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JUAN MILLET RODRÍGUEZ, PREMIO PROVINCIALE PER IL MEDIO AMBIENTE, HOLGUÍN 2011

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Di/Por ERNESTO MASTRAPA - trad.  Stefano Guastella- Foto/fotos: Juan Millet

JUAN MILLET RODRÍGUEZ, PREMIO PROVINCIALE PER IL MEDIO AMBIENTE, HOLGUÍN 2011

JUAN MILLET RODRÍGUEZ, PREMIO PROVINCIAL DE MEDIO AMBIENTE, HOLGUÍN 2011

Millet

  Holguín - 31/07/11 - Grazie al Master in scienze  Ernesto Mastrapa Velázquez, Specialista del CITMA provinciale di Holguín (Il Ministero di Scienza, Tecnologia e Medio Ambiente di Cuba), giunge a Quintavenida questo bellissimo articolo, realizzato dallo stesso Ernesto e dedicato Juan Millet Rodríguez, un uomo semplice, che vive a Holguín, ma che ha realizzato un fantastico giardino botanico nei pressi della Comunità “Hermanos Aguilera”, del Reparto Pedro Díaz Coello, che lo ha portato a ricevere il prestigioso premio provinciale per il Medio Ambiente lo scorso 5 giugno 2011. Questa è la sua storia...

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 Alcune Foto del giardino creato da Millet
- Quando l’ho conosciuto, più di 10 anni fa, mi sono reso conto che ero di fronte a una persona diversa. Ho percepito in lui quella strana mescolanza tra l’uomo pratico e quello sognatore che fa grande gli uomini. Perché quale altra cosa fanno gli uomini pratici, se non lottare e ralizzare i propri sogni?

Questo è esattamente ciò che distingue quest’uomo, congedatosi con il grado di Tenente Colonnello, una volta compiuto il suo dovere come militare e che secondo quanto dice lui stesso, ha trovato nelle piante ornamentali, prima, e nelle piante in generale successivamente, un modo diverso di vedere la vita. Dalle sue mani cresce la vita stessa, come trasformando in realtà l’evocazione del poeta che ci racconta del fango trasformato in  meraviglia.  
Millet non ha trovato nelle piante solo un modo di vivere, molto presto si è reso conto che la sua relazione con queste, sarebbe andata oltre al semplice fatto di raccogliere il frutto del lavoro ottenuto con il suo sudore.
Ubicato  nella Comunità “Hermanos Aguilera”, del Reparto Pedro Díaz Coello, il Giardino “Las Aralias” come lui lo ha chiamato, nacque nel febbraio del 1998,in un terreno destinato alla costruzione della circonvallazione della città di Holguín e che, all’arrivo del periodo speciale e una volta sospesa l’opera , presentava un aspetto ambientale deplorevole: popolato da piante di marabù (Dichrostachys cinerea)e da altre erbacce, il suolo degradato per l’estrazione dello strato di terra vegetale.  

giardino millet ieri Il giardino oggi
 Il giardino ieri e oggi

Millet ebbe la felice idea di fare dei lavori di miglioramenteo del suolo, per poter creare un giardino per la coltivazione di piante ornamentali, alberi da legno e da frutta. Insieme al suo amico Tomás Mayo Acosta chiusero l’area, pulirono il terreno dai  marabú e seminarono le piante che successivamente avrebbero permesso la riproduzione. Praticò dei fori nel suolo pietroso e li riempì con materiale organico. Costruì pergolati di piante rampicanti come ornamento e maracuyá (Passiflora edulis – Frutto della Passione) per ombreggiare le aiuole, mentre nel frattempo crescevano gli alberi per questo fine. Tutti i tipi di pratiche agro ecologiche furono applicate: barriere vive con piante, barriere morte utilizzando  tronchi e pietre ottenuti nel processare la terra vegetale, durante il riempimento dei buchi e posizionare le aiuole in maniera perpendicolare all’inclinazione del terreno. Tutto questo per un unico obiettivo: evitare l’erosione del suolo e contribuire alla sua conservazione. Inoltre, l’uso della lombricoltura, con la conseguente applicazione di humus, la produzione del compost a partire dal fogliame degli alberi e i residui di materiale genetico utilizzato durante la preparazione delle talee, ha contribuito al miglioramento del suolo e ai substrati impiegati per la coltivazione delle piante. Millet raccoglie tutti i semi che cadono, secondo quanto permesso dalla stagione. Ogni nuova specie aggiunta al giardino, ha la sua storia, è stata comprata o scambiata con i semi di un altro giardino, in una casa particolar, nel territorio di Holguín o in altre provincie.

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Quando si inizia un’opera nella quale non di ha molta esperienza, è molto difficile avanzare senza tenere molteplici contrattempi, però se oltre a questo, non si può contare neppure sulle conoscenze di base indispensabili, allora gli obiettivi sono ancora più difficili da ottenere. Tutto questo è successo a Millet, così come egli stesso manifesta e da alcuni suggerimenti perché altre persone non incorrano nei suoi stessi errori:  
…Una persona può eseguire le cose in una maniera, che poi successivamente, quando acquisisce esperienza, deve rettificare, prima di iniziare a costruire il giardino, dobbiamo chiederci: Su che area possiamo contare? Qual’è la qualità del suolo? Il terreno è inclinato? Da dove nasce il sole? Quali alberi e edifici faranno ombra? Qual è la fonte e la qualità dell’acqua con la quale irrigherò? L’obiettivo è che con le risposte a queste domande, vado a decidere dove posizionare le piante che necessitano più ombreggiatura e quelle che necessitano più sole, dove posizionare le barriere, vive o morte, se posso realizzare il giardino in una sola volta o per parti, avere l’idea della crescita che avrà ciascuna pianta, seguendo la sua classificazione: albero, arbusto, erbacea o rampicante, per poter mettere in questo modo le più grandi nel fondo e le più piccole davanti; non mettere una pianta che richiede poca acqua insieme ad una che ne richiede molta…

Per vincere la difficoltà di non poter contare sulla formazione di base per il lavoro che si è proposto di fare, Millet si è convertito in maniera autodidatta in un gran conoscitore degli elementi essenziali dell’agricoltura: botanica e biologia, oltre ad altre scienze del campo.  Oggi sono comuni nei suoi slang, i nomi scientifici delle piante che custodisce nel giardino. Secondo Millet “...i libri su questa materia, non erano e non sono abbondanti, ho iniziato imparando il dizionario botannico dei nomi volgari scritto dal  Dr. Juan Tomás Roig, che anche se a molti pare antiquato, per me è stato di una importanza straordinaria, per avermi fatto addentrare nella conoscenza dei nomi volgari e, attraverso di questi, ai nomi scientifici. Per colui che non è abituato ai termini botanici, è di grande aiuto il dizionario botanico P. Font Quer e il trattato di Botanica; ad esempio, se descrivendo una pianta, Roig dice che ha foglie ‘acuminate’, attraverso il dizionario so che questo tipo di foglia termina a punta, se dice che è ‘glabra’, vuol dire che non ha pelo o peluria, se la foglia è  ‘pelosa’ è l’esatto contrario e così ho iniziato a familiarizzare con questi termini.  Ci sono piante che, in differenti luoghi, ricevono nomi diversi mentre, in altri casi, si da lo stesso nome a diverse piante, per questo è importante attenersi alla descrizione per sapere qual è la pianta che abbiamo in realtà…

Sono innumerevoli le tecniche agro-ecologiche raccolte dalle sue molteplici visite a tutti quei siti che risultano essere attrattivi per il suo interesse, sia nei luoghi vicini, che nei luoghi più lontani, fuori dal perimetro della  sua provincia. E dopo aver studiato le tecniche, Juan le applica. Con molta cura identifica le piante, avvalendosi di tutti i suoi mezzi a disposizione e riesce ad arrivare velocemente all’obiettivo che gli interessa: la stessa pianta, o le conoscenze scoperte riguardo alle tecniche di coltivazione, oppure tutte e due le cose.
Rispetto alle sue erudizioni su questi temi, esprime con il suo caratteristico humor: “...A volte mi chiedono se sono un botanico e gli rispondo che sono uno sfacciato…” (letteralmente “soy un fresco…”)
In questa maniera, è cresciuto il suo patrimonio, sia sulla ricchezza vegetale che conserva, come nel sapere cosa e come fare le cose. Non c’è un luogo che visiti e da dove non ritorni con qualcosa di nuovo per il suo giardino, se non nella sua mano, sicuramente almeno nella sua mente. 

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Il lavoro realizzato da Millet, ha propiziato benefici palpabili dal punto di vista medio ambientale, con l’incremento del numero di specie: oltre 500 di tipo ornamentale, 75 esemplari da frutta e 80 esemplari da legno, tra le quali sono incluse le 42 specie appartenenti a un Bosco Martiano e a un’ampia collezione di Bonsai. Inoltre, va tenuto conto del miglioramento sull’ordine estetico ed economico. In tutto il lavoro realizzato, Millet ha messo una enfasi particolare sulla cura del circondario, con stretta relazione quindi con la comunità, attraverso innumerevoli azioni per l’educazione medio ambientale. Oltre a  conservare al suo interno un ricco patrimonio vegetale, l’area serve anche da rifugio a innumerevoli specie animali come uccelli, rettili, anfibi etc.  

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Il giardino di Millet, è servito come sede di corsi e incontri ai membri del Gruppo degli amanti della Botanica, e per l’educazione ambientale della comunità, con la quale il vincolo si è sviluppato attraverso giornate di riforestazione, attività per le giornate del medio ambiente, donazioni di piante a diversi centri e  istituzioni, di fronte all’avvenimento di disastri naturali e ad altre iniziative.

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 Sul mio primo incontro con questo uomo di puro ottimismo,avvenuto  intorno al 2001 mentre io stavo lavorando nel laboratorio di Biotecnologia del CITMA, che allora era ubicato all’interno dell’Istituto Superiore Pedagogico “José de la Luz y Caballero”, vicino al suo giardino, Millet commenta:
…in una occasione venne a trovarmi (si riferisce a Ernesto Mastrapa, autore dell’articolo) per coordinare con me una lezione pratica per gli alunni di un corso di specializzazione che stavano frequentando sulle piante ornamentali. Io preparai tutte le condizioni che ritenni necessarie come base materiale per il loro studio:   semi, talee, bulbi, rizomi, stoloni e altro. Per la propagazione delle piantine: coltelli, gemme, modelli e tutto il necessario per innestare. Quando arrivò il giorno della lezione, andai a consegnare il materiale preparato e lui mi disse- No, è lei che farà la lezione, adesso siamo tutti suoi alunni-. Tutti riuscì bene e da li nacque una grande amicizia; Mastrapa è stato colui che mi ha parlato dei Congressi, mi ha portato la Convocazione per il XII Congresso Internazionale dell’INCA e mi ha aiutato a preparare la mia relazione, che è stata accettata poi sotto forma di poster…

Dopo questo evento, Millet ha preso entusiasmo e ha partecipato a molteplici esposizioni, laboratori, eventi provinciali e nazionali, dove ha presentato le sue esperienze, scambiato le sue idee con altri e imparato. Forse questo è stato il migliore apporto che gli abbiamo potuto dare. Nel recente evento provinciale, che ha preceduto la VIII edizione del Convegno Internazionale del Medio Ambiente, a fine 2010, il suo lavoro è stato selezionato, tra gli oltre 60 presentati a questo livello, e poi scelto dalla giuria nazionale per rappresentare la provincia di Holguín nell’evento internazionale di Luglio 2011.

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 A sinistra: Ernesto Mastrapa al centro del banco, durante l'esposizione di Millet nel Preconvegno sul Medio  Ambiente, Holguin, dicembre 2010 - a destra: Millet nella VIII  edizione del Convegno sul Medio Ambiente, Palazzo dei Convegni Luglio 2011


Come riconoscimento al suo lavoro nel Programma di Agricoltura Urbana, gli sono stati offerti riconoscimenti come candidato a Referenza Nazionale, nel 2001 e nel 2003, e a Eccellenza Nazionale nel 2004. Nel 2005 ha ricevuto un riconoscimento dalla ACTF, per aver ottenuto buoni risultati nei 30 percorsi del gruppo nazionale dell’agricoltura urbana.

L’anno 2011 è stato prodigo di riconoscimenti al suo lavoro e forse uno dei più edificanti è stato quello di aver proposto Millet, da parte della ACTAF, per il Premio Provinciale del Medio Ambiente, massimo riconoscimento che offre il CITMA nella tematica medio ambientale a questo livello, che poi è diventato realtà nell’Atto Provinciale nella Giornata del Medio Ambiente. In questo stesso giorno gli è stato assegnato inoltre, un riconoscimento  dell’ACTAF “per il suo fermo impegno nella protezione del nostro pianeta”, che gli è stato consegnato sempre durante l’Atto per la Giornata del Medio Ambiente, che si è svolta nel Ministero dell’Agricoltura, lo scorso 5 giugno.

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Millet ritira il Premio Provinciale del Medio Ambiente

 L’esperienza di Millet, è un magnifico esempio di restauro ambientale urbano, basato sulla comunità e sulle conoscenze tradizionali, ottenendo la necessaria armonia nell’uso della terra con il minimo delle risorse ed un esempio da mostrare alle future generazioni di come si può realizzare una città bella, pulita, sana e sostenibile a livello ambientale.  
Questo è un semplice omaggio all’uomo che abbiamo aiutato,  indirizzato, a cui abbiamo insegnato e dal quale impariamo allo stesso tempo.

Molte volte mi chiedo

Perché le cose non sono sempre come dovrebbero essere?

E all’improvviso mi chiedo di nuovo

E com’è che dovrebbero essere?

Dovrebbero essere molto facili, così come le riesce a fare Millet.

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 Mastrapa y señora

Nella Foto: Ernesto Mastrapa e la sua signora Norelis

MSc. Ernesto Mastrapa Velázquez
Specialista per Scienza, Tecnologia e Medio Ambiente (CITMA)
(Desertificazione – Siccità - Bacini Idrografici, Carichi Contaminanti)
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Delegazione Territoriale del CITMA.  Peralta No.16 esq. Pachuco Feria
Reparto Peralta, Holguín.

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  Holguín - 31/07/11 - Cuando lo conocí hace ya más de diez años, me di cuenta que estaba ante una persona diferente, percibí en él esa extraña mezcla de hombre práctico y soñador que hace grandes a los hombres, porque qué otra cosa hacen los hombre prácticos que no sea luchar y hacer realidad sus sueños. Eso es precisamente lo que distingue a este hombre, jubilado con grado de Teniente Coronel una vez cumplido su deber como militar, y que al decir de él, encontró en las plantas ornamentales, en un principio y en las plantas en general después, un modo diferente de ver la vida. De sus manos crece la vida misma, como haciendo realidad la evocación del poeta al decirnos del barro hecho maravilla.

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JUAN MILLET RODRÍGUEZ
 
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 Unas fotos del jardín creado por Millet


Millet no solo encontró en las plantas un medio de vida, tempranamente se dio cuenta que su relación con estas iría más allá del simple hecho de recoger el fruto que su sudor le prodigaba.
Ubicado en la Comunidad Hermanos Aguilera, del Reparto Pedro Díaz Coello, el Jardín “Las Aralias” como él lo denominó, tuvo su nacimiento en febrero de 1998, en un terreno destinado a la construcción de la circunvalación a la ciudad de Holguín y que, a la llegada del período especial y una vez suspendida la obra, presentaba un aspecto ambientalmente deplorable: poblado de marabú y otras malezas, el suelo degradado por la extracción de la capa de tierra vegetal.

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 El jardín: ayer y hoy

Millet tuvo la feliz idea de que, haciendo trabajos que contribuyeran al mejoramiento del suelo, se podía crear un jardín para el cultivo de plantas ornamentales, maderables y frutales. Junto a su vecino Tomás Mayo Acosta chapearon el área, limpiaron el terreno de marabú y sembraron las plantas que luego le permitirían la reproducción. Practicó huecos en el suelo pedregoso y rellenó con materia orgánica. Construyó umbráculos de enredaderas como fausto y maracuyá para el sombreado de los canteros, en tanto crecieran los árboles plantados con ese fin. Toda clase de prácticas agroecológicas fueron aplicadas: barreras vivas con plantas, barreras muertas utilizando troncos y las piedras obtenidas al tamizar la tierra vegetal durante el llenado de los bolsos, ubicar los canteros de modo perpendicular a la inclinación del terreno, todo ello con un único objetivo: evitar la erosión del suelo y contribuir a su conservación. Además, el uso de la lombricultura con la consiguiente aplicación del humus, la producción de compost a partir de la hojarasca de los árboles y los residuos del material genético utilizado durante la  preparación de los esquejes para la reproducción de las plantas, ha contribuido al mejoramiento del suelo y los sustratos empleados en el cultivo de las plantas. Recoge cuanta semilla cae en sus manos dependiendo de la temporada. Cada nueva especie adquirida para el jardín, tiene su historia, fue  comprada o intercambiada en otro jardín, en una casa particular, en el territorio o en otras provincias.

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Cuando se inicia una obra en la que no se tiene mucha experiencia es muy difícil avanzar sin tener múltiples contratiempos, pero si unido a ello, tampoco se cuenta con los conocimientos básicos indispensables, entonces los objetivos son mucho más difíciles de conseguir. Todo esto le sucedió a Millet, tal como él mismo manifiesta y da sus sugerencias para que otros no incurran en sus propios errores:
…Muchas cosas uno hace de una forma, que luego, cuando adquiere experiencia, las tiene que rectificar, antes de comenzar a construir el jardín, debemos preguntarnos: ¿Con qué área contamos  y cuál es la calidad del suelo, si tiene inclinación el terreno, por dónde sale el sol, por dónde se pone, qué árboles o edificaciones proporcionan sombra, cual es la fuente y calidad  del agua, con qué medios voy a regar?; Cuál es el presupuesto;  con las respuestas a estas preguntas, voy decidiendo donde poner las plantas que necesitan más sombra y las de más sol, donde requiere de barreras, vivas o muertas, si hago el jardín de una vez o por partes,  tener la idea del crecimiento que va a tener cada planta, atendiendo a su clasificación, árboles, arbustos, herbáceas o enredaderas, para poner las más grandes al fondo y las más pequeñas delante; no poner una planta que requiera poca agua junto a otra que requiera mucha…

Para vencer la dificultad de no contar con formación básica sobre la labor que se propuso, autodidácticamente se convirtió en gran conocedor de elementos esenciales de agricultura, botánica, biología, entre otras ciencias. Hoy son comunes en su argot, los nombres científicos de las plantas que atesora, las familias y géneros a las cuales pertenecen. Al decir de Millet “… Los libros sobre esta materia no eran, ni aún son abundantes, comencé adquiriendo el diccionario botánico de nombres vulgares del Dr. Juan Tomás Roig, que aunque a muchos les parece anticuado, para mí fue de una importancia extraordinaria para adentrarme en el conocimiento de los nombres vulgares y por ellos, al científico.  Para el que  no está acostumbrado a los términos botánicos, es de gran ayuda el diccionario botánico P. Font Quer y el Tratado de Botánica; por ejemplo si al describir una planta, Roig dice que tiene hojas “acuminadas” por el diccionario sé que la hoja termina en punta, si dice que es glabra,  es que no tiene pelos o tomentos, tomentosa sería lo contrario y así sucesivamente hasta familiarizarme con estos términos. Hay plantas que en distintos lugares, reciben nombres diferentes y en otros casos, se da un mismo nombre a varias plantas, es por ello la importancia de atenerse a la descripción para saber cuál es la que en realidad tenemos…

Son innumerables las técnicas agroecológicas recogidas de sus múltiples andanzas por cuanto sitio le resulte atractivo a su interés, tanto en lo cercano, como allende las fronteras de su provincia y luego de estudiadas, aplicadas. Cuidadosamente identifica las plantas valiéndose de no pocos medios y permanece presto a su intercambio cualesquiera sean los intereses: la planta misma o los conocimientos involucrados en relación a ellas, ambos inclusive.
Respecto a su erudición en estos temas expresa con su humor característico:"…A veces me preguntan si soy botánico y les respondo que soy un fresco…
De esta manera, ha ido in crescendo su acervo, tanto en lo referente a la riqueza vegetal que atesora, como en el saber de qué va apertrechado. No hay sitio adonde vaya, de donde no regrese con algo nuevo para su querido jardín, si no en las manos, al menos en su mente.

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 El trabajo realizado, ha propiciado beneficios palpables desde el punto de vista medio ambiental con el incremento del número de especies: más de 500 de tipo ornamental, 75 de frutales y más de 80 maderables, entre las que se incluyen las 42 pertenecientes a un Bosque Martiano y una amplia colección de Bonsái. Además, cuenta el mejoramiento en el orden estético y económico. En todo el trabajo realizado, ha puesto énfasis en el cuidado del entorno en estrecha relación con la comunidad, mediante innumerables acciones para la educación medio ambiental. El área no solo atesora un rico patrimonio vegetal, sirve también de refugio a innumerables especies animales como aves, reptiles, anfibios, etc.

 

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El Jardín de Millet ha servido de sede a cursos, encuentros entre los miembros del Grupo de Aficionados de la Botánica, educación ambiental de la comunidad, etc. Su vínculo con esta se manifiesta de innumerables formas: jornadas de reforestación, actividades por el día del medio ambiente, donaciones de plantas a diferentes centros, instituciones, ante la ocurrencia desastres naturales, etc.

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Sobre mi primer encuentro con este hombre puro optimismo, allá por el año 2001 y mientras me encontraba laborando en el Laboratorio de Biotecnología del CITMA, para ese entonces enclavado en el Instituto Superior Pedagógico “José de la Luz y Caballero”, muy cercano a su jardín, comenta Millet:
…en una ocasión vino a verme para coordinar conmigo una clase práctica para alumnos de un postgrado sobre plantas ornamentales que estaban impartiendo, yo le preparé todas las condiciones que creí necesarias como base material de estudio: semillas, esquejes, bulbos, rizomas, estolones, etc. Para la propagación de las plantas; cuchilla, yemas, patrones y todo lo necesario para injertar, cuando llegó el día de la clase le fui a entregar lo que había preparado y me dijo –No, usted es el que va a impartir la clase, ahora todos somos sus alumnos–. Todo salió bien y nació también una gran amistad; Mastrapa fue quien me habló de los eventos, me trajo la convocatoria para el XII Congreso Internacional del INCA y me ayudó a hacer mi ponencia, que fue aceptada en forma de póster…

Después de esto, Millet se entusiasmó y ha participado en múltiples exposiciones, talleres, eventos, provinciales y nacionales donde ha presentado sus experiencias, intercambiado y aprendido. Ese quizás haya sido nuestro mayor aporte para con él. En el recientemente celebrado evento provincial previo a la VIII Convención Internacional de Medio Ambiente a finales de 2010, su trabajo resultó preseleccionado entre los más de 60 presentados a este nivel y luego escogido por el jurado nacional para representar a la provincia de Holguín en el evento internacional en julio de 2011.

 

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 A izquierda: Ernesto Mastrapa al centro de la mesa, durante exposición de Millet en Preconvención de Medio Ambiente, Holguin, diciembre 2010 - a la derecha: Millet en VIII Convencion de Medio Ambiente, Palacio Convenciones Julio 2011
Como reconocimiento a su labor en el Programa de la Agricultura Urbana le han sido otorgados reconocimientos como candidato a Referencia Nacional en el 2001, Referencia Nacional 2003 y  Excelencia Nacional 2004. En el 2005 recibe un reconocimiento de la ACTF por haber obtenido buenos resultados en los 30 recorridos del grupo nacional de la agricultura urbana.

El año 2011 ha sido pródigo en reconocimientos a su labor, quizás una de las más enaltecedoras sea, haber sido propuesto por la ACTAF para el Premio Provincial de Medio Ambiente, máximo estímulo que otorga el CITMA en la temática medio ambiental a este nivel, lo cual se hizo efectivo en el Acto Provincial por el Día del Medio Ambiente. Ese mismo día le fue conferido además, un reconocimiento por la ACTAF “Por su firme entrega a la protección de nuestro planeta”, entregado en el acto por el Día Mundial por el Día del Medio Ambiente en el Ministerio de la Agricultura, celebrado el día 5 de junio.
La experiencia de Millet, es una magnífica muestra de la restauración basada en la comunidad y en los saberes y conocimientos tradicionales, logrando la necesaria armonía en el uso de la tierra con un mínimo de recursos, como un ejemplo de legar a las futuras generaciones, una ciudad bella, limpia, sana y ambientalmente amigable.

 

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Millet recibe el Premio Provincial del Medio Ambiente

Es un sencillo homenaje al hombre que hemos ayudado, enseñado, encausado y del que aprendemos cada vez.
Muchas veces me pregunto
¿Y por qué las cosas no son siempre como debían ser?
Y al momento me vuelvo a preguntar
¿Y cómo es que debían ser?
Pues muy fácil, como las hace Millet

Fotos: Juan Millet, gracias a que siempre va por ahí, cámara en mano dispuesto a dejar constancia de cuanto hace o le resulta interesante y le ayude para continuar con su obra.

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Mastrapa y señora

 Ernesto Mastrapa y su esposa Norelis


MSc. Ernesto Mastrapa Velázquez
Especialista para la Ciencia, Tecnología y Medio Ambiente
(Desertificación-Sequía-Cuencas Hidrograficas,Carga Contaminante)

Delegación Territorial CITMA.  Peralta No.16 esq. Pachuco Feria
Reparto Peralta, Holguín. CP: 80400 
 

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Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Agosto 2011 04:33  

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