor que en esa parte de la entrevista, Posada está desmintiendo un artículo que había publicado el Miami Herald el mes anterior —no su papel en la campaña de bombas en La Habana. Bardach se quejó que Hernández había descontextualizado las palabras. “Que los del jurado lean toda la entrevista, incluyendo las partes censuradas. También los tres artículos del New York Times y mis libros (Cuba Confidential y Without Fidel). Sería mucho mejor”, le dijo la testigo a Hernández.

USTED NO QUIERE ESCUCHAR LA VERDAD

El intercambio entre el abogado de Posada Carriles y la periodista se calentó aún más. Hernández alzó la voz: “¿Cómo puede usted, ante Dios como testigo, decir que mi cliente estaba orgulloso?”

Bardach le exigió respeto al abogado miamense y le pidió que no le gritara y que no siguiera con ese tono. “Usted no quiere escuchar la verdad”, le dijo Bardach a Hernández. La periodista terminó su testimonio diciendo: “Posada estaba orgulloso de lo que había hecho. Logró hasta salir en la primera página de la edición dominical del New York Times. That’s as good as it gets!”

El propósito del contra-interrogatorio es sugerirle a los integrantes del jurado que el testigo miente, pero el peligro es que el jurado piense que el abogado es tramposo, abusivo y que tergiversa la evidencia. Si eso pasa, es el abogado —y no el testigo— quien pierde toda credibilidad ante los ojos del jurado.

No hay que olvidarse que el acusado en El Paso es Luis Posada Carriles. No Ann Louise Bardach. El abogado defensor trató de enjuiciar, en vez de interrogar, a la periodista. Perdió la tabla, y le gritó. La insultó y la trató de ridiculizar.

La jueza Kathleen Cardone le preguntó al fiscal y al abogado defensor si le tenían más preguntas a Ann Louise Bardach. Ambos le dijeron que la jueza podía liberarla. Bardach se bajó del estrado. Fue directamente a los brazos de su esposo y comenzó a llorar.

EL CONEJO BLANCO Y LA INFELIZ LAGARTIJA

En vez de ayudarlo en una pesquisa hacia la verdad, las preguntas del abogado defensor eran como las galimatías del Conejo Blanco en el juicio de Alicia en el País de las Maravillas. No tenían pies ni cabeza. Tanto así que los integrantes del jurado dejaron de tomar nota. Igual que la infeliz lagartija en aquella fábula de Lewis Carroll, se dieron cuenta que la pizarra no dejaba marca y que el interrogatorio había sido un sencillo juego de palabras.

UN APARTE

Esta tarde, mientras se ventilaba el caso de Luis Posada Carriles en El Paso, falleció en Nueva York a los 78 años un gigante de la profesión, Leonard Weinglass. El abogado de los Cinco. El abogado de la Justicia.

Lenny no se hizo jurista para ganar dinero, ni para hacerse senador. Sus clientes no eran los banqueros o los narcotraficantes. Supo escogerlos. Defendió a los pobres de la tierra y a los que luchan por un mundo mejor. La vida de Lenny nos enseña que la justicia no es lo mismo que las leyes. Que contra ellas hay que luchar y que el secreto de la abogacía no es simplemente interpretarlas. Para hacer justicia, hay que cambiarlas.

¡Lenny Weinglass, Presente!

 

*José Pertierra es abogado y tiene su bufete en Washington. Representa a Venezuela en el caso de extradición de Luis Posada Carriles. Tiene su bufete en Washington DC.

Leas la Primera Parte Diario de El Paso: La forense cubana

Leas la segunda parte: Diario de El Paso: ¿Un testigo despistado o preparado?

Leas la tercera parte: Diraio de El Paso: Siguiendo la pista al denaro

Leas la cuarta parte: Diario de El Paso: Prueba el FBI las razones de Cuba

Leas la cuinta parte: Diario de El Paso: El amigo de Fabio

Leas la parte N.ro 6: Diario de El Paso: María Elvira, la Diva de la Tarde 

Leas la parte N.ro 7: Posada Carriles gana la batalla del fax

Leas la parte n.ro 8: Diario de El Paso: Las razones de Tony Álvarez

Leas la parte N.ro 9:  Diario de El Paso: El testimonio de Ann Louise Bardach

Leas la parte n.ro 10: Diario de El Paso: Bardach vs Hernandez, primer round

Leas la parte n.ro 11: Diario de El Paso: Bardach en el País de las Maravillas

Leas la parte n.ro 12: Diario de El Paso: El tango de Posada

 

 

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Ultimo aggiornamento Martedì 05 Aprile 2011 05:26  

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