Dal sito Cubadebate.cu - di José Pertierra . Traduz. TIO GIGI
Diario di El Paso: L’ignoranza dell’esperto e le 71 obiezioni della difesa (16a parte)
Diario de El Paso: La ignorancia del experto y las 71 objeciones del Fiscal

8 aprile 2011. El Paso, TX.- (articolo realizzato il 1 aprile) - L'avvocato di uno degli assassini del diplomatico cileno Orlando Letelier a Washington DC ha testimoniato oggi a favore di Luis Posada Carriles a El Paso.
José Dionisio Suárez Esquivel è stato giudicato colpevole di aver cospirato per l’assassinio di Letelier ed il suo assistente Ronnie Karpen Moffitt nel centro della capitale degli Stati Uniti il 21 settembre 1976.
Il cittadino statunitense Michael Townley, confessò di aver messo la bomba che Suarez Esquivel e il suo complice Virgilio Paz fecero poi esplodere da un auto che seguiva quella del Letelier.
Dopo aver vissuto come un fuggitivo per 14 anni, Suarez Esquivel è stato arrestato in Florida nel 1990. Ha confessato il suo ruolo nella congiura ed è stato condannato a otto anni di prigione.
Il suo avvocato Ralph E. Fernandez sostenne la nuova teoria giuridica secondo la quale fu la pioggia, e non il suo cliente a far esplodere accidentalmente il dispositivo. Tuttavia, la teoria non è passata. Il pubblico ministero non ha depositato accuse contro la pioggia, e il Tribunale ha condannato il suo cliente.
LE CONOSCENZE DELL’ESPERTO
Fernandez ha testimoniato oggi a El Paso di aver lasciato Cuba da bambino, all'età di 8 anni. Ha detto che non calpesta il suolo cubano dal 1961, ma che ha paura a testimoniare innanzi la giuria di El Paso: "Io so tutto quello che accade a Cuba. Mi viene difficile essere modesto a tal proposito. Ora lavoro come avvocato a Tampa".
La giudice Kathleen Cardone lo ha considerato come un esperto su questioni relative a Cuba e sulla falsificazione delle prove. Così l'avvocato Fernández può liberamente dire la propria opinione.
Ha anche testimoniato che l’investigatore cubano Roberto Hernandez Caballero, colui che aveva ispezionato gli alberghi fatti saltare in aria nel 1997 a L'Avana, ha falsificato delle prove nei confronti di un cliente da lui difeso a Tampa dall’accusa di aver il dirottato un aereo cubano.
LE 71 OBIEZIONI DELLA DIFESA
Il procuratore Timothy J. Reardon III si è opposto ferocemente alla testimonianza di Ralph Fernandez, chiedendo alla giudice Cardone che lo dequalificasse a semplice testimone. "E' solo un avvocato della difesa che anni fa fece un controinterrogatorio a Hernandez Caballero, difendendo un suo cliente accusato di dirottamento di un aereo cubano", ha sostenuto Reardon. La giudice ha respinto l’opposizione, permettendo la testimonianza.
Durante le 2 ore durante le quali l’avvocato difensore Rhonda Anderson ha interrogato Fernández, il procuratore Reardon si è alzato in piedi, sollevando 71 obiezioni. Reardon ha chiesto la media di quasi un’obiezione per ogni domanda che la Anderson ha fatto al testimone. La giudice Cardone ha respinto circa il 95% delle obiezioni del pubblico ministero.
Il reclamo principale di Reardon verteva sul fatto che la testimonianza non fosse pertinente a questo caso. Il dirottamento cubano non è correlato ai carichi pendenti contro Posada Carriles a El Paso, ha detto Reardon, e il testimone non ha alcuna conoscenza sulle bombe a L'Avana nel 1997. Inoltre, l'imputato in questo caso è Luis Posada Carriles e non la Repubblica di Cuba. La giudice non ha spiegato perché ha deciso di consentire la testimonianza.
L'unica volta che è stato citato il nome di Luis Posada Carriles è avvenuto durante la deposizione di Ralph Fernandez quando Reardon ha protestato contro l'irrilevanza di quanto detto dall'avvocato di Tampa
LO SPIONE
Il testimone ha sbalordito la giudice, gli avvocati, i procuratori e la giuria, poiché senza che nessuno glielo avesse chiesto, ha confessato d’essere un informatore della FBI. Un delatore. "Ho lavorato con l'intelligence statunitense rappresentando nello stesso tempo anche il mio cliente, perché pensavo che ci fossero interessi comuni", ha detto Fernandez. L’avvocato di Tampa non ha spiegato se, prima di fornire informazioni per la FBI, avesse chiesto il permesso al suo cliente.
“I miei protettori sono quelli dell'FBI", ha aggiunto il testimone orgogliosamente, continuando con "Il mio protettore è l'agente della FBI che mi comanda". Quando l'avvocato Anderson ha chiesto a proposito di una lettera ricevuta dal suo protettore della FBI, Fernandez si è voltato verso la giuria, lasciando cadere una frase tentatrice: "Entriamo ora in questioni aventi a che fare con la sicurezza nazionale"
Abbiamo solo potuto capire che la lettera iniziava con un -Caro Ralph -. La giudice ha chiesto un sidecar (riunione privata) con gli avvocati e i procuratori. Hanno parlato in privato e quando la Anderson ha ripreso l’interrogatorio, non è stato è chiesto più niente più sulla lettera della FBI.
Ma questo testimone ha divulgato segreti, anche se non richiesti. Spontaneamente ha detto che il suo cliente, Adel Regalado, ha collaborato con il procuratore Caroline Heck Miller a Miami per condannare i Cinque Eroi Cubani. "Regalado era una fonte, questo non è stato divulgato prima", ha detto Fernandez come se fosse un attore di una telenovela.
Una rilettura rapida ai giornali dell‘epoca, tuttavia, mostra che Fernandez ha rivelato lo stesso segreto a un giornale della Florida nel 2002. Fernandez dichiarò al giornale che un procuratore di Miami aveva detto al giudice dell'immigrazione che Regalado aveva informazioni sui Cinque Eroi utili agli Stati Uniti.
FRATELLI AL RISCATTO
La giudice Cardone ha permesso a Fernández di fare dichiarazioni circa l’abbattimento degli aerei dei Fratelli al Riscatto (Hermanos al Rescate) del 1996. "Cuba ha presentato prove false, cercando di affermare che gli abbattimenti si sono verificati in acque territoriali cubane", disse Fernandez , ammettendo di aver difeso anche José Basulto, capo della Fratelli al Riscatto.
Fernandez ha raccontato sui lavori umanitari dei Fratelli al Riscatto, ma non ha menzionato gli atti di violenza commessi contro Cuba da José Basulto.
CI SONO FILMATI DI TURISTI MENTRE FANNO PIPI’, RACCONTA L’ESPERTO.
Ralph Fernandez ha detto che sapeva tutto di Cuba, e ha detto alla giuria che il governo comunista di Castro filma tutti gli stranieri che visitano l'isola, anche quando fanno i bisogni in bagno. Su tale dichiarazione, l'avvocato della difesa ha colto l'occasione per chiedere testimonianza sugli alberghi a L'Avana.
Suppongo che, nonostante non si parli di questo da giorni a El Paso, la giuria ancora si ricordi che l'imputato si chiama Luis Posada Carriles, e che ha tre accuse relative alla falsa testimonianza commessa quando ha negato di essere coinvolto nelle bombe esplose negli hotel a Cuba nel 1997. L'ispettore cubano aveva testimoniato in precedenza che Cuba non ha i video delle esplosioni che si sono verificate in quella data.
"Sapete se Cuba video registra negli alberghi?" gli ha chiesto l'avvocato Anderson.
La risposta è stata degna della filosofia del non senso che propugna il Cappellaio Matto in Alice nel paese delle meraviglie. Ha detto Fernandez : "Non è così diverso da come è in tutto il mondo. Tutto è registrato a Cuba, secondo la nostra intelligence".
Con la faccia come a dire: "cosa ha detto?" Reardon ha protestato invano per tre volte, ma la giudice ha permesso a Fernandez di terminare il suo racconto sulle abitudini video cubane. "I bagni, cucine, tutto è registrato a Cuba", ha concluso.
Il testimone non ha detto quante videocamere vi fossero sull'isola per registrare in tutti i bagni, cucine e in tutti gli angoli del paese. Ho pensato che con tutte queste registrazioni l'Istituto Cubano di Radio e Televisione (ICRT) potrebbe ampliare la propria programmazione televisiva e offrire una maggiore scelta alla popolazione. Almeno su alcuni episodi relativi alle abitudini dei turisti a Cuba.
Il procuratore è rimasto stordito. "Io non so nemmeno da dove cominciare con questa obiezione", ha detto alla giudice Cardone. Non avrebbe dovuto arrabbiarsi. La giudice ha respinto seccamente la sua richiesta, permettendo al testimone di pontificare su come i comunisti registrano i turisti mentre fanno pipì.
La giudice era sconvolta, ma non per la testimonianza del testimone. Ha minacciato il procuratore con un: "Sono molto vicina a sanzionarla signor Reardon." Il procuratore chiha chiesto ese scusa, continuando però a protestare per tutto il resto dell'interrogatorio di Fernandez.
UNA OPINIONE SU HERNANDEZ CABALLERO.
"Che opinione ha su Roberto Hernandez Caballero?", ha chiesto l'avvocato di Posada Carriles. Dopo un altro inutile tentativo di protesta del pubblico ministero, il testimone ha detto "Hernandez Caballero fa qualsiasi cosa che serva all’interesse di Cuba".
Con questa affermazione l’avvocato Anderson, ha finito di interrogare il testimone.
"SONO ORGOGLIOSO DI ESSERE AMERICANO"
E' poi arrivato il turno di Reardon di fare le domande. "E’ favorevole ad assassinare Fidel Castro?" ha chiesto.
"No. Io voglio che viva altri 20 anni debilitato, perché paghi così per tutto ciò che ha fatto", ha detto Fernandez. "Voglio che il mondo lo veda indebolito, perché Castro è il padre fondatore del terrorismo", ha detto l'avvocato dell'omicida di Orlando Letelier.
Reardon gli ha chiesto qual è la causa che lui difende. Fernandez ha risposto immediatamente con orgoglio, "in primis la libertà di Cuba, e in secondo luogo, la sicurezza degli Stati Uniti. Non si può essere un buon cubano, se non sei un buon americano (riferendosi agli statunitensi e non gli abitanti del continente)". Egli ha spiegato che se vi fosse alcun conflitto tra la libertà di Cuba e la sicurezza degli Stati Uniti, sceglierebbe la seconda. “Sono orgoglioso di essere americano" ha dichiarato il testimone. Non so se gli Stati Uniti sono così orgogliosi di Ralph Fernandez.
Ricordando che Fernandez aveva detto di conoscere "la maggior parte di ciò che sta accadendo a Cuba", Reardon gli ha mostrato una foto dell'hotel Copacabana. "E' un edificio che non ho mai visto prima", ha detto l'esperto.
Reardon: "Avete conoscenza personale sulle videocamere montate in quest’albergo?" Fernandez ha cercato di spiegare che a lui era stato detto così, e Reardon ha insistito sul fatto che la domanda era strettamente limitata a ciò che egli aveva testimoniato: "No, il testimone deve rispondere".
"Non sono mai stato lì". Con questa ammissione d’ignoranza finì la testimonianza dell’ esperto .
IL TESTIMONE HONDUREGNO
La difesa ha citato poi Fernando Lardizabal come prossimo testimone. Ufficiale delle forze navali honduregne negli anni ‘80, Lardizabal ha ammesso di avere alcune informazioni relative agli attentati a L'Avana del 1997.
Reardon ha chiesto che la giudice respingesse tutte le testimonianze di Lardizabal come del tutto irrilevanti. Naturalmente, la giudice Cardone ha rifiutato la richiesta del pubblico ministero, permettendo all’honduregno di dichiarare che Posada Carriles è stato un "alto ufficiale dell'intelligence statunitense e che ha combattuto in nome degli Stati Uniti negli anni 80 in America Centrale".
Ha detto che Posada Carriles ha rappresentato la CIA in diversi incontri ad alto livello in Honduras, e che era responsabile per la fornitura dei Contras in Nicaragua durante quel decennio. "Posada Carriles è stato nella CIA", disse Lardizabal.
LA STRATEGIA DIFENSIVA
Perché tanta voglia da parte della difesa di far uscire la storia di Posada Carriles nella CIA? L'avvocato Arturo Hernández sta minacciando di raccontare tutto da quando questo caso è iniziato, e l'accusa ha condotto una dura battaglia contro la declassificazione di alcuni documenti delicati .
Questo pomeriggio, l'accusa ha presentato una mozione riservata preparata da tre giorni sulle informazioni che la difesa chiede siano declassificate.
Il procuratore Behling si oppone alla declassificazione, e lo ha chiesto alla giudice, ma non l'avvocato di Luis Posada Carriles.
Le testimonianze di Ralph Fernandez e Fernando Lardizabal sono destinate a ricordare alla giudice e ai pubblici ministeri che Posada sa molto. E che se continuano a pressarlo, è in grado di rivelare alcuni segreti della CIA che gli Stati Uniti non intendono raccontare. Ralph Fernandez ha chiarito che pure lui sa molto, e che sembra essere ansioso di raccontare.
Finora, la difesa non ha contestato quanto stabilito dalle prove e le testimonianze dei testimoni della difesa.
Bombe esplosero in importanti hotels a L’Avana nel 1997, una delle quali uccise Fabio di Celmo il 4 settembre 1997 nell’hotel Copacabana.
Posada Carriles sotto giuramento disse ad un giudice dell’immigrazione ed a vari funzionari dell’Immigrazione che lui non è responsabile in quella catena delle bombe.
Posada Carriles confessò al New York Times di esser stato la mente di queste azioni terroristiche e che ricevette pure finanziamenti dal New Jersey per condurre la campagna contro l'industria turistica cubana nel 1997.
Vedremo se la difesa pensa di confutare le prove dell'accusa, o se la giuria passerà i prossimi giorni ad ascoltare l'avvocato della difesa demonizzare Cuba cercando di santificare Posada, mentre minaccia di svelare gli scheletri nell’armadio che esistono a Langley (sede della CIA).
* José Pertierra è un avvocato e ha il suo ufficio a Washington. Rappresenta il Venezuela nel caso di estradizione di Luis Posada Carriles.
Leggi la 1a Parte Diario di El Paso: Il medico legale cubano
Leggi la 2a parte: Diario di El Paso: Un testimone incompetente o preparato?
Leggi la 3a parte: Diario di El Paso: Seguendo la pista del denaro
Leggi la 4a parte: Diario di El Paso: La FBI prova le ragioni di Cuba
Leggi la 5aparte: Diario di El Paso: L’amico di Fabio
Leggi la 6aparte: Diario di El Paso: Maria Elvira, la Diva del pomeriggio
Leggi la 7aparte: Diario di El Paso: a Posada Carriles la battaglia del fax
Leggi l'8a parte: Diario di El Paso: le ragioni di Tony Álvarez
Leggi la 9a parte: Diario di El Paso: La testimonianza di Ann Louise Bardach
Leggi la 10a parte: Diario di El Paso: Bardach contro Hernandez, primo round
Leggi l'11a parte: Diario di El Paso: La Bardach nel paese delle meraviglie
Leggi la 12a parte: Diario di El Paso: Il tango di Posada
Leggi la 13a parte: Diario di El Paso: Porte battenti
Leggi la 14a parte: Diario di El Paso: Il racconto di Otto Reich
Leggi la 15a parte: Diario di El Paso: Il testimone di María Elvira, dal vivo!
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Por José Pertierra - abril 1, de 2011 El Paso, TX.- El abogado de uno de los asesinos del diplomático chileno, Orlando Letelier, en Washington, D.C. testificó hoy a favor de Luis Posada Carriles en El Paso.
José Dionisio Suárez Esquivel fue condenado por conspirar para asesinar a Letelier y a su asistente Roni Karpen Moffitt en el centro de la capital estadounidense el 21 de septiembre de 1976. El ciudadano de los Estados Unidos, Michael Townley, confesó haber puesto la bomba que Suárez Esquivel y su cómplice Virgilio Paz detonaron desde el automóvil que conducían detrás del de Letelier.
Después de vivir como un fugitivo por 14 años, Suárez Esquivel fue arrestado en la Florida en 1990. Confesó el papel que jugó en la conspiración y fue condenado a ocho años de prisión. Su abogado Ralph E. Fernández sostuvo la novedosa teoría legal que la lluvia —y no su cliente— detonó accidentalmente el artefacto. Sin embargo, la teoría no prosperó. La fiscalía no presentó cargos contra la lluvia, y el tribunal condenó a su cliente.
LOS CONOCIMIENTOS DEL EXPERTO
Fernández testificó hoy en El Paso que salió de Cuba de niño, a los 8 años. Dijo no haber pisado territorio cubano desde 1961, pero se atrevió a declararle al jurado en El Paso: “Conozco todo lo que pasa en Cuba. Me es difícil ser modesto sobre eso”. Ahora ejerce la abogacía en Tampa.
La Jueza Kathleen Cardone lo calificó como un experto en asuntos relacionados con Cuba y con la falsificación de evidencia. Así el abogado Fernández pudo ventilar sus opiniones libremente. También testificó que el investigador cubano, Roberto Hernández Caballero, que inspeccionó los hoteles que fueron atacados con bombas en 1997 en La Habana, falsificó evidencia contra un cliente que defendió Fernández en Tampa ante cargos federales de que había secuestrado un avión cubano.
LAS 71 OBJECIONES DEL FISCAL
El fiscal Timothy J. Reardon III se opuso furiosamente al testimonio de Ralph Fernández, y le pidió a la jueza Cardone que lo descalificara como testigo. “Es simplemente un abogado defensor que hace años le hizo un contra-interrogatorio a Hernández Caballero, defendiendo a un cliente suyo que fue acusado del secuestro de un avión cubano”, argumentó Reardon. La jueza rechazó su reparo y permitió el testimonio.
Durante las 2 horas que la abogado defensora, Rhonda Anderson, interrogó a Fernández, el fiscal Reardon se levantó y planteó 71 objeciones. Reardon hizo casi un reparo por cada pregunta que Anderson le realizó al testigo. La jueza Cardone desestimó aproximadamente 95% de las protestas del fiscal.
La queja principal de Reardon fue que el testimonio del testigo es totalmente irrelevante a este caso. El secuestro del avión cubano no está relacionado con los cargos pendientes en El Paso contra Posada Carriles, dijo Reardon, y el testigo no tiene conocimiento alguno sobre las bombas que estallaron en La Habana en 1997. Además, el acusado de este caso es Luis Posada Carriles y no la República de Cuba. La jueza no explicó las razones por las cuales decidió permitir el testimonio.
La única vez que se mencionó el nombre y el apellido de Luis Posada Carriles durante el testimonio de Ralph Fernández fue cuando Reardon lo hizo para protestar la irrelevancia de las declaraciones del abogado de Tampa.
EL SOPLON
El testigo asombró a la jueza, a los abogados, a los fiscales y al jurado, cuando sin que le preguntaran confesó ser un informante del FBI en la Florida. Un soplón. “Yo colaboré con la inteligencia estadounidense aún mientras representaba a mi cliente, porque pensé que existían intereses comunes”, declaró Fernández. El abogado de Tampa no explicó si, antes de proveerle información al FBI, le pidió permiso a su cliente.
“Mis encargados son del FBI”, dijo orgullosamente el testigo. “El encargado es el agente del FBI que lo dirige a uno”, añadió. Cuando la abogada Anderson le preguntó sobre una carta que recibió de su encargado en el FBI, Fernández se le viró al jurado y dejó caer una frase tentadora: “Entramos ahora en asuntos que tienen que ver con la seguridad nacional del país”.
Solo nos pudimos enterar de que la carta comienza Dear Ralph —querido Ralph. La jueza pidió un sidebar con los abogados y fiscales. Conversaron privadamente y cuando Anderson reanudó el interrogatorio, no le volvió a preguntar de la carta del FBI.
Pero este testigo divulgaba secretos, aunque no se lo pidieran. Espontáneamente reveló que su cliente, Adel Regalado, colaboró con la fiscal Caroline Heck-Miller en Miami para condenar a los Cinco cubanos. “Regalado era un asset [una fuente]. Esto no se ha divulgado anteriormente”, contó Fernández como si fuese un actor en una telenovela.
Un rápido rastreo de los periódicos de la época, sin embargo, muestra que Fernández reveló el mismo secreto a un diario de la Florida en el año 2002. Fernández declaró al periódico que un fiscal de Miami le dijo al juez de inmigración que Regalado tenía información sobre los Cinco que le era útil a los Estados Unidos.
LOS HERMANOS AL RESCATE
La Jueza Cardone permitió que Fernández hiciera declaraciones sobre el derribo de los aviones de Hermanos al Rescate en 1996. “Cuba presentó evidencia que había sido falsificada, tratando de establecer que el derribo ocurrió sobre aguas territoriales cubanas”, dijo Fernández y admitió también haber representado a José Basulto —la cabeza de Hermanos al Rescate.
Fernández contó sobre las supuestas obras humanitarias de Hermanos al Rescate, pero omitió mencionar las acciones violentas contra Cuba cometidas por José Basulto.
HAY VIDEOS DE LOS TURISTAS HACIENDO PIPÍ, DICE EL EXPERTO
Ralph Fernández dijo que sabía de todo sobre Cuba, y le contó al jurado que el gobierno comunista de Castro filma a todos los extranjeros que visitan a la isla, incluso cuando están haciendo sus necesidades en el baño. Al escuchar esa declaración, la abogada defensora aprovechó para preguntarle al testigo sobre los hoteles en La Habana.
Supongo que, a pesar de que hace días no se habla de eso en El Paso, el jurado todavía se acuerda de que el acusado se llama Luis Posada Carriles, y que tiene tres cargos relacionados al perjurio que cometió cuando desmintió estar involucrado en las bombas que explotaron en los hoteles de Cuba en 1997. El inspector cubano había testificado anteriormente que Cuba no tiene videos de las explosiones que ocurrieron en esa fecha.
“¿Sabe usted si Cuba graba videos en los hoteles?”, preguntó la abogada Anderson.
La respuesta fue digna de la filosofía del sinsentido que expone el Sobrero Loco en Alicia en el País de las Maravillas. Declaró Fernández: “No tan diferente de todos lados que es en todos lados. Todo es grabado en todos lados en Cuba, de acuerdo a nuestra inteligencia”.
Con cara de “¿qué dijo?”, Reardon protestó inútilmente tres veces, pero la jueza permitió que Fernández terminara su narrativa sobre las costumbres videográficas cubanas. “Los baños, las cocinas, todo es grabado en Cuba”, concluyó.
El testigo no explicó cuantas cámaras de video hay en la isla para poder grabar en todos los baños, cocinas y todos los rincones del país. Pensé que con todas esas grabaciones el Instituto Cubano de Radio y Televisión (ICRT) bien pudiese ampliar su programación televisa y ofrecerle más variedad a la población. Por lo menos algunos episodios sobre las costumbres de los turistas en Cuba.
El fiscal estaba atónito. “No sé ni por dónde comenzar con esta objeción”, le dijo a la jueza Cardone. No tenía que haberse molestado. La jueza tajantemente rechazó su queja y dejó que el testigo pontificara sobre cómo los comunistas acostumbran a grabar a los turistas haciendo pipí.
La jueza se molestó, pero no con el testimonio del testigo. Amenazó al fiscal. “Estoy muy cerca de imponerle sanciones, Sr. Reardon”. El fiscal se disculpó, pero siguió protestando durante el resto del interrogatorio de Fernández.
UNA OPINION SOBRE HERNANDEZ CABALLERO
“¿Tiene usted alguna opinión sobre Roberto Hernández Caballero?” preguntó la abogado de Posada Carriles. Después de otra inútil protesta más de parte del fiscal, el testigo dijo: “Hernández Caballero hace cualquier cosa que sirva los intereses de Cuba”.
Con esa declaración terminó la abogada Anderson de interrogar a su testigo.
“I AM PROUD TO BE AN AMERICAN”
Le tocó al fiscal Reardon hacer las preguntas. “¿Apoya usted que asesinen a Fidel Castro?” preguntó.
“No. Quiero que viva 20 años más para verlo debilitado, para que pague por todo lo que ha hecho”, dijo Fernández. “Quiero que el mundo lo vea debilitarse, porque Castro es el padre fundador del terrorismo”, añadió el abogado del asesino de Orlando Letelier.
Reardon le preguntó cuál es la causa por la cual él aboga. Fernández inmediatamente respondió orgullosamente, “primero la libertad de Cuba, y segundo la seguridad de los Estados Unidos. Uno no puede ser un buen cubano, si no es un buen americano [refiriéndose a los estadounidenses y no a los habitantes del continente]”. Explicó que si existiera algún conflicto entre la libertad de Cuba y la seguridad de los Estados Unidos, él escogería lo último. “I am proud to be an American” [estoy orgulloso de ser un americano], declaró el testigo. No sé si los Estados Unidos está tan orgulloso de Ralph Fernández.
Recordando que Fernández había declarado conocer “casi todo de lo que pasa en Cuba”, Reardon le mostró una foto del hotel Copacabana. “Es un edificio que nunca he visto anteriormente”, dijo el experto.
“¿Tiene usted conocimiento personal de que hay cámaras de video monitoreando en ese hotel?” preguntó el fiscal. Fernández trató de explicar que le habían contado que sí, y Reardon insistió que la pregunta está estrictamente limitada a lo que él ha presenciado. “No”, tuvo que responder el testigo. “Nunca he estado ahí”.
Con esa admisión de ignorancia terminó el testimonio del experto.
EL TESTIGO HONDUREÑO
La defensa entonces citó a Fernando Lardizábal como su próximo testigo. Un oficial de la fuerza naval hondureña en los años 80, Lardizábal admitió no tener ninguna información sobre las bombas que estallaron en La Habana en 1997.
Reardon pidió que la jueza desestimara todo el testimonio de Lardizábal como completamente irrelevante. Por supuesto la jueza Cardone rechazó el pedido del fiscal, y permitió que el hondureño declarara que Posada Carriles era un “alto oficial de la inteligencia estadounidense que luchó en nombre de los Estados Unidos en los años 80 en Centro América”.
Dijo que Posada Carriles representó a la CIA en varias reuniones de alto nivel en Honduras, y que estuvo encargado de suministrar a los Contras de Nicaragua durante esa década. “Posada Carriles estaba en la CIA”, declaró Lardizábal.
LA ESTRATEGIA DE LA DEFENSA
¿Por qué tanto afán de la defensa de sacar el historial en la CIA de Posada Carriles? El abogado Arturo Hernández viene amenazando con contarlo todo desde que este caso comenzó, y la fiscalía ha luchado a capa y espada contra la desclasificación de ciertos documentos delicados.
Esta tarde, la fiscalía presentó una moción confidencial que preparó hace tres días sobre información que la defensa pide que sea desclasificada. La fiscal Behling se opone a la desclasificación, e incluso se la ha ofrecido a la jueza —pero no al abogado de Luis Posada Carriles.
Los testimonios de Ralph Fernández y Fernando Lardizábal tienen como propósito recordarle a la jueza y a la fiscalía que Posada sabe mucho. Que si siguen presionándolo, es capaz de divulgar algunos secretos de la CIA que Estados Unidos no quiere que cuente. Ralph Fernández dejó muy claro que él también sabe mucho, y parece tener muchas ganas de contarlo.
Hasta ahora, la defensa no ha rebatido lo establecido por la evidencia y los testimonios de los testigos de la defensa.
Bombas explotaron en importantes hoteles en La Habana en 1997, una de las cuales mató a Fabio Di Celmo el 4 de septiembre de 1997 en el Hotel Copacabana.
Posada Carriles le dijo bajo juramento a un juez de inmigración y a varios oficiales de Inmigración que él no estuvo involucrado en esa cadena de bombas.
Posada Carriles le confesó al New York Times haber sido el autor intelectual de esas acciones terroristas, y que incluso recibió financiamiento de New Jersey para llevar a cabo la campaña contra la industria turística cubana en 1997.
Veremos si la defensa piensa rebatir la evidencia de la fiscalía, o si el jurado se pasará los próximos días escuchando al abogado defensor demonizar a Cuba para tratar de santificar a Posada, mientras sigue amenazando con destapar los esqueletos que hay en Langley.
*José Pertierra es abogado y tiene su bufete en Washington. Representa a Venezuela en el caso de extradición de Luis Posada Carriles. Tiene su bufete en Washington DC.
Leas la Primera Parte Diario de El Paso: La forense cubana
Leas la segunda parte: Diario de El Paso: ¿Un testigo despistado o preparado?
Leas la tercera parte: Diraio de El Paso: Siguiendo la pista al denaro
Leas la cuarta parte: Diario de El Paso: Prueba el FBI las razones de Cuba
Leas la cuinta parte: Diario de El Paso: El amigo de Fabio
Leas la parte N.ro 6: Diario de El Paso: María Elvira, la Diva de la Tarde
Leas la parte N.ro 7: Posada Carriles gana la batalla del fax
Leas la parte n.ro 8: Diario de El Paso: Las razones de Tony Álvarez
Leas la parte N.ro 9: Diario de El Paso: El testimonio de Ann Louise Bardach
Leas la parte n.ro 10: Diario de El Paso: Bardach vs Hernandez, primer round
Leas la parte n.ro 11: Diario de El Paso: Bardach en el País de las Maravillas
Leas la parte n.ro 12: Diario de El Paso: El tango de Posada
Leas la parte n.ro 13: Diario de El Paso: Puertas batientes
Leas la parte n.ro 14: Diario de El Paso: El cuento de Otto Reich
Leas la parte n.ro 15: Diario de El Paso: El testigo de María Elvira, Live!






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