Trattamento dei residui liquidi nei Laboratori Biotecnologici Docenti e di Ricerca


06 Nov 2016

Di: Yusleidys Cortés Martínez dell’Università “Camilo Cienfuegos” di Matanzas, Dr. Jesús. D Luis Orozco, D.ssa Juana Zoila Junco Horta. – Tradotto in italiano da Stefano Guastella

icona_ItaliaMatanzas – Riceviamo da Cuba una ricerca sul trattamento dei residui liquidi realizzata da Yusleidys Cortés Martínez. Pubblichiamo il riassunto, tradotto in italiano e per chi è interessato è possibile scaricare la Tesi completa (in spagnolo) a questo Link: Trattamento dei residui liquidi (CLICCA)

Riassunto.

La ricerca è basata sull’attività svolta dai laboratori biotecnologici docenti e di ricerca per ridurre il rischio di contaminazione ambientale. Lo studio si è appoggiato sulla caratterizzazione fisico-chimica di 6 rifiuti liquidi provenienti dall’attività docente e di ricerca, partendo principalmente dalla loro composizione e dagli indicatori di contaminazione, pH, Temperatura, percentuale di saturazione dell’ossigeno, ossigeno disciolto, Domanda Chimica di Ossigeno (COD) e il Quadro dei Solidi.

Le analisi sono state realizzate secondo i metodi normalizzati che si seguono per le analisi delle acque potabili e reflue. E’ stata realizzata una caratterizzazione statistica dei parametri studiati con l’impiego del software statistico STATGRAPHICS 5.0, (2000). Sono state provate alternative sperimentali come soluzione alle azioni in violazione di quanto stabilito per il versamento dei residui secondo la metodologia più adeguata per il loro trattamento, la proposta di Momplet e Esteban (2005) che è un diagramma generale per i laboratori docenti, che propone l’operazione di diluizione e neutralizzazione per i residui con  valori estremi di pH.

I valori medi ottenuti, danno la possibilità di apprezzare qual è il residuo che presenta maggiore o minore incidenza per ognuna delle analisi realizzate nella caratterizzazione fisico-chimica. Gli indicatori di maggiore importanza da tenere di conto per il versamento di un acqua reflua come pH, temperatura, COD e solidi totali, sono analizzati con profonda attenzione. I residui con pH £ 2 o pH ³ 12 sono considerati pericolosi per corrosività, per questo si propone un possibile trattamento per neutralizzazione per il grado più basico (residuo 1) con pH = 12 e per il più acido (Residuo 3) con pH = 0,6  potenzialmente pericoloso;  dato che in questo residuo esiste una grande quantità di fenolo e di acido sulfureo come reagenti, se utilizza acido cloridrico e idrossido di sodio come agenti neutralizzanti, si realizza una diluzione 1:5 per il trattamento per neutralizzazione e successivamente 1:10.

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I campioni di residuo 1 (a sinistra) e 3

E’ stato provato che la Domanda Chimica di Ossigeno è diminuita considerevolmente, fino ad un valore finale di 577, 11 mg/L per il residuo 1, mentre per il residuo 3 il valore finale è stato di 340 mg/L , rispettando così la norma sul versamento NC 27:(2012).

L’esperimento realizzato con l’impiego di materiale assorbente, carbone attivo, come alternativa per la rimozione del fenolo è stato svolto mediante l’esperimento preliminare fattoriale 22 dove  è stato valutato il tempo di contatto e di quantità del carbone nel residuo 3 con pH =0,6, questo evidenza la fattibilità del trattamento e corrobora il fondamento teorico dell’operazione che diminuisce la concentrazione del fonolo e rispetta i parametri di norma rispetto alla COD.

Nel caso sia necessario realizzare questo trattamento per grandi volumi di residui, si propone di realizzare il disegno tenendo di conto i criteri di scala, in presenza di un processo discontinuo. Si raccomandano questi trattamenti sempre che vengano realizzati con queste tecniche operative, in maniera da evitare i danneggiamenti al corpo ricettore i rischi di contaminazione ambientale.

I residui oggetto di studio appartengono alle seguenti tecniche operative o procedimenti:

Residuo 1: Determinazione dell’attività enzimatica della α- amilasi di pancreas suino.

Residuo  2: Influenza della temperatura e del pH sulla stabilità funzionale dell’enzima α- amilasi.

Residuo 3: Determinazione del contenuto totale di Carboidrati solubili in un campione di origine vegetale.

Residuo 4: Studio dell’attività  di protoleisi in un estratto enzimatico di origine animale.

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Residuo 5: Disinfezione di Henequén.

Residuo 6: Disinfezione di Stylosanthes.

 

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icona_Cuba – TRATAMIENTO DE RESIDUALES LÍQUIDOS EN LABORATORIOS BIOTECNÓLOGICOS DOCENTES E INVESTIGATIVOS.

Ing.Yusleidys Cortés Martínez1, Dr. Jesús. D Luis Orozco, Dra. Juana Zoila Junco Horta.

  1. Universidad de Matanzas “Camilo Cienfuegos”, Vía BlancaKm.3, Matanzas, Cuba.
Ing.Yusleidys Cortés Martínez

Ing.Yusleidys Cortés Martínez

Matanzas – Hemos recibido una investigación realizada por Yusleidys Cortés Martínez, sobre el tratamiento de residuales líquidos.

A continuación un resumen para los lectores de Quintavenida, que si quieren pueden descargar la Investigación completa al siguiente enlace:  Tratamiento de residuales líquidos (PULSE AQUÍ)

Resumen.

La investigación está basada en la actividad que desarrollan laboratorios biotecnológicos docentes e investigativos para reducir el riesgo de contaminación ambiental. El estudio se apoyó en la caracterización físico-química de 6 residuales líquidos  procedentes de la actividad docente e investigativa, a partir de su composición y de indicadores de contaminación, pH, Temperatura, porcentaje de saturación de oxigeno, oxigeno disuelto, Demanda Química de Oxígeno (DQO) y el  cuadro de Sólidos  fundamentalmente. Los análisis fueron realizados según los métodos normalizados para análisis de aguas potables y residuales. Se realizó la caracterización estadística de los parámetros estudiados con el empleo del software estadístico STATGRAPHICS 5.0, (2000). Se ensayaron alternativas experimentales como solución a los incumplimientos de lo establecido para el vertimiento de los residuales según la  metodología más adecuada para el tratamiento de estos, la propuesta por Momplet y Esteban  (2005) que es un diagrama general para laboratorios docentes, que propone la operación de dilución y neutralización para residuales con valores extremos de pH.

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residual liquido 3

Los valores medios obtenidos, posibilitan  apreciar cuál es el residual que presenta mayor o menor incidencia para cada uno de los análisis realizados en la caracterización físico – química. Los indicadores de mayor importancia a tener en cuenta para el vertimiento de un agua residual como pH,  temperatura, demanda química de oxígeno (DQO)  y sólidos totales, son analizados con detenimiento. Los residuos con pH £ 2 o pH ³ 12 son considerados peligrosos por corrosividad, por lo que se propone un posible tratamiento por neutralización para el más básico (residual 1) con pH= 12 y para el más ácido (residual 3) con pH = 0,6  potencialmente peligroso, ya que en este residual existe gran cantidad de fenol y ácido sulfúrico como reaccionantes, se utiliza ácido clorhídrico e hidróxido de sodio como agentes neutralizantes, se realiza la dilución 1:5 para el tratamiento por neutralización y posteriormente 1:10. Comprobándose que  la Demanda Química de Oxígeno disminuyó considerablemente hasta un valor  final de 577, 11 mg/L para el residual 1 y para el residual 3 un valor final de 340 mg/L , cumpliendo con la norma de vertimiento NC 27:(2012). La experimentación con empleo del adsorbente, carbón activado, como alternativa para remoción de fenol se realiza mediante el experimento preliminar factorial 22 donde se evaluó tiempo de contacto y cantidad  de carbón en el residual 3 con pH =0,6, esto  evidencia la factibilidad del tratamiento y corrobora el fundamento teórico de la operación al disminuir la concentración de fenol y cumplir con lo normado con respecto a la Demanda Química de Oxigeno.

 

En caso que sea necesario realizar este tratamiento para grandes volúmenes de residual se propone realizar el diseño teniendo en cuenta los criterios de escalado estando en presencia de un proceso  discontinuo. Se recomiendan  estos tratamientos  siempre que se realice cualquiera de estas técnicas operatorias para de esta forma evitar las afectaciones al cuerpo receptor y los riesgos de contaminación ambiental.

Los residuales objetos de estudio pertenecen a las siguientes técnicas operatorias o procedimientos:

Residual 1: Determinación de la actividad enzimática de la α- amilasa de páncreas porcino.

Residual  2: Influencia de la temperatura y el pH sobre la estabilidad funcional de la enzima α- amilasa.

Residual 3: Determinación del contenido total de Carbohidratos solubles en una muestra de origen vegetal.

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Residual 4: Estudio de la actividad proteolítica en un extracto enzimático de origen animal.

Residual 5: Desinfección de Henequén.

Residual 6: Desinfección de Stylosanthes.

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Stefano Guastella
Stefano Guastella

Nato a Vinci, nel 1968. Operaio come professione. Da quando ha visitato Cuba per la prima volta, nel 1997, ne è rimasto talmente affascinato che la sua vita è cambiata. Da allora, si è sposato con Yanitza, cubana di Holguín, che gli ha regalato 3 meravigliosi figli, ha scritto un Libro/diario (Con cuba nel Cuore) e ha iniziato a tradurre articoli dallo spagnolo all'italiano, per far conoscere Cuba sotto tutti quegli aspetti ancora oggi poco conosciuti e, per quanto possibile, aiutare a rompere quell'embargo politico, economico e mediatico che tiene sotto isolamento questa splendida Isola dalla vittoria della rivoluzione, nel 1959. - Nacido en Vinci, en el 1968. De profesión obrero. Desde cuando visitó cuba por primera vez, quedó así atrapado, que su vida ha cambiado completamente. Desde entonces, se ha casado con Yanitza, cubana de Holguín, que le ha regalado 3 maravillosos hijos, escribió un libro/diario (Con cuba en el Corazón) y ha empezado a traducir artículos desde español a italiano para que los italiano puedan conocer varios aspectos de Cuba y, por cuanto posible, dar su ayuda en romper aquel bloqueo político, económico y mediático que todavía afecta esta maravillosa Isla, desde cuando la Revolución triunfó en el 1959.