Miami: la sua decadente Ileana Ros-Lehtinen


25 Feb 2016

di/por Nicanor León CotayoCubasi – trad. Tio Gigi

Italia – Ha appena pubblicato sul Diario de las Américas un articolo intitolato: Il viaggio a Cuba del Presidente Obama è vergognoso.

Inizia scrivendo che questo viaggio rappresenta uno schiaffo in faccia “per tutti noi che siamo fuggiti dall’oppressione di Castro“. Deve però specificare che, quando i suoi genitori la portarono fuori dell’isola, mesi dopo il trionfo della Rivoluzione cubana, aveva solo otto anni.

Tuttavia, lei preferisce essere inclusa tra quelli che “fuggirono” dall’oppressione dei Castro.

Dice di essere scioccata dalla notizia dell’ imminente visita del presidente Obama a L’Avana. Da oltre 50 anni, aggiunge, i cubani fuggono da questa situazione scappando negli Stati Uniti.

Ma coloro che li hanno protetti durante tutto questo tempo hanno deciso oggi di “abbracciare i loro oppressori “.

E ‘assolutamente vergognoso, ha scritto la congressista , che Obama gratifichi i Castro con la prima visita a Cuba di un presidente in carica degli Stati Uniti .

Secondo la legislatrice repubblicana, non vi è stato alcun progresso sulla questione dei diritti umani nell’isola “Gulag” dei fratelli Castro. Mai, ha aggiunto, lì è migliorata la situazione dal momento che il nostro governo ha iniziato a offrire concessioni dopo concessioni.

Hanno per caso levato il blocco economico e chiuso la prigione dalla loro base navale illegale di Guantanamo?

Bastano questi due esempi, tra gli altri, per scoprire perché è ridicolo fare riferimento alla reciprocità durante l’attuale approccio bilaterale in corso.

In primo luogo, Cuba non ha mai rappresentato, né mai rappresenterà un pericolo per gli Stati Uniti, ed in secondo luogo, l’argomento “proprietà” esiste ancora perché Washington ha eluso i vari suggerimenti dell’Avana fondati nel Diritto Internazionale.

Solo alcuni motivi, dice l’articolo di Ileana, del perché viaggiare a Cuba è un errore di Obama.

Non possiamo dimenticare che nel 2008, quando quest’ultimo corse per la presidenza, Ileana, i Diaz-Balart e altri loro accoliti, hanno fatto tutto il possibile per evitare la sua elezione.

Non fu lei la massima ispiratrice a Miami dei rumorosi omaggi ai terroristi di origine cubana Luis Posada Carriles e Orlando Bosch Avila.

Ileana-y-Orlando-Bosh

Prima era stata fondata in Repubblica Dominicana una banda terroristica che fu chiamata Coordinatrice delle Organizzazioni Rivoluzionarie Unite (CORU).

Questa banda, tra le altre abominevoli azioni , eseguì l’abbattimento in volo di un aereo cubano , il 6 ottobre 1976 , sul quale viaggiavano 73 persone, tutte morte.

Ma questo era solo l’inizio di quanto sarebbe poi successo, collocamento di bombe, rapimenti, attentati, assassinii ed altre iniquità.

Ad intermittenza , e come ha rivelato il New York Times del 24 ottobre 1976, in tutta questa ondata terroristica figuravano Posada Carriles e Bosh.

I due, non appena arrivarono in territorio degli Stati Uniti nel 1960, furono reclutati dalla Central Intelligence Agency (CIA).

A Posada lo misero presso la sede delle forze repressive del Venezuela, dove , come si è dimostrato mantenne un comportamento brutale.

Ma ciò che fa arrabbiare ora Ileana Ros-Lehtinen è la prossima visita del presidente Barack Obama a Cuba. Lo hanno preceduto il papa Francesco, il Patriarca della Chiesa Ortodossa Russa, il Presidente della Francia, i ministri dell’Unione Europea e altre importanti personalità della politica e della cultura e del mondo. Di fronte a questa concreta realtà concreta, che posto può essere dato alla doppiamente piccola Ileana Ros-Lehtinen?

Forse uno da custode nel museo da costruirsi per i fantasmi “dell’esilio” cubano che così tanto bene lei rappresenta.

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bandera Cuba Miami: Su decadente Ileana Ros-Lehtinen

Acaba de publicar en Diario las Américas un artículo bajo el titulo: Viaje a Cuba del presidente Obama es vergonzoso.

Comienza escribiendo que representa una bofetada en la cara “para todos los que hemos huido de la opresión de Castro”. Debió aclarar que cuando sus padres la sacaron de la isla, meses después del triunfo de la Revolución cubana, solo tenía ocho años de edad.

Sin embargo, ella prefiere incluirse entre quienes “huyeron” de la opresión de los Castro.

Afirma sentirse consternada por la noticia sobre la inminente visita del presidente Obama a La Habana. Durante más de 50 años, agregó, los cubanos han salido huyendo de esa situación hacia Estados Unidos.

Pero quienes los han protegido durante ese tiempo decidieron ahora  “abrazar a sus opresores”.

Es absolutamente vergonzoso, escribió la congresista, que Obama gratifique a los Castro con la primera visita a Cuba de un presidente en funciones de Estados Unidos”.

Según la legisladora republicana,  no hay avances respecto al tema de los derechos humanos en el “Gulag” de la isla de los hermanos Castro. Nunca, subrayó, allí ha mejorado este panorama desde que nuestro gobierno empezó a ofrecerles concesión tras concesión.

¿Acaso finalizaron el bloqueo económico y cerraron la prisión montada en su ilegal base naval de Guantánamo?

Baste esos dos ejemplos, entre  otros, para saber porqué resulta un sarcasmo hablar de reciprocidad durante el actual proceso de acercamiento bilateral.

Lo primero, Cuba nunca ha representado –ni será- un peligro para Estados Unidos, y segundo, el tema “propiedades” aún existe porque Washington ha evadido distintas sugerencias de La Habana fundadas en el Derecho Internacional.

Solo algunas razones, dice el artículo de Ileana, del por qué viajar a Cuba es un error de Obama.

No es posible olvidar que en el año 2008, cuando este último aspiró a la presidencia, Ileana, los Díaz-Balart y otras hierbas por el estilo, hicieron todo lo posible para evitarlo.

Tampoco que ella fue la máxima inspiradora en Miami de ruidosos homenajes a los terroristas de origen cubano Luis Posada Carriles y Orlando Bosch Avila.

Antes habían fundado en República Dominicana una pandilla terrorista a la que denominaron Coordinadora de Organizaciones Revolucionarias Unidas (CORU).

Esa banda, entre otras abominables acciones, ejecutó la voladura en pleno vuelo de un avión comercial cubano donde el seis de octubre de 1976 viajaban 73 personas, todas muertas.

Pero ello fue tan solo una muestra de lo que vendría después,  colocación de bombas, secuestros, atentados, asesinatos y otras iniquidades.

A manera de una señal intermitente, y como reveló The New York Times el 24 de octubre de 1976, en toda esa oleada terrorista figuraron Posada Carriles y Bosch.

Los dos, tan pronto arribaron a territorio estadounidense en 1960, habían sido reclutados por la Agencia Central de Inteligencia (CIA).

A Posada lo sembraron en la jefatura de los cuerpos represivos  de la Venezuela de entonces, donde, como se ha demostrado mantuvo un comportamiento brutal.

Sin embargo, lo que indigna a Ileana Ros-Lehtinen ahora es la próxima visita del presidente Barack Obama a Cuba. Lo habrán antecedido el papa Francisco, el Patriarca de la Iglesia Ortodoxa Rusa, el Presidente de Francia, ministros de la Unión Europea, y otras muy importantes personalidades de la política y la cultura y del mundo. Frente a esa realidad concreta, ¿qué lugar puede brindarse a la doblemente pequeña Ileana Ros-Lehtinen?

Si acaso uno de custodia en el museo a construirse para los fantasmas del “exilio” cubano que ella tan majestuosamente representa.

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Tio Gigi
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