La Isla del la Juventud, nell'arcipelago caraibico dei Canarreos, un tempo era covo di pirati, si dice abbia ispirato a Stevenson L’isola del tesoro. Purtroppo, dall’antica isola dei pini le conifere sono quasi scomparse: nel 1970, Castro la scelse per il programma di escuelas del campo e sono arrivati migliaia di giovani per imparare ad allevare bovini o a piantare agrumi. Ma l’isola vale il viaggio per i fondali di Cabo Frances, a ovest, frequentati da subacquei di tutto il mondo che salgono a bordo dei barconi in cemento armato dell’hotel Colony (tel. 0053.61.98.181). L'hotel si trova nella splendida Baia della Siguanea; 77 camere circondate da un ampio giardino con palme di cocco, bar caffetteria, ristorante e piscina. Doppiata la punta, ci si affaccia sul mare aperto dei Caraibi. Qui ci si immerge: dove la piattaforma arriva vicinissimo alla terraferma, passando dai 4000 metri di profondità a quota zero, una quarantina di boe segnala i luoghi d’immersione per una decina di chilometri fino a Punta Pedernales. La parete a picco dà una sensazione di vertigine. Nella Grotta dei Tarponi se ne vedono a decine, di color argento, anche di 1 metro di lunghezza. Nel Paradiso delle Razze, vasta distesa di sabbia bianchissima a 20 metri di profondità, gli animali si mimetizzano sul fondo. A forma di proboscide, anfora, tubo, elmo o canna d’organo, le spugne hanno colori che vanno dal giallo al viola, mentre il canyon nero è il regno del corallo scuro. Da qui, si torna a Siguanea per lasciar la barca e volare all’Avana. All’orizzonte, una vecchia goletta con le vele di canapa marroni insegue i branchi di pesci.








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