Prima crociera dall’America a Cuba

Prima crociera dall’America a Cuba
02 Mag 2016

La nave da crociera statunitense «Adonia», è partita domenica mattina da Miami verso l’Avana con 704 passeggeri a bordo. Si tratta di un viaggio a suo modo storico: il primo ritorno di una nave americana a Cuba dopo 50 anni (l’ultimo effetto in ordine di tempo della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Washington e L’Avana interrotte nel 1961 e riprese dopo l’iniziale scongelamento avviato da Barack Obama e Raul Castro a dicembre del 2014). Tra i ricchi turisti in viaggio con l’ammiraglia della Carnival per la capitale dell’isola, anche alcuni passeggeri di origine cubana. Si compie così la nemesi storico più singolare di questa era della distensione tra Washington e l’Avana: perché questo è «il ritorno dei balseros»; un viaggio di ritorno che segna la fine di un’epoca e avvicina ancora di più l’annuncio della fine dell’embargo.

Le pressioni e la minaccia di non partire

Nei giorni scorsi, infatti, il governo di Raul Castro aveva sorpreso i suoi cittadini e il mondo, piegandosi a cambiare una legge su pressioni di una lobby economica: aveva cancellato la norma che proibiva ai suoi figli e fratelli fuggiti trent’anni fa a bordo di imbarcazioni di fortuna — i «balseros», appunto — di tornare sull’isola via mare. E i parenti ricchi di Miami sono tornati. Durante la crociera di sette giorni, la nave toccherà anche i porti di Cienfuegos ( nel centro-sud di Cuba) e Santiago de Cuba (nel sud-ovest).

Il retroscena: un ricatto economico

Le nuove crociere di Carnival segnano un’ulteriore svolta nei rapporti tra le due nazioni dopo sessant’anni di embargo. Secondo la società di navigazione, la «Adonia» navigherà ogni settimana tra Miami e Cuba, con un programma di viaggio che promette «scambi culturali che daranno la possibilità di interagire con il popolo cubano». E il primo «scambio» è stato politico. Lo avevano rivelato nei giorni scorsi il sito The Atlantic, un servizio del New York Times e perfino un articolo dell’ Havana Times. La distensione tra Cuba e Usa è guidata — nessuno lo dubitava — dal mondo degli affari. Come dimostra il retroscena di questo viaggio: un piccolo ma significativo ricatto economico.

Le pressioni e la minaccia di non partire

Nei giorni scorsi, infatti, il governo di Raul Castro aveva sorpreso i suoi cittadini e il mondo, piegandosi a cambiare una legge su pressioni di una lobby economica: aveva cancellato la norma che proibiva ai suoi figli e fratelli fuggiti trent’anni fa a bordo di imbarcazioni di fortuna — i «balseros», appunto — di tornare sull’isola via mare. E i parenti ricchi di Miami sono tornati. Durante la crociera di sette giorni, la nave toccherà anche i porti di Cienfuegos ( nel centro-sud di Cuba) e Santiago de Cuba (nel sud-ovest).

Il retroscena: un ricatto economico

Le nuove crociere di Carnival segnano un’ulteriore svolta nei rapporti tra le due nazioni dopo sessant’anni di embargo. Secondo la società di navigazione, la «Adonia» navigherà ogni settimana tra Miami e Cuba, con un programma di viaggio che promette «scambi culturali che daranno la possibilità di interagire con il popolo cubano». E il primo «scambio» è stato politico. Lo avevano rivelato nei giorni scorsi il sito The Atlantic, un servizio del New York Times e perfino un articolo dell’ Havana Times. La distensione tra Cuba e Usa è guidata — nessuno lo dubitava — dal mondo degli affari. Come dimostra il retroscena di questo viaggio: un piccolo ma significativo ricatto economico.

Le pressioni di Carnival sul governo Castro

La partenza della Adonia il 1° maggio ha rischiato di essere cancellata perché la prima nave da crociera statunitense a raggiungere Cuba era stata bloccata dalla stessa Carnival: il gigante del turismo crocieristico aveva minacciato di rinviare il viaggio dato che pareva che il governo dell’Havana non volesse ammorbidire il divieto emesso ai tempi della guerra fredda per gli americani di origine cubana. Ha prevalso la ragione economica. E la Carnival ha confermato il viaggio inaugurale. La decisione, ha scritto il New York Times, «segna una svolta perché è la prima volta che una compagnia Usa costringe il governo cubano a cambiare idea».

Liberi di partire via mare anche i cubani

Ma si è trattato di una scelta obbligata, «perché se la Adonia, nave di super lusso con 704 prenotati, non fosse partita, Cuba avrebbe perso migliaia di dollari quest’anno» a causa della brusca frenata dell’industria turistica che ne sarebbe seguita. Tra i ricchi crocieristi che raggiungeranno l’Avana, dunque, ci sono anche gli ex balseros che han fatto fortuna (dopo la fuga da Cuba) negli States. La nuova normativa sui viaggi, ha annunciato il governo, è in vigore da martedì 26 aprile e, sottolinea Havana Times, varrà anche per i cubani: «I residenti dell’isola potranno fare viaggi in nave o noleggiare imbarcazioni». Niente più balseros, chi vuole andare è libero di farlo. Ma d’altronde c’è ancora chi fuggirebbe da Cuba adesso? Lo sapremo nelle prossime settimane.

Da l’Havana Times

Cuba permitirá que sus ciudadanos viajen por mar

Cuba eliminará a partir del próximo martes una prohibición que impedía a los cubanos desde hace décadas subirse en embarcaciones y entrar y salir del país por mar libremente, según anunció hoy el Gobierno de la isla, reportó dpa.

Las medidas que permitirán a los cubanos viajar en cruceros sin solicitar un permiso previo fueron impulsadas por el actual acercamiento con Estados Unidos, según se desprende de las informaciones publicadas en el diario oficial “Granma”.

La isla también permitirá a los cubanos enrolarse como tripulación en barcos mercantes y en cruceros, según el anuncio.

Las nuevas reformas migratorias fueron impulsadas en los días previos por una polémica en torno a la próxima llegada de cruceros directos desde Estados Unidos a la isla caribeña.

La empresa norteamericana “Carnival” había anunciado que empezaría a operar en mayo, pero descartó inicialmente que ciudadanos cubanos puedan abordar los barcos debido a las restricciones que impone hasta ahora la legislación cubana.

La numerosa comunidad cubana del exilio cubano, afincada sobre todo en Florida, protestó contra la medida y anunció que llevaría a “Carnival” ante los tribunales por discriminación. La compañía dio esta semana marcha atrás y aseguró que sí permitiría embarcar a cubano-estadounidenses y que esperaba que Cuba modifique su legislación al respecto.

La prohibición para los cubanos de embarcar libremente es un resto de la restrictiva política migratoria que impidió durante décadas a los ciudadanos del país viajar libremente.

Decenas de miles de cubanos han huido de la isla socialista por mar tras el triunfo de la revolución de 1959, muchos de ellos como “balseros” en embarcaciones precarias. Las autoridades prohíben por eso a sus ciudadanos hacerse a la mar sin contar con una autorización para ello.

Cuba eliminó en enero de 2013 una prohibición general de viajes al exterior para los cubanos sin una visa de salida.

La reforma anunciada hoy también prevé que los cubanos puedan entrar y salir del país en un futuro en yates de recreo, según el anuncio. “La puesta en marcha de esta medida será anunciada oportunamente”, señaló hoy el comunicado publicado en “Granma”.

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