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L'ONU condanna per la ventesima volta l'embargo USA contro Cuba

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Di/por  PRENSA LATINA

Ventesima condanna mondiale al bloqueo USA contro Cuba

  Bloqueo a Cuba: 20 condenas y seguirán contando

ONU

  Nazioni Unite, 26 ott (Prensa Latina) - Le Nazioni Unite hanno compiuto oggi due decadi di condanne annuali consecutive al bloqueo imposto dagli Stati Uniti contro Cuba da quasi mezzo secolo ed ha esatto il suo sollevamento.  Il rifiuto al bloqueo nordamericano è stato reiterato dal plenario dell'Assemblea Generale dell'ONU per 186 voti a favore, due in contro (Stati Uniti ed Israele) e tre astensioni (Isole Marshal, Micronesia e Palau). Libia e Svezia non hanno votato.  (...) CONTINUA
 
La quasi unanimità registrata nella votazione ha confermato il ripudio mondiale all'assedio statunitense contro l'isola caraibica e l'isolamento di Washington nel mantenimento di questa misura. 
 
Il massimo forum dell'organizzazione approvò una risoluzione intitolata “Necessità di mettere fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d'America contro Cuba”. 
 
Il testo chiede il rispetto stretto dei principi della Lettera dell'ONU, tra questi l'uguaglianza sovrana degli Stati, il non intervento e non ingerenza nei suoi temi interni e la libertà di commercio e navigazione internazionali. 
 
Sottolinea anche le dichiarazioni dei Vertici ibero-americani sulla necessità di eliminare l'applicazione unilaterale di misure di carattere economico e commerciale contro un altro Stato che colpiscano il libero sviluppo del commercio internazionale. 
 
Ugualmente, espressa preoccupazione perché gli Stati membri dell'ONU continuano la promulgazione ed applicazione di leggi e disposizioni regolamentari come la chiamata Legge Helms-Burton del 1996. 
 
Inoltre, si osserva che questo tipo di norme hanno effetti extraterritoriali che colpiscono la sovranità di altri Stati, gli interessi legittimi di entità o persone sotto la sua giurisdizione e la libertà di commercio e navigazione. 
 
La risoluzione prende nota delle dichiarazioni e risoluzioni di distinti forum inter-governamentali, organi e governi che esprimono il rifiuto della comunità internazionale e dell'opinione pubblica alla promulgazione ed applicazione di questo tipo di misure. 
 
Più avanti, l'Assemblea Generale reitera la preoccupazione dell'ONU davanti alla continuazione della promulgazione ed applicazione di nuove misure dirette a rinforzare ed ampliare il bloqueo economico, commerciale e finanziario contro Cuba. 
 
Il massimo organo si manifesta preoccupato anche per gli effetti negativi di queste misure sulla popolazione cubana ed i nazionali di Cuba residenti in altri paesi. 
 
La risoluzione sollecita agli Stati nei quali esistono e continuano ad applicarsi leggi e misure di questo tipo a che, nel termine più breve possibile e d’accordo col suo ordinamento giuridico, prendano le misure necessarie per abrogarli o lasciarli senza effetto. 
 
Allo stesso modo, sollecita il segretario generale dell'ONU che prepari una relazione sul compimento della risoluzione promossa alla luce dei propositi e principi della Lettera e del diritto internazionale per presentarlo il prossimo anno. 
 
Decide anche di includere nel programma provvisorio del suo 67° periodo di sessioni il tema intitolato “Necessità di mettere fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d'America contro Cuba”. 
 
La prima votazione di condanna al bloqueo ha avuto luogo il 24 novembre 1992 quando la 47° sessione ordinaria dell'Assemblea Generale approvò per 59 voti a favore, tre in contro e 71 astensioni il primo pronunciamento in questo senso. 
 
L'anno scorso e nello stesso plenario dell'ONU, 187 paesi sono tornati a condannare questo assedio, di fronte agli unici voti negativi degli Stati Uniti ed Israele e le astensioni delle Isole Marshall, Micronesia e Palau.

 

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  Naciones Unidas, 26 oct (PL) - Una vez más la Asamblea General de la ONU volvió a rozar la unanimidad en su condena contra el bloqueo de Estados Unidos contra Cuba y en el reclamo del levantamiento de esa medida.

  Un total de 186 miembros del foro mundial patentizaron esa exigencia al aprobar la víspera una resolución titulada Necesidad de poner fin al bloqueo económico, comercial y financiero impuesto por los Estados Unidos de América contra Cuba.

Y otra vez, Estados Unidos e Israel quedaron en un aislamiento absoluto en la casilla de votos en contra del texto, similar al presentado por Cuba durante los últimos 20 años.

Las abstenciones fueron las mismas del año pasado (Islas Marshall, Micronesia y Palau).

Se trata de uno de los temas tradicionales de la Asamblea General y que convoca los pronunciamientos más reiterados, con el apoyo más categórico y abrumador, como afirmó el canciller cubano, Bruno Rodríguez.

La primera resolución de condena al bloqueo fue adoptada en 1992 por 59 votos a favor, tres en contra (Estados Unidos, Israel y Rumanía) y 71 abstenciones.

Desde entonces, Washington nunca logró más de tres acólitos (siempre Israel entre ellos) en la exigua casilla de los NO, la cual contó con cuatro votos como máximo solo en cinco de las 20 votaciones realizadas (1993, 2004, 2005, 2006 y 2007).

Al hablar ayer ante el plenario de la ONU, el ministro cubano destacó que durante estas dos décadas la comunidad internacional ha reclamado de manera invariable y sostenida que se ponga fin al cerco norteamericano contra Cuba.

"Hubiera parecido imposible entonces (1992) que 20 años después esta Asamblea estaría hoy considerando el mismo asunto", un tema vinculado al derecho a la autodeterminación, la ley internacional, las reglas del comercio y las razones por las cuales existe la ONU, subrayó.

Dos decenios durante los cuales han transitado cuatro presidentes por la Casa Blanca: George Bush, William Clinton, George W. Bush y Barack Obama.

Y a los cuales se suman otros seis que gobernaron Estados Unidos desde la implantación del bloqueo en 1962 (John F. Kennedy, Lyndon Johnson, Richard Nixon, Gerald Ford, James Carter y Ronald Reagan).

En lo que respecta al actual inquilino del Salón Oval, Rodríguez dijo que a pesar de la falsa imagen de flexibilidad que pretende trasladar, el bloqueo permanece intacto, en completa aplicación y con una agudización de su carácter extraterritorial.

El período del presidente Obama está marcado por un reforzamiento de la persecución a las transacciones financieras cubanas en todo el mundo, sin respeto a las leyes de terceros países ni a la oposición de sus gobiernos, denunció el canciller.

Y por eso apuntó la inconsistencia del argumento de Washington que trata de presentar el tema del bloqueo como una cuestión bilateral que no debe ser tratada en la ONU.

La postura de la actual administración es "vieja, repetitiva, anclada al pasado, es como si, en vez del presidente elegido para el cambio, hablaran sus predecesores, incluso republicanos", opinó.

Quizás esa es una de las razones por la cual casi 30 países intervinieron ayer en la Asamblea General para respaldar a Cuba frente al bloqueo y exigir el levantamiento del asedio norteamericano contra la isla caribeña.

Un tema que ya está de hecho incluido en la agenda de la máxima instancia de la ONU para el próximo período, por solicitud contenida en la resolución aprobada la víspera.
 

 



 

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Ottobre 2011 05:49  
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